Obama

Dopo i brand anche i Governi diventano media: democrazia o controllo?

2 Marzo 2013 Tag:, , , , , , ,
Obama Grazie alla democratizzazione della diffusione delle informazioni prodotta dal Web e dai social media, oggi molti governi sono in grado di trasformarsi in centri di produzione giornalistica e di agire come dei media. Ma si tratta di un bene per la democrazia o del tentativo da parte del potere esecutivo di rafforzare il controllo sull’informazione? A domandarselo è Mathew Ingram su Paidcontent.org, rilanciando un  pezzo di Politico sul presidente Obama. .   E in Italia? Le elezioni consegnano anche a noi un “internet leader” che ha costruito il suo successo sull’uso dei media, opposto a quello berlusconiano. Grillo, Renzi e il Corriere in una piece tutta italiana.   (altro…)

Elezioni Usa, l’ evento più social della storia

9 Novembre 2012 Tag:, , , , , ,
‘’Il Web ormai è entrato a pieno titolo nel media mix di marketing elettorale. Anzi, forse è il cardine di tutti i media: li solletica, li riprende, li chiosa, li rettifica, li ibrida. La vittoria di Obama è intrisa di Social Media’’. Il commento è di Marco Massarotto, uno degli esperti di comunicazione (gli altri sono Francesco Pira, Toni Muzi Falconi, Vincenzo Cosenza e Giangi Milesi) interpellati dal sito della Ferpi (la Federazione delle Relazioni pubbliche italiane) per valutare ‘’L’ effetto Obama sulla comunicazione politica’’.   (altro…)

Informazione senza mediazione. Il rischio della propaganda

31 Gennaio 2009 Tag:, , ,
obama.jpgLa reintermediazione della disintermediazione: così Sergio Maistrello definisce un importante problema che il mondo si trova davanti - Ora che, ad esempio, il governo Obama può parlare direttamente ai cittadini, chi svolgerà la funzione ‘’terza’’ di discernere fra informazioni e propaganda? – Il re (Beppe Grillo) è seminudo - Il ruolo del giornalista si restringe ma il suo spazio si allarga ----------

‘’Ora che un governo - come sta concretamente facendo Obama negli Stati Uniti - può parlare direttamente ai cittadini, disintermediando un rapporto che prima passava prevalentemente attraverso giornali e televisioni, chi è la figura terza e indipendente in grado di discriminare le informazioni di pubblica utilità dalla propaganda? Chi si fa garante degli interessi dei cittadini?’’

E’ in questi termini che Sergio Maistrello sintetizza, in un post molto interessante sul suo blog, il dibattito aperto da New York Times e Columbia Journalism Review e ripreso qui da noi da Giuseppe Granieri e Mario Tedeschini Lalli.

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Morte dei media e mutazione della democrazia

25 Dicembre 2008 Tag:, , , ,
teste-di-pesce.jpgLa campagna elettorale condotta su internet da Barack Obama, sullo sfondo del disastro generale che sta colpendo i gruppi editoriali negli Stati Uniti, incapaci di impiantarsi online per assicurare il trasferimento lì della loro attività, porta a interrogarsi seriamente sull’ avvenire di una democrazia che dovvesse funzionare senza il relé dei media - Si passerebbe così dal modo classico di funzionamento della democrazia rappresentativa, in cui i  mass media e i giornalisti giocano un ruolo centrale, a una democrazia partecipativa, che non è certo sottratta ai rischi di deriva demagogica, ma che presenta la particolarità, attraverso l’ uso di internet, di funzionare lasciando ai media e ai giornalisti solo un ruolo marginale nello spazio del dibattito pubblico e nella formazione dell’ opinione pubblica.

Pone questo complesso problema Narvic su Novovision, in un ampio articolo dal titolo “Mort des médias et mutation de la democratie”. Dando in ogni caso per scontato che il giornalismo abbia davanti a sé nient’ altro che una scelta drammatica fra infotainement (con i giornalisti ridotti a una sorta di ‘’tecnici editorial-commerciali’) o