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Mondofollie

27 Luglio 2022 Tag:, , , , , ,
Le pazzie di cui è, purtroppo,  ricco il mondo le conosciamo. La mattana più grande, la guerra, la viviamo quotidianamente, e non solo nelle cronache  dall'Ucraina. Le persone si ammazzano. Quale assurdità maggiore può esserci? Nel pezzo della scorsa settimana, ragionando di Google e altre amenità, abbiamo evidenziato alcune  "sciocchezzuole",  tipiche della nostra epoca; come definirle: pazzie digitali? Oppure mondofollie, riecheggiando il titolo che abbiamo scelto per l'articolo odierno. Staremo  a vedere, in fondo, il pezzo è solo all'inizio. Di sicuro titoli come il nostro andavano molto di moda qualche decina di anni fa. Il cinema di un certo tipo li usava in  grande quantità. Vengono in mente capolavori trash di vario tipo. Non faremo citazioni, in fondo siamo un blog morigerato, e Russ Meyer non ne sarebbe affatto contento. Scherzi a parte:  "le tribolazioni di un cinese in Cina" - e chi ha letto il libretto di Jules Verne ne converrà -  non sarebbero neanche lontanamente assimilabili al percorso complicatissimo, sovente impossibile, cui la "digitalizzazione del mondo" ci sta obbligando, ogni giorno di più. Ritorniamo a capo e citiamo per la seconda volta in due settimane un passaggio contenuto nell'articolo di

Sicurezza fa rima con consapevolezza

13 Settembre 2020 Tag:, , , , , ,
Torniamo a sfogliare l'album dei ricordi di #digit13 per parlare di sicurezza informatica. Nel corso del nostro secondo appuntamento con il festival dedicato al giornalismo e alla comunicazione digitale, ancora a Firenze, prima di trasferirci stabilmente a Prato, abbiamo dedicato due diversi seminari di un'ora ciascuno all'argomento sicurezza sul web. Il primo,  svolto da Igor Falcomatà, era espressamente rivolto ai professionisti dell'informazione,  mentre il secondo, condotto da Marco A. Calamari,  era più specificamente dedicato alle fonti degli organi di informazioni, e alla loro protezione e sicurezza online. Non molto tempo prima era scoppiato il fenomeno Wikileaks e sempre in quel periodo si cominciava a parlare di whistleblower. Come garantire l'anonimato e la protezione alle fonti che arrivano agli organi di informazione attraverso il web e gli strumenti digitali  era -  ed è, permetteteci di aggiungere -  un tema scottante e difficile da risolvere allora come oggi. I problemi da affrontare erano molteplici e in larga parte sono ancora presenti, a distanza di parecchi anni. Ma il punto centrale - vorremmo sottolineare - non è soltanto capire, quali e quanti artifici tecnologici debbano essere studiati e usati  e per essere "sicuri e garantiti" online,