nazionalismo

TV: in Russia “una seria carenza di idee “

16 Settembre 2008 Tag:, ,
out-54.jpg Nonostante tutte le migliori tecnologie, pesa sui giornalisti televisivi una marcata mancanza di cultura – E’ anche questo motivo, secondo Ašot Džazojan, segretario dell’ Unione dei giornalisti russi, che ha spinto alla creazione di una Facoltà di Studi Superiori sulla televisione presso l’ Università Statale di Mosca – Džazojan, che ne è primo vice-decano, ne parla in una intervista a «Novye Izvestija» rilasciata anche in occasione dell’ annuale festival dei media ----------

di Valentina Barbieri

In un’intervista a «Novye Izvestija», il segretario dell’Unione dei giornalisti russi Ašot Džazojan propone alcune riflessioni sulla televisione russa e sulla necessità di formare dei giornalisti specializzati nel settore.

L’intervista è stata rilasciata in occasione della nascita della Facoltà di Studi Superiori sulla televisione dell’Università Statale di Mosca, di cui Džazojan è primo vice del decano, e dell’annuale festival dei media organizzato dall’Unione dei giornalisti russi.

Per quest’anno gli organizzatori prevedono la presenza di oltre 2 mila giornalisti provenienti da tutte le regioni della Russia, più di 200 giornalisti dai paesi dell’ex Unione Sovietica, colleghi da Europa ed Asia, rappresentanti di ONU ed Unesco.

Per il giornalismo russo si tratta di un interessante

Russia: i media sotto la pressione del nazionalismo

13 Settembre 2008 Tag:, ,
out-172.jpg La vicenda di Echo Moskvy (nella foto il logo), una radio storica di Mosca, dove una frase formalmente neutra ha invece scatenato un putiferio, che ha portato all’ allontanamento di una nota collaboratrice – Le accuse di "antipatriottismo" - Una intervista di Izvestjia ad Aleksej Venediktov, direttore dell’ emittente ----------

di Valentina Barbieri

La guerra tra Georgia e Russia ha il tiro lungo, e colpisce anche fuori dagli stretti confini dello spazio e del tempo.

In tempi di guerra, si sa, il giornalismo si trova ad affrontare uno stato perenne di tensione, dato dal pericolo per la vita dei giornalisti e i rischi di censura.

Quella che subiscono invece i media russi è una pressione che dal patriottismo si spinge verso il nazionalismo e che parte da una società che da anni incamera il solito ritornello “grandezza russa, patriottismo, ruolo internazionale”.

Scendendo in termini concreti, se un mezzo di comunicazione russo parla in termini critici dell’intervento russo in Georgia può essere accusato di tenere un atteggiamento antipatriottico.

Le parole qui fanno la differenza, e la vicenda della stazione radio «Echo Moskvy» prova che il termine “nemico” può