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Messico: abrogatata dopo tre settimane una legge che censurava i cronisti di ‘’nera’’

(Afp) – Il Parlamento del Sinaloa, uno stato nel nord-est del Messico in preda alla violenza dei narcotrafficanti, ha abrogato nei giorni scorsi all’ unanimità una legge che esso stesso aveva adottato a fine luglio e che limitava la copertura giornalistica delle vicende criminali nella regione.

 

I 37 deputati presenti hanno abrogato il testo che vietava ai giornalisti di riprendere sonoro, immagini video o fotografie sulle scene del crimine e li costringeva ad affidarsi quasi esclusivamente ai materiali diffusi dalle autorità locali.

 

La legge era stata adottata il 30 luglio per iniziativa del governatore conservatore del Sinaloa, Mario López Valdez, membreo del Partito di azione nazionale (PAN, opposizione), provocando numerose proteste all’ interno della professione.

 

“I media e i cronisti che fanno il loro lavoro hanno vinto la battaglia”, ha commentato Jesus Enrique Hernández, coordinatore del Partito rivoluzionario istituzionale (PRI), al potere in Messico e maggioritario nel parlamento locale.

 

Dopo l’ approvazione della legge, centinaia di giornalisti ed editori della stampa locale avevano organizzato manifestazioni in tutta la regione.

 

Una cinquantina di giornalisti erano presenti alla sessione parlamentare,scandendo frasi come ‘’no alla legge-censura’’ e hanno festeggiato la sa abrogazione.

 

Il Sinaloa è uno dei bastioni deri narcotrafficanti. Il cartello omonimo era diretto, finoal suo arresto, nel febbraio scorso, da Joaquín “Chapo” Guzman, considerato come uno dei trafficanti di droga più potenti del mondo.

 

Il Messico è uno dei paesi più pericolosi per l’ esercizio del mestiere di giornalista. Almeno 78 professionisti sono stati uccisi a partire dal 2000, secondo varie organizzazioni.

 

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