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Jovanotti, il docufilm arriva al cinema: cosa vedremo e quando

A cura di
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Jovanotti torna al cinema con un documentario che promette di spostare lo sguardo dal personaggio alla persona. “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti”, diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e arriverà nelle sale italiane dal 26 novembre al 2 dicembre, per una finestra evento di sette giorni. Per i fan significa un’occasione limitata per vedere sul grande schermo un racconto costruito nel tempo, non un semplice film-concerto.

Il progetto segue Lorenzo Cherubini da sette anni e intreccia musica, viaggi, ricordi familiari e vita quotidiana. La durata è di 83 minuti. Il titolo non è una biografia convenzionale: la presentazione ufficiale della Festa lo descrive come un percorso che parte dagli inizi in una piccola radio e dai grandi concerti, ma cerca anche una dimensione più intima e riflessiva.

Un documentario costruito nel tempo

La distanza fra il palco e la vita privata è uno dei punti centrali del film. Zonta e Zoratti hanno seguito l’artista per un periodo lungo, entrando in contatto con materiali d’archivio personali e familiari. Nel racconto trovano spazio le canzoni e il successo, ma anche le origini, gli affetti, la bicicletta e il modo in cui Cherubini ha attraversato le diverse fasi della propria vita.

Questa scelta permette di leggere la carriera non come una sequenza di album e tournée, ma come una storia che continua a cambiare. Jovanotti ha raccontato all’ANSA di aver lasciato ai registi libertà di osservazione: il risultato, nelle sue parole, non doveva essere una celebrazione promozionale. È un passaggio rilevante per chi teme il formato del documentario musicale costruito soprattutto attorno ai successi: il film dichiara invece di voler includere anche esitazioni e trasformazioni.

Tra i materiali che rendono possibile questo sguardo ci sono filmati privati, compresi quelli realizzati dal padre, oltre a fonti d’archivio professionali. Sono frammenti che possono restituire contesto alle immagini più note, mostrando come una figura pubblica venga anche da relazioni, luoghi e momenti non pensati per il pubblico. L’intimità resta comunque una scelta narrativa degli autori: il documentario offre un ritratto, non pretende di esaurire la persona.

Jovanotti con il bassista Saturnino Celani allo Stadio della Vittoria di Bari, 29 giugno 2011. Immagine d’archivio, non tratta dal documentario. Foto: WikiGian ITA/Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

La finestra in sala e il significato dell’anteprima

La distribuzione italiana è affidata a Plaion Pictures. Dopo l’anteprima romana, il pubblico avrà sette giorni per assistere alla proiezione in sala, dal 26 novembre al 2 dicembre. La formula dell’evento breve concentra l’uscita in un periodo preciso e rende utile controllare in anticipo la programmazione dei cinema della propria città: disponibilità e orari dipenderanno dalle sale aderenti.

La data si colloca a due mesi dal sessantesimo compleanno di Jovanotti, compiuto il 27 settembre. L’artista ha collegato il film a una fase di bilancio e di passaggio, ma anche alla domanda su cosa inventare dopo. Il documentario nasce dunque in un momento personale significativo; non è però un annuncio di ritiro o di conclusione della carriera. La frase sulla “fine di un’era”, ripresa nel racconto dell’ANSA, riguarda una versione di sé e il bisogno di immaginare nuovi percorsi.

Il film attraversa anche la ripresa dopo l’incidente in bicicletta a Santo Domingo nel 2023, un episodio che ha segnato il percorso recente del cantautore. Secondo il servizio di RaiNews, questa parte si inserisce in una narrazione più ampia su fragilità, recupero e ridefinizione delle priorità. Il dato aiuta a capire il titolo: l’avventura non è soltanto quella dei tour e dei viaggi, ma il processo con cui una persona rilegge la propria storia.

Conclusioni finali

“Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti” ha un elemento pratico chiaro: un’uscita evento di sette giorni, dal 26 novembre al 2 dicembre. Ma il suo interesse non si misura solo nella durata in sala. La lavorazione lunga, gli archivi familiari e la scelta di seguire l’artista oltre il palco possono offrire al pubblico un ritratto diverso dal repertorio di concerti e successi. Per chi vuole vederlo, la mossa utile sarà verificare presto le date locali; per il film, la prova decisiva sarà mantenere la promessa di raccontare Lorenzo senza trasformarlo in un’autonarrazione celebrativa.

Fonti

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