All’ allarme sul declino del cosiddetto ‘’longform reporting’’ (quella forma di giornalismo che si esprime in articoli e servizi di ampio respiro, con più di 2.000 parole) lanciato da Dean Starkman sulla Columbia Journalism Review, Alan D. Mutter risponde nel suo Reflections of a Newsosaur sostenendo al contrario che gran parte degli articoli dei quotidiani Usa sono ancora troppo lunghi.
E invita giornalisti e direttori a ricordare che il lettore medio ha solo 20 minuti al giorno da dedicare al quotidiano. E che, comunque, molte storie possono essere raccontate attraverso grafici, immagini o infografiche meglio rispetto alle centinaia, e a volte alle migliaia, di parole che tendono ad essere l’ unità di misura per la maggior parte dei giornalisti
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Il ‘’longform reporting’’ è in declino, ma gran parte degli articoli dei quotidiani sono ancora troppo lunghi
30 gennaio 2013 Tag:Editoria, Giornali, informazione, internet, longform reporting, Mutter, professione, Quotidiani
All’ allarme sul declino del cosiddetto ‘’longform reporting’’ (quella forma di giornalismo che si esprime in articoli e servizi di ampio respiro, con più di 2.000 parole) lanciato da Dean Starkman sulla Columbia Journalism Review, Alan D. Mutter risponde nel suo Reflections of a Newsosaur sostenendo al contrario che gran parte degli articoli dei quotidiani Usa sono ancora troppo lunghi.
E invita giornalisti e direttori a ricordare che il lettore medio ha solo 20 minuti al giorno da dedicare al quotidiano. E che, comunque, molte storie possono essere raccontate attraverso grafici, immagini o infografiche meglio rispetto alle centinaia, e a volte alle migliaia, di parole che tendono ad essere l’ unità di misura per la maggior parte dei giornalisti
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El Paìs diventato ormai ‘’solo un media golpista fra i tanti’’
26 gennaio 2013 Tag:Chavez, Editoria, El Pais, giornalismo, golpe, informazione, professione, Quotidiani
Una falsa foto di Chavez morente pubblicata in prima pagina senza alcuna verifica ha costretto El Pais a ritirare dalle edicole parte della diffusione del quotidiano cartaceo e a bloccare l’ edizione online.
Oltre che un grosso infortunio editoriale e una evidente violazione dei principi elementari di etica professionale, la vicenda, secondo Gennaro Carotenuto – che in passato ha lavorato a quel giornale – confermerebbe come El Pais, testata progressista che nel 1978 aveva contribuito a sventare il golpe Tejero a Madrid, sia diventato ora solo ‘’un media golpista fra i tanti’’.
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Quotidiani, 3 lettori su 4 in Usa hanno più di 45 anni
Un nuovo allarme sul progressivo invecchiamento del pubblico della stampa: dal 2010 al 2012 gli ultra45enni sono passati dal 51 al 74%.
Una riflessione di Alan D. Mutter su Reflections of a Newsosaur
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Il Guardian punta sulla carta?
12 gennaio 2013 Tag:Editoria, Guardian, Observer, Quotidiani
Il Guardian, uno dei primi quotidiani ad aver abbracciato la filosofia “digital first”, ha lanciato in questi giorni una campagna pubblicitaria per promuovere i supplementi del fine settimana del quotidiano e dell' Observer, di proprietà dello stesso gruppo, il Guardian Media Group.
Al centro della campagna un filmato, una parodia dei trailers dei film di Hollywood, con l’ intervento dell' attore britannico Hugh Grant, che ha prestato la propria opera gratuitamente.
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Quotidiani nazionali solo nei weekend? In Uk se ne comincia a discutere
9 gennaio 2013 Tag:Editoria, Giornali, Pubblicità, Quotidiani, UK
Visti i bassi volumi di vendite dei giornali nei giorni feriali, quanto potranno resistere ancora i quotidiani nazionali in UK senza tagliare qualche numero o addirittura uscire soltanto nei weekend?
Se lo chiede Jasper Jackson su Mediabriefing.com, riferendosi alle previsioni di Martin Langveld sul declino della centralità del quotidiano.
L' Independent ad esempio, dice Jackson, vende solo 74.000 copie in media dal lunedì al venerdì, il Guardian ne vende 171.000, meno della metà delle copie vendute la domenica. Solo il Daily Star vende più copie nei giorni feriali che nel weekend.
