Pena di morte

Vivi o morti: basta un click

30 Marzo 2014 Tag:, , , , , , , ,
no-pena-di-mortePer quelli che ancora si arrendono difronte alla vastità del cambiamento rappresentato dall' arrivo della cultura digitale vorremmo proporre un semplice quesito: se poteste decidere di cambiare le sorti della vita di un uomo; ancora di più, se poteste salvare la vita di molte centinaia di persone solo rispondendo: << si o no >>, ad una petizione telematica, cosa fareste? Rimarreste allibiti, sareste scettici, non provereste  nemmeno a leggere l'appello, oppure cestinereste la mail senza pietà, o ancora firmereste partecipando in modo più o meno cosciente e anche solo in minima parte alla "rivoluzione digitale"?   (altro…)

Iran: pena di morte anche per i “crimini” commessi su Internet

9 Luglio 2008 Tag:, , , ,
out-161.jpg Lo prevede una proposta di legge presentata da una ventina di deputati iraniani – La norma, secondo le prime indicazioni, potrebbe applicarsi in particolare ai responsabili dei blog e dei siti internet “che promuovano la corruzione, la prostituzione e l’ apostasia” ----------

Una proposta di legge presentata il 2 luglio da una ventina di deputati iraniani prevede l’ estensione della pena di morte ai “crimini” commessi su internet. Lo denuncia Reporters sans frontières, spiegando che la legge, ad esempio, potrebbe applicarsi in particolare ai responsabili dei blog e dei siti internet “che promuovano la corruzione, la prostituzione e l’ apostasia”.

“Questa iniziativa fa venire i brividi – spiega Rsf in una nota -. Gli internauti e i blogger iraniani già sono costretti ad  affrontare una politica di filtraggio molto aggressiva. L’ adozione di una tale legge, basata su nozioni mal definite e che consentirebbero ai giudici una interpretazione molto ampia, avrebbe delle conseguenze disastrose per le liberta sulla Rete. Lanciano un appello ai rappresentanti del Parlamento ad opporsi a questo progetto e a operare

Un iraniano che vive in Europa rivendica l’ articolo per cui uno studente afghano è stato condannato a morte

30 Gennaio 2008 Tag:
Sayed Perwiz Kambakhsh Il giovane ha riconosciuto in una dichiarazione a una emtittente radio (Radio Farda) di essere l’autore dell’ articolo incriminato e si è rivolto al governo afghano chiedendo di bloccare la condanna capitale – Una lettera-appello della Fnsi all’ ambasciatore afgano in Italia ---------- Il suo psudonimo dice tutto: Arash Bikhoda - ovvero ‘Senza Dio’ in Persiano. Nella Repubblica islamica dell’ Iran è un nome pericoloso. Ma Bikhoda è uno studente di origine iraniana che vive in Europa. Ed è anche l’ autore di un articolo molto controverso, “I versi del Corano che discriminano le donne", che, una volta diffuso in Afghanistan, ha condotto lo studente di giornalismo Sayed Perwiz Kambakhsh (nella foto) nel braccio della morte. Lo ha confermato lui stesso in una dichiarazione a Radio Farda, una emittente radiofonica associata a RFE-FL (Radio Free Europe-Radio Liberty) che ha sede a Washington e Praga e diffonde diversi notiziari in lingua persiana. Kambakhsh era stato processato segretamente, secondo quanto riportano i media, da un tribunale della città di Mazar-e-Sharif, nel nord dell’ Afghanistan, il 22 gennaio lo ha condannato a morte per “blasfemia". La sentenza – che illustra bene la tensione fra le