Cina

Google, Microsoft e Yahoo insieme di fronte al regime cinese

1 Novembre 2008 Tag:, ,
out-147.jpg I tre giganti di internet hanno aderito alla Global Network Iniziative, una rete che potrebbe dare maggiore forza rispetto a Pechino nel campo dei diritti fondamentali dei cittadini ----------

Unire le forze e redigere un protocollo comune di comportamento che, a parità di condizioni concorrenziali, permetta di muoversi con maggior disinvoltura verso Oriente, sapendo di poter anche far opposizione al regime cinese nel nome del rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.

E' l' obbiettivo di fondo della Global Network Initiative, una rete a cui hanno aderito, insieme, Microsoft, Yahoo e Google, le aziende che - come scrive Giacomo Dotta su Webnews.it - più di ogni altra si sono trovati di fronte alla scelta tra operare esclusivamente per il lucro, oppure fare i conti con i principi democratici di libertà ed opporsi per quanto possibile alle restrizioni del regime cinese. La risposta - sottolinea Dotta - sta per arrivare, appunto, sotto forma di un protocollo che pone il web statunitense in una posizione di maggior forza rispetto alle ambizioni censorie cinesi.

Cina: una campagna contro il “giornalismo illegale”

22 Luglio 2008 Tag:,
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Mentre le organizzazioni internazionali lanciano un appello a rafforzare l’ impegno per la libertà di espressione in Cina (vedi Lsdi, Rilanciare l’ azione per la libertà di espressione), Pechino aumenta il controllo e la censura al 'giornalismo illegale' in vista delle Olimpiadi, lanciando una campagna per "ripulire il settore delle pubblicazioni".

Lo annuncia Peacereporter spiegando che le autorità che si occupano di controllare l'editoria hanno dichiarato che "l'obiettivo è quello di creare un ambiente positivo nel campo della comunicazione durante i Giochi di Pechino".

Un caso riguarda il quotidiano Costal Time, della provincia meridionale dello Guangxi Zhuang, che ha aperto un ufficio nella provincia del Lianoning senza autorizzazione. Altri due casi riguardano dei tesserini stampa che sono stati sequestrati perché falsi, e nella stessa provincia è stata scoperta la pubblicazione e la vendita di 'giornali illegali'. Sono stati documentati altri casi di pubblicazioni pornografiche, e sono state sequestrati 46 milioni di pubblicazioni illegali tra giornali, riviste e materiale scandalistico dall'inizio dell'anno.

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