Insomma, la modifica nei comportamenti dei lettori diventa una ragione ineludibile per tagliare qualche numero, ma sarebbe una scelta sostenibile finanziariamente? Quali sono i fattori chiave che dovrebbero suggerire questo cambiamento?
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Il declino della centralità del quotidiano (e del modello economico imperniato sulla carta)
27 dicembre 2012 Tag:business model, comunità, Editoria, Giornali, informazione, Langeveld, Nieman lab, Quotidiani
Fra le tante previsioni che i maggiori esperti di media hanno affidato in questi giorni a Nieman Lab***, colpisce quella che riguarda la fine dei quotidiani come pubblicazioni, appunto, quotidiane e la loro trasformazione in periodici con frequenza bi o tri-settimanale.
Non è una novità il fatto che alcuni quotidiani americani abbiano cominciato a modificare la frequenza di uscita nelle edicole. Ma, al di là dei problemi di risparmi nei costi di carta, inchiostri, stampa, diffusione, ecc., quello che colpisce è il totale cambiamento di quadro che si profila: insomma la ‘’morte’’ del concetto stesso di quotidiano che, da strumento centrale e più autorevole della diffusione del discorso giornalistico, finirebbe per ridursi a una delle tante fonti di informazione, una fonte sostanzialmente di nicchia.
Mentre, parallelamente, l’ intero modello economico dell’ industria giornalistica centrato sulla stampa cederebbe il passo a quello basato sul digitale.
Martin Langeveld*, che affronta la questione in un ampio articolo su Niemanlab (The Coming Death of seven-day publication), delinea uno scenario con quattro tendenze.
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Quotidiani: non è un settore morente, ci sono ancora testate che fanno profitti
17 dicembre 2012 Tag:Bloomberg, Editoria, Financial Times, New York Times, Quotidiani, Usa
Un imprenditore intelligente comprerebbe dei quotidiani nel 2013?
E' la domanda che si è posto il New York Times dopo le voci relative all' intenzione di Michael Bloomberg, il miliardario sindaco di New York e fondatore della omonima società editoriale, di mettere le mani sul Financial Times.
Nonostante tutti i discorsi sul fatto che i quotidiani sarebbero ormai un' attività economica morente, molti di loro sono ancora redditizi, scrive Nat Ives su AdAge, incluso il FT.
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Quotidiani online: un grande traffico non garantisce ritorni economici adeguati
15 dicembre 2012 Tag:comScore, Editoria, Giornali, internet, Mail Online, Quotidiani
Il ‘’Mail online’’ è il quotidiano online più letto al mondo con oltre 50 milioni di visitatori unici al mese (Ottobre 2012), seguito da New York Times (48,695 mln) e Guardian (38,931), secondo una ricerca di comScore, che ha compilato la classifica dei primi 10 quotidiani digitali per numero di lettori.
Lo riporta Pier Luca Santoro sul Giornalaio, spiegando però come, a parte il caso del Mail (che recentemente ha annunciato profitti addirittura superiori alle attese), ‘’ non pare che grandi volumi di traffico di per sè siano garanzia di ritorni economici adeguati’’.
Insomma, un vero e proprio bollettino di guerra che testimonia ulteriormente la necessità di passare dal piedistallo allo sgabello.
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Chiude dopo meno di due anni The Daily, il primo quotidiano per tablet
4 dicembre 2012 Tag:Editoria, Giornali, internet, ipad, Murdoch, New York Post, Quotidiani, tablet, The Daily, Usa
The Daily, il primo quotidiano pensato specificamente per il tablet, sta per chiudere dopo meno di due anni di vita. L’ estate scorsa avevamo dato notizia che la testata era stata messa “on watch”, sotto osservazione. Ora l’ editore, il gruppo Murdoch, ha deciso per la chiusura, che scatterà il 15 dicembre.
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I giornali Usa non riescono a diversificare l’ audience digitale
I giornali Usa non sono riusciti a capitalizzare per bene le possibilità offerte dai media sociali per allargare e diversificare la platea dei lettori. E la diversificazione è importante perché si è capito che il sito web di un giornale medio viene letto, più o meno, dagli stessi cittadini adulti che leggono l’ edizione su carta. In ogni caso un approccio timido all’ ambiente social non funziona. Se gli editori non ci vanno dentro con convinzione, rischiano di restar tagliati fuori.
Lo osserva Alan D. Mutter nel suo ultimo post su Reflections of a Newsosaur.
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