Linkiesta

”Cosa si impara lavorando in un giornale digitale” (Linkiesta)

2 Luglio 2014 Tag:
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«Rispondo volentieri a Claudio Plazzotta di Italia Oggi che l’altro giorno, raccontando i conti disastrati dell’editoria digitale indipendente in Italia, mi ha chiesto sul suo giornale se mi fossi pentito di aver lasciato un posto da inviato de La Stampa per approdare a Linkiesta».

 

Apre così una lunga analisi di Marco Alfieri, direttore de Linkiesta, sulla “crisi” dell' informazione nostrana, o meglio: sulle sfide che si trovano ad affrontare le nuove entità online nel generale cambiamento in atto (con ovvi agganci rispetto alle testate mainstream).  Ne rilanciamo di seguito alcuni passaggi salienti.

 

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La vicenda di Paola Bacchiddu, si allarga la polemica

8 Febbraio 2014 Tag:, ,
bacchidduMentre in Usa una corte d’ appello ha equiparato i blogger ai giornalisti, stabilendo che, se pubblica informazioni di interesse generale, anche un non giornalista è tutelato dal Primo Emendamento -  in Italia un giornalista che scrive su una testata online (regolarmente registrata) non gode delle stesse tutele dei colleghi della carta stampata e la testata viene considerata come un qualsiasi ‘’mezzo di pubblicità’’ e non come ‘’stampa’’.   Il caso di Paola Bacchiddu continua a sollevare grosse polemiche.   (altro…)

Il long form journalism dell’ Espresso e ”quel link sulla nostra pagina no!” del Corriere

23 Ottobre 2013 Tag:, , , , ,
pappagoneSiamo vincoli o sparpagliati? Perdonate la citazione ma Pappagone  s' impone. Mentre con la cura Pratellesi l' Espresso online prova a cambiare marcia e si apre alle nuove narrazioni,  il Cdr del Corriere della Sera straccia l' apertura al digitale intavolata con il direttore De Bortoli per colpa di un link galeotto sull' home del "corrierone" a Linkiesta. Tempo scaduto per l'   editoria italiana. Fondo del barile già raschiato. Anche l' Inpgi avverte che non ci sono più fondi per i prepensionamenti, cambiate tattica oppure non riusciremo più a supportarvi. (altro…)

La crisi a Linkiesta: e i blogger?

21 Febbraio 2013 Tag:, , , , , ,
Linkiesta Alle varie voci che stanno accompagnando la crisi ai vertici di Linkiesta (qui la lettera di dimissioni del direttore Jacopo Tondelli; qui una ricostruzione del Fatto quotidiano) si aggiunge anche quella dei blogger che collaborano con la testata e che, attraverso una di loro, denunciano  il silenzio sul loro contributo alla vita del giornale e della piattaforma.   Aggiornamento. Una sessantina di blogger de Linkiesta intanto hanno pubblicato una lettera aperta diretta  ai componenti del Cda e al nucleo di promotori dell’iniziativa editoriale non presenti nel Consiglio, chiedendo ai vertici della testata di ''tornare sui propri passi, dando risposta urgente ai quesiti formulati ieri dalla redazione'' e annunciando che, ''fino a quando ciò non avverrà, tutte le nostre attività rimarranno sospese''.   (altro…)

Ebbene sì, scrivo gratis: ma chi l’ ha detto che svilisco la professione giornalistica?

3 Ottobre 2012 Tag:, , , , , , , , ,
‘’Ebbene sì ho scritto un nuovo post sul blog che ho su Linkiesta. L’ho scritto gratis e l’ho corredato pure di foto, scattata da me. Gratis? Ma come! Eccolo lì, il chiacchiericcio della rete che si fa fitto, dopo il “caso” dell’Huffington Post: chiacchiericcio che si divide pressapoco tra chi dice che la notorietà paga già quel che occorre e chi dice invece che così si svilisce la professione (quale?). Sara Rocutto comincia così, sul suo blog, una riflessione sulle polemiche di questi giorni sul lavoro gratuito (dei blogger) di Huffington Post e Il Fatto quotidiano, segnalando un aspetto che è stato finora trascurato, ma che ha una certa rilevanza nell’ economia del nuovo giornalismo : scrivere (gratuitamente) può essere non solo frutto di un calcolo (visibilità, occasioni, inclusione, contatti) ma anche lo sbocco di una passione, la voglia di dare spazio a una storia, un esercizio di stile (anche).  ‘’ Scrivo per far sì che qualcosa che interessa a me trovi spazio anche nel mondo di altri. E proprio non capisco come così facendo si svilisca una professione’’, dice Sara.