online

I quotidiani Usa hanno perso il 28,4% degli addetti in cinque anni (mentre internet vola)

11 marzo 2012 Tag:, ,
Se punti a fare il giornalista fallo nell’ online. Almeno negli Stati Uniti. E’ l’ indicazione che emerge da una serie di dati pubblicati ieri da Linkedin, secondo cui negli ultimi cinque anni il settore industriale che ha perso più addetti è quello dei quotidiani, mentre quello che è maggiormente cresciuto è internet. (continua...)

Digital First, la rivoluzione di El Paìs

25 febbraio 2012 Tag:, , , ,
Rivoluzione tecnologica;  ristrutturazione dell’ architettura dell’ informazione; riorganizzazione del lavoro redazionale. Sono i tre snodi attraverso cui si è realizzata una vera e propria ‘’rivoluzione’’ nella produzione giornalistica del Pais, uno dei maggiori quotidiani spagnoli. L’ analisi è di Federico Badaloni che, sul suo blog, segnala come un importante elemento di novità il fatto che questa rivoluzione non è stata imposta dall’ esterno ma ‘’viene dall’interno del giornale stesso: dalla sua redazione, dalla sua capacità di integrazione, dalla sua conversione e dalla sua capacità di adattarsi ai tempi’’. (continua...)

Quotidiani, anche in Svizzera arriva il paywall

10 febbraio 2012 Tag:, , , ,
Un’ unica redazione per tutti i tipi di piattaforma,  un paywall per l’ online, un direttore commerciale:  molti i cambiamenti in vista alla Neue Zürcher Zeitung, il quotidiano che  potrebbe fare da apripista in Svizzera per un  nuovo modello di giornale online. (continua...)

Metà degli internauti in Europa visitano i siti online dei quotidiani

29 gennaio 2012 Tag:, , , ,
Un internauta europeo su due visita i siti online dei quotidiani. E’ uno dei dati di una ricerca compiuta da comScore (azienda leader nelle misurazioni relative al mondo digitale) sull’ uso di internet in Europa, diffusa qualche giorno fa. Nel novembre 2011, secondo comScore, 379,4 milioni di europei (su 731 milioni) sono andati online, con una media di 27,8 euro a testa. Di questi il 47,8% (181, 5 milioni) si è diretto sui siti dei giornali quotidiani. Con un incremento del 9% rispetto all’ anno precedente. (continua...)

La pubblicità condiziona la linea editoriale delle testate, secondo un giornalista su due

22 gennaio 2012 Tag:, , , , , ,
Metà dei giornalisti italiani ritengono che la pubblicità condizioni la linea editoriale delle testate e il 54% di essi sono convinti che debbano essere riviste le norme deontologiche che regolano il rapporto fra informazione giornalistica e pubblicità. Sono alcuni dei risultati di ‘’Informazione e pubblicità, relazioni pericolose’’ un’ analisi sull’ evoluzione dei rapporti fra giornalismo e pubblicità compiuta dal Consiglio nazionale dell’ Ordine dei giornalisti e da una équipe del LaRiCA (Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione avanzata, dell’ Università di Urbino). (continua...)

Giglio, rischio di naufragio per l’ informazione professionale

16 gennaio 2012 Tag:, , ,
1)  Mentre Bbc e Cnn fanno le prime dirette, le redazioni dei media tradizionali sono ancora in letargo e qualche testata, compreso Il Tirreno – che essendo in duopolio con La Nazione nella zona dell’ Argentario e del Giglio avrebbe dovuto produrre un grande ‘’volume di fuoco’’ – si affidano nelle prime ore del naufragio alla Rete, delegando il compito informativo a Twitter. 2)      In rete viene diffuso un video semi-falso, attribuito alla concitazione e al panico fra passeggeri ed equipaggio all’ interno della ‘’Concordia’’ e relativo invece a un episodio analogo accaduto anni fa in Nuova Zelanda.   (continua...)

