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Buttare il bambino con l’acqua sporca

31 Maggio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Settimana densa, quella appena trascorsa. Densa di notizie, avvenimenti, fatti e azioni, alcune delle quali discutibili. E proprio perchè discutibili proviamo a discuterne, per non perdere traccia di questioni che potrebbero influenzare e non poco la formazione dell'opinione, quella pubblica, quella che il giornalismo dovrebbe salvaguardare in tutti i modi possibili e immaginabili. Quella cosa per cui da qualche tempo proviamo a spiegare la necessità di sostenere la "funzione giornalistica" e non il giornalismo in modo generico. Tre sono i fatti che ci hanno fatto pensare al titolo che vedete campeggiare in testa a questo pezzo. Il primo, il più importante - a nostro giudizio - è la chiusura con relativo sequestro giudiziario del Progetto Gutenberg. La notizia fa tremare i polsi e lascia senza fiato. Riassunta in estrema sintesi vede il blocco con sequestro del sito del progetto nato, come si legge su wikipedia, non per rubare o rendere lecito l'illecito, ma per fare divulgazione e conseguentemente estendere il più possibile e in ottica digitale il concetto di cultura:    
Il Progetto Gutenberg (Project Gutenberg, noto anche con l'acronimo PG) è un'iniziativa avviata dall'informatico Michael Hart nel 1971[1]

I giornalisti non sono il nemico

17 Agosto 2018 Tag:, , , , ,
Questo il titolo di una campagna di sensibilizzazione lanciata nelle ultime ore in America dal "Boston Globe" per contrastare i continui attacchi del Presidente Trump contro giornali e giornalisti. L'appello  a sostegno della libertà di stampa diffuso dai giornalisti del quotidiano di Boston ha trovato immediato sostegno in molti altri giornali nel resto degli Stati Uniti e in breve si è diffuso  in buona parte  del mondo. Del resto l'atteggiamento "poco conciliante" del Presidente Trump nei confronti della stampa era noto da sempre e  dal suo insediamento aveva prodotto numerose e diverse reazioni negli ambienti del giornalismo americano, uno su tutti il nuovo motto adottato dal Washington Post all'indomani dell'elezione di Trump : << democracy dies in darkness >>. L'appello lanciato in un editoriale sulle colonne del quotidiano di Boston  il giorno di ferragosto ha ricevuto in breve l'adesione di oltre 380 testate di informazione americane.   A supportato di questa campagna di sensibilizzazione i giornalisti del Boston Globe riportano nell'editoriale i  risultati di una recente indagine di mercato realizzata dall'istituto di statistica Ipsos dedicata proprio alla comprensione di come gli americani vedano i mezzi di informazione.  Questo il testo integrale dell'appello cui

#digitRoma Il programma

27 Gennaio 2018 Tag:, , , , , , , , , ,

Antologia di vecchie e nuove proposte (natale)

27 Dicembre 2017 Tag:, , , , , , ,
Buongiorno, benvenuti, e auguri a tutti ;)     Chiudiamo l'anno di Lsdi con due pezzi in staffetta uno dietro all'altro per fare il punto su quanto accaduto e provare a lanciare l'anno che verrà, fedeli a Dalla sempre e dovunque, e anche provando a rimanere fedeli ai nostri principi che sono: osservare, segnalare, ma soprattutto evitare qualunque giudizio. C'era un personaggio nei fumetti Marvel, anzi di sicuro ci sarà ancora, che si chiamava l'Osservatore. Non ho mai capito se fosse un personaggio positivo o negativo. Diciamo che proviamo ad ispirarci a lui. Come si fa a fare un'antologia di nuove proposte? E' semplice soprattutto quando le proposte paiono nuove ma in realtà sono già state fatte in epoche precedenti. Prendiamo ad esempio il primo articolo dell'anno in corso pubblicato da queste parti provavamo a fare delle previsioni, spulciando quà e là in rete cercavamo di orientare la nostra e la vostra prua verso percorsi plausibili per l'anno che stava iniziando. Ebbene ad un anno esatto da allora possiamo facilmente confutare le nostre stesse previsioni. Ad esempio si parlava di conversazioni e di notizie, si parlava di preponderanza dei social quali contenitori

Tu chiamala se vuoi post verità

1 Maggio 2017 Tag:, , , , , , ,
In questo storify troviamo un percorso che inizia dall’ analisi del termine - sfruttando la risposta a un quesito sul tema proposto all’ Accademia della Crusca- , e mette in luce, via via, i vari aspetti della disinformazione, i meccanismi di disseminazione di contenuti falsi, le risposte che i media cercano di dare al fenomeno. Ci chiediamo se è utile continuare a parlare di fake news o piuttosto di global information pollution crisis? Quali sono le risposte delle istituzioni e la sfida educativa che le scuole stanno cercando di cogliere? Alla luce della pubblicazione del primo report di Facebook sulla disinformazione e alla soglia dei primi 100 giorni del governo Trump proviamo a fornire alcuni elementi di riflessione. La connessione fra verità, giornalismo e democrazia è indagata grazie ai contributi di molti autori che troverete citati, e grazie soprattutto alle segnalazioni del Prof. Raffaele Fiengo e di tutta la nostra redazione.      

Tu chiamala se vuoi Post Verità