industria

L’ industria editoriale e l’ approdo al digitale. Una sintesi dei nuovi scenari

2 Marzo 2013 Tag:, , , , , , , , ,
rotativa Tra coloro che prevedono di acquistare un tablet entro tre anni, circa tre quarti pensano di leggere magazine. Due terzi leggeranno quotidiani. Anche in Italia, paese dove c’è la maggiore propensione a PAGARE per i contenuti. In media, un italiano dice di essere disposto a pagare da 6 a 13 dollari al mese per l’abbonamento a un periodico. Negli Usa si pensa di poter spendere da 3 a 5 dollari, da 3 a 7 dollari in Giappone, da 6 a 9 dollari in Spagna, da 5 a 12 dollari in Germania. Per un quotidiano l’italiano si dice disposto a pagare da 12 a 20 dollari al mese, più di tutti gli altri: Usa, Gran Bretagna, Giappone. Sono alcuni dei dati al centro di una serie di riflessioni sull’ industria editoriale sviluppate (in cinque post) dal blog  Il futuro dei periodici, curato da un giornalista che per ora preferisce non uscire allo scoperto. (altro…)

Giornalisti in ”drastica riduzione”?

13 Febbraio 2009 Tag:, , , ,
Rotativa Nonostante continui a crescere il numero degli iscritti all’ Ordine in Italia (siamo a oltre 100.000), il calo progressivo della produzione di valore da parte dell’ industria giornalistica corrode le risorse per mantenere i giornalisti e per garantire una buona informazione – Un articolo di Giuseppe Granieri su Apogeonline ha aperto un interessante dibattito – Alternative poche e fantasiose e pessimismo sul futuro del giornalismo di qualità ----------

Perchè il giornalismo (inteso come professione) funzioni, è necessario (...) che vi siano e che funzionino i costosi sistemi che lavorano su approvvigionamento, confezionamento e distribuzione delle informazioni. Se questi sistemi cessano di produrre valore, non si potranno avere le risorse per mantenere i giornalisti (confezionamento) e per garantire una buona informazione (approvvigionamento). La popolazione dei giornalisti, allo stato, è prevedibilmente in via di drastica diminuzione. Come sono diminuite le popolazioni di molte specie animali quando il loro ecosistema si è modificato troppo in fretta per dar loro il tempo di reazione.

La previsione è di Giuseppe Granieri* che, su Apogeonline ha tracciato una ampia analisi della possibile evoluzione del giornalismo nel quadro

Entro il 2020 più della metà dei 1439 quotidiani Usa spariranno

30 Agosto 2008 Tag:, ,
Morte dei giornali Un’ altra previsione “nera” sul futuro dei giornali viene da Vin Crosbie, un consulente editoriale che ha appena pubblicato un saggio sul futuro della stampa americana, Transforming American Newspapers - “Non è l’ assenza di multimedialità o di interattività la causa del declino della diffusione negli ultimi tre decenni. Metà del calo era già in atto prima che Internet diventasse di dominio pubblico, nel 1991, prima che diventassero popolari i concetti di interattività o multimedialità” – Il problema è che “il prodotto è diventato obsoleto”, è come entrare in un negozio vecchio di 400 anni dove i commessi danno a tutti la stessa borsa con gli stessi 50 prodotti, mentre in un supermercato ce ne sono in media 45.000” ----------

“Più di metà del 1.439 quotidiani Usa non esisteranno più sia nelle edizioni a stampa che in quelle su e-paper od online dalla