Derive del giornalismo online

4 gennaio 2012 Tag:, ,

L’ esplosione dell’ informazione locale in Usa vanifica i progetti di pay wall sull’ online

1 settembre 2010 Tag:, , , , , ,
Patch Mentre i manager dei quotidiani si sono tormentati  per quasi due anni per capire se e come applicare l’ accesso a pagamento ai loro contenuti online, ora, secondo Alan Mutter (Reflexions of a Newsosaur), tutto sta ad indicare che i grandi portali, le emittenti radiotelevisive e le altre aziende di media non hanno nessuna intenzione di chiedere ai lettori di pagare per accedere ai siti locali sempre più ambiziosi che stanno costruendo ------

Local news rivals doom publisher pay walls

di Alan D. Mutter I siti di informazione locale che stanno realizzando Yahoo, AOL, Huffington Post e un numero crescente di altri protagonisti del web sono destinati a distruggere le speranze di molti editori di giornali di far pagare l’ accesso ai propri contenuti online. Mentre i manager dei quotidiani si sono tormentati  per quasi due anni per capire se e come applicare l’ accesso a pagamento, tutto sta ad indicare che i portali, le emittenti radiotelevisive locali e le altre aziende di media non hanno nessuna intenzione di chiedere a chicchessia di pagare per accedere ai siti locali sempre più ambiziosi che stanno costruendo. Con un numero sempre più ampio di rispettabili siti locali

Solo il 2,8% del fatturato dall’ online: doccia fredda sugli editori francesi

15 maggio 2010 Tag:, ,
Francia Nel 2009 il fatturato dei siti web di informazione è stato pari a 410 milioni di euro contro 14,3 miliardi di euro di fatturato complessivo – Secondo una ricerca della società Precepta sui modelli di business dell’ online, "i siti dei media francesi sono dei nani pubblicitari ” rispetto ai giganti del web ---------- I ricavi del web hanno rappresentato nel 2009 solo il 2,8% della cifra totale d’ affari di tutti i media francesi: 410 milioni di euro su 14,3 miliardi di fatturato complessivo. La doccia fredda per gli editori – racconta Mediawatch – è venuta dai risultati di uno studio specifico della società Precepta sui modelli di business dei media online d’ oltralpe. I dati – osserva Mediawatch – sono molto lontani da quell 10% che ancora qualche anno fa si sperava di raggiungere o dal 20% che addirittura qualcuno annunciava nelle settimane scores… Dopo crescite fino al 30% all’ anno dal 2000, il volume d’ affari dell’ online è sceso su livelli di incremento del 6% nel 2009. E le prospettive non sono buone, secondo la ricerca. (continua...)

Come “vendere” online le proprie storie

1 aprile 2010 Tag:,
Sell Nasce in UK “Sell That Story”, un sito web che raccoglie, filtra ed edita storie di vicende personali, per poi venderle a giornali, nazionali e locali, a riviste e ad altri media del Regno Unito - Un’ agenzia specializzata in vita vissuta , messa in piedi da due noti giornalisti britannici ---------- “Se vuoi vendere la tua storia, noi possiamo aiutarti a farlo. Hai trovato il posto giusto”. Il posto giusto è, appunto, “Sell that Story” (Vendi questa storia), un  sito web che raccoglie, filtra ed edita storie di vicende personali, per poi “venderle” a giornali, nazionali e locali, a riviste e ad altri media del Regno Unito. Un’ agenzia specializzata in vita vissuta , messa in piedi da due noti giornalisti britannici, Angela Epstein, una ex editorialista di MEN,  e John Jeffay, ex direttore del  Manchester Metro News. “Mandateci una mail con qualche indicazione sulla vostra vicenda – promettono i due nella homepage del sito – e vi diremo quanti soldi riusciremo a raccogliere per voi”. Jeffay – spiega Editorsweblog – pensa che l’ agenzia possa avere un futuro promettente e commenta: “Con