mafia

Il cuore del potere

21 Novembre 2016 Tag:, , , , , , , , , , , , ,

copfiengob9Quale modo migliore di raccontare l'ultima opera editoriale di Raffaele Fiengo, maestro di giornalismo, professore universitario e co-fondatore assieme a Pino Rea  di questo luogo della rete, da alcuni chiamato blog, dove proviamo a studiare il giornalismo e le sue molteplici forme, che affidare a lui stesso l'introduzione alla sua opera. Raffaele, non senza grandi difficoltà, è riuscito in un'impresa davvero preziosa per tutti noi, nessuno escluso, giornalisti e non, persone soprattutto, cittadini di un Paese, l'Italia, in cui la memoria fa difetto alla maggior parte di noi, e invece la generosità e la buona volontà ci contraddistingue. Ecco in questo luogo, in cui senza tema di retorica, viviamo tutti assai bene, in questo posto denso di contraddizioni  e luoghi, troppo spesso, "comuni", sul potere e il controllo del medesimo, le parole di un testimone d'eccezione come Raffaele Fiengo servono a rimettere al centro la barra, riformulare i propri propositi e riprendere in mano le fila di matasse sin troppo complicate e dense di fatti e accadimenti, già dimenticati dai più sebbene ancora insoluti e grondanti sangue. I cosiddetti "misteri italiani" dalla P2,

Giornalismo investigativo: un team italo-tedesco ricostruisce nuove vicende di infiltrazione della mafia in Germania

12 Aprile 2014 Tag:, , ,
MafiaInteressante iniziativa di cross-border reporting, che ha messo insieme giornalisti tedeschi e italiani (di IRPI) e in cui la conoscenza di strumenti di analisi e catalogazione di dati si è mischiata con il lavoro sul campo e dove ‘’la memoria storica di giornalisti come Franco Castaldo, massimo esperto di mafia agrigentina al mondo, è stata fondamentale’’, come commenta Cecilia Anesi, una degli autori del lavoro.   Si tratta di una inchiesta sull' infiltrazione della mafia in Germania sull' asse Licata-Colonia. Uscita la settimana scorsa in tedesco come progetto web (mafia-in-deutschland.de) - e poi come documentario sul canale tv nazionale Das Erste  -, oggi ne e' stata pubblicata la versione italiana su Wired  e, ad Agrigento, su Grandangolo, il giornale principale della città, di cui è direttore proprio Castaldo. (altro…)

A 20 anni dalla chiusura una grande fotogiornalista racconta un grande quotidiano

25 Maggio 2013 Tag:, , , , , , , ,
L'Ora Vent’anni fa L’ Ora, lo storico quotidiano progressista siciliano, chiudeva i battenti, dopo quasi un secolo di vita e dopo decenni di battaglie ai ferri corti con la mafia.   Gli slanci, le motivazioni e le lezioni di quell’ avventura in redazione in una conversazione con Letizia Battaglia, fotoreporter storica del giornale.   Riprendiamo su Lsdi l’ intervista che Carlo Ruta ha realizzato e pubblicato recentemente sul mensile ‘’Narcomafie’’.    (altro…)

L’ ombra di Cosa Nostra dietro l’uccisione del giornalista de L’ Ora Giovanni Spampinato

14 Dicembre 2008 Tag:, ,
La copertina dell' Ora Un libro di Carlo Ruta su uno dei misteri più intricati della Sicilia – L’ uccisione di un costruttore, la morte del giornalista e, sullo sfondo, i grandi interessi legati al contrabbando negli anni ‘70 ----------

di Giovanna Corradini

Sin dal febbraio 1972, quando venne ritrovato in una lontana contrada ragusana il cadavere di un noto palazzinaro, è stata una girandola di depistaggi, di mancati adempimenti, di silenzi irriducibili. Su tale uccisione Giovanni Spampinato si trovò subito a investigare. E per tale suo impegno, nell’ottobre del medesimo anno venne ucciso. Gli esiti lungo i decenni sono stati emblematici. La morte del costruttore, rimasta insoluta sul piano giudiziario, viene evocata dalle cronache come un delitto misterioso, forse per rapina, forse per donne, forse per una controversia nel mondo dell’antiquariato. La morte del giornalista è stata raccontata nei tribunali come un delitto di provincia, compiuto dal figlio di un alto magistrato roso dal rancore.

In realtà, come viene argomentato in questo rapporto di Carlo Ruta*, i due delitti costituirono un affare complesso, che assunse un preciso rilievo nella vita

Quando non si è “solo” giornalisti

1 Novembre 2008 Tag:
out-109.jpg L’ uccisione del controverso giornalista ed editore Ivo Pukanic, ultimo di una serie di omicidi di matrice mafiosa, ha scatenato in Croazia lo stato di emergenza (anche se non dichiarato ufficialmente) e un clima da resa dei conti fra aree del potere contrapposte – Un articolo di Drago Hedl sull’ Osservatorio sui Balcani analizza la contaminazione e l’ intreccio fra ruoli e ambienti diversi che caratterizzava la vittima ----------

Una lotta tra la potente criminalità organizzata croata e lo Stato è in corso in Croazia e il dibattito pubblico si incentra sulla figura del controverso giornalista ed editore della rivista Nacional, Ivo Pukanić, ucciso dall'esplosione di un'auto-bomba nel pieno centro di Zagabria, davanti alla redazione del settimanale di politica Nacional, insieme al responsabile del marketing della testata.

La sua rete di relazioni aveva collegamenti in ogni direzione. Secondo la scrittrice Slavenka Drakulić, i due principali terminali di questa rete erano collegati uno con la mafia, l'altro con lo Stato.

Ma  - osserva in un articolo sull’ Osservatorio dei Balcani Drago Hedl

la dichiarazione del presidente croato