Una figurina di Diego Armando Maradona del 1980, quella con la maglia dell’Argentinos Juniors, è stata battuta all’asta a oltre 540.000 euro.
Non è un caso isolato: il mercato delle figurine Panini da collezione ha raggiunto quotazioni che, per i pezzi più rari, sfidano qualunque paragone con gli oggetti di uso comune.
La storia Panini inizia ufficialmente nel 1961, quando i due fratelli modenesi pubblicarono il primo album dedicato alla Serie A 1961-62. Sulla copertina c’era Nils Liedholm del Milan; la prima figurina stampata in assoluto era quella di Bruno Bolchi, capitano dell’Inter. Quattro anni dopo arrivò l’immagine destinata a diventare iconica: la rovesciata di Parola in un Fiorentina-Juventus del 1950, un’istantanea di una partita giocata anni prima che venisse trasformata nel simbolo di un’intera generazione di collezionisti.
Quanto valgono oggi le vecchie figurine: prezzi record
L’album completo della stagione 1961-62 — il primo della storia — viene oggi valutato tra i 4.000 e i 6.000 euro, così come quello del Mondiale di Messico ’70. Quello della stagione successiva, 1962-63, vale circa 3.000 euro. Le quotazioni scendono progressivamente per gli anni successivi, fino ai 50 euro degli album più recenti.
Il dato più contro-intuitivo riguarda però le singole figurine di maggior valore corrente: non provengono dagli anni Sessanta, ma dalla stagione 2009-2010. Panini contattò 12 stelle della Serie A e produsse un’edizione limitata di esemplari autografati, appena 600 pezzi totali. Oggi ciascuno di quei pezzi viene valutato 1.500 euro.
Tra le figurine ordinarie, il mercato premia non sempre i grandi campioni ma spesso i giocatori di secondo piano finiti in tirature ridottissime. Faustino Goffi, attaccante del Padova nella stagione 1967-68, ha una figurina che all’epoca costava 2 lire e mezzo. Oggi vale oltre 120 euro. Quella di Pier Luigi Pizzaballa, ex portiere dell’Atalanta, supera i 250 euro, esattamente come quelle di Gigi Riva al Cagliari e di Gianni Rivera, stella del Milan per 19 stagioni.
La figurina di Pelè ai Mondiali del Messico ’70 si aggira intorno ai 500 euro. Un prezzo alto, ma non eccezionale rispetto alla fascia dei pezzi veramente rari. La figurina di Lionel Messi alla Coppa del Mondo 2014 — edizione speciale con bordo nero — è stata venduta a oltre 132.000 euro. Quella di Cristiano Ronaldo alla prima stagione allo Sporting Lisbona, datata 2002-2003, ha raggiunto i 60.000 euro in asta.
Il mercato del collezionismo calcistico non è sempre stato così strutturato. Per decenni le figurine venivano conservate in scatole di scarpe o buttate alla fine della stagione. Molti album degli anni Sessanta e Settanta oggi rari lo sono proprio perché nessuno li aveva trattati come oggetti di valore. Il paradosso è che le copie peggio conservate, con strappi o macchie, quotano una frazione di quelle in ottimo stato — e la differenza di prezzo tra uno stesso esemplare in condizioni mediocri e uno in condizioni eccellenti può superare il 500%.
La piattaforma di riferimento per le transazioni rimane eBay, affiancata da aste specializzate in ephemera sportiva. I prezzi oscillano in base allo stato di conservazione, alla stagione di provenienza e — soprattutto — alla popolarità attuale del giocatore raffigurato: un fattore che rende le quotazioni più volatili di quanto il mercato del collezionismo tradizionale tenda ad ammettere.
Chi ha conservato gli album degli anni Sessanta in buono stato ha in mano qualcosa che rivaluta ogni anno. Chi invece possiede uno dei 600 autografati del 2009-2010 ha un pezzo che, nel giro di quindici anni, è diventato un investimento alternativo con rendimento difficile da replicare in altri mercati. La stagione di riferimento — e il giocatore autografante — non sono stati ancora resi noti ufficialmente in forma completa.
