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Libri-inchieste / San Marino, “Gli intrighi di una Repubblica”

La storia stile “Schindler list” del “tedesco buono” Richard Gumpert, che riuscì a convincere Kesserling a tenere la Wermacht e la guerra fuori dai confini di San Marino; i retroscena del ritorno della salma del duce a Predappio; l’ inquietante caso della radio-televisione di Stato e quello della radio “pirata” impiantata nel 1977 dai comunisti sammarinesi in territorio marchigiano, messa a tacere da un misterioso furto di tutte le attrezzature, successivamente rinata e diventata Radio San Marino. E infine gli sviluppi clamorosi delle recenti inchieste sul “paradiso fiscale”, il riciclaggio del denaro sporco e l’intreccio perverso tra potere politico e criminalità organizzata.

 

Un lungo e approfondito reportage sul Titano e i suoi misteri è al centro di Gli intrighi di una Repubblica,   un saggio di Claudio Visani, giornalista e scrittore, una vita a “l’Unità” e dintorni, che verrà presentato giovedì 25 ottobre alla Sala del Giudizio – Museo della Città (Via Tonini, 3 – Rimini).

 

 

Ci voleva un giornalista-scrittore di quelli che fanno inchieste e cercano, trovando, dove altri pur bravi non si avventurano”, scrive Sergio Zavoli nella Prefazione .

Questa è la storia di un “colpo di mano”, per dir così, al limite di un golpe che si svolge in un territorio sovrano, conosciuto nel mondo e familiare agli storici, ricco di memorie, lontane e recenti, che hanno fatto il giro del pianeta, favorendo una rinomanza che ha reso prima o poi inevitabile una visita al monte Titano, su cui si arrocca la Repubblica Serenissima di San Marino”.

 

Mentre in Italia trionfava la Dc, sul Titano – racconta Claudio Visani nella sua inchiesta – i social-comunisti continuavano a vincere tutte le elezioni, ininterrottamente fino al 1955. La più antica Repubblica del mondo diventò così uno dei simboli della Guerra Fredda. Per abbattere il “regime” sammarinese si mobilitarono il Governo italiano, la Polizia di Scelba, perfino gli Stati Uniti d’America e la Cia. Per difenderlo, scesero in campo Piero Calamandrei, Pietro Nenni, Palmiro Togliatti, i vertici del Pcus, perfino Ho Chi Minh.

 

Prima si provò a strangolare economicamente il governo popolare delle sinistre, poi scattò il blocco di polizia dei confini per far chiudere il Casinò del Titano, ma l’apice fu toccato nell’autunno 1957, quando grazie alla corruzione di un consigliere indipendente comunista si riuscì a insediare a Rovereta, località al confine tra Italia e San Marino, un nuovo governo provvisorio democristiano. Passò alla storia, scrive Sergio Zavoli nella prefazione al libro, “come il più fantasma dei governi fantoccio”.

 

Ottant’anni di storia raccontata dai protagonisti (Pendragon, 2012) che giovedì 25 ottobre alle ore 17.30 verrà presentato alla Sala del Giudizio – Museo della Città (Via Tonini, 3 – Rimini). Con l’ autore converserà il giornalista riminese, Onide Donati, già capo cronista de l’Unità, in presenza di un ospite d’onore qual è Sergio Zavoli, senatore, scrittore e maestro del giornalismo italiano, ideatore di programmi radiofonici e televisivi di grande successo come il “Processo alla tappa” e “Nascita di una dittatura”.

Oltre alla ricostruzione di quel periodo e del “colpo di Stato”, ai suoi risvolti sulla situazione politica riminese, che portarono al doppio commissariamento del sindaco comunista Walter Ceccaroni, Claudio Visani narra altri fatti salienti degli ultimi ottant’anni di storia sul Titano e in Romagna. C’è la vicenda della ferrovia meno longeva del mondo, la Rimini-San Marino.

 

C’ è la storia stile “Schindler list” del “tedesco buono” Richard Gumpert, che riuscì a convincere il terribile comandante Kesserling a tenere la Wermacht e la guerra fuori dai confini del piccolo Stato. E c’è la conseguente, bellissima vicenda umanitaria della neutrale San Marino che diventa il rifugio di chi fugge dalla guerra; che accoglie, sfama e mette al riparo nelle gallerie del treno più di centomila sfollati riminesi, romagnoli e marchigiani.

 

Ci sono poi i retroscena del ritorno della salma del duce a Predappio, che nell’estate del 1957 condizionò la condotta del primo ministro Zoli, anche lui predappiese, su San Marino. C’è lo strano e per certi versi inquietante caso della radio-televisione di Stato, da sempre oggetto di scontro e di trattativa tra Italia e San Marino, diventata suo malgrado “il precedente” per la penetrazione del malaffare sul Titano. C’è la storia nella storia della radio “pirata” impiantata nel 1977 dai comunisti sammarinesi in territorio marchigiano e diretta dal riminese Nando Piccari, messa a tacere da un misterioso furto di tutte le attrezzature, successivamente rinata e diventata Radio San Marino. E ci sono gli sviluppi clamorosi delle recenti inchieste sul “paradiso fiscale”, il riciclaggio del denaro sporco e l’intreccio perverso tra potere politico e criminalità organizzata.

 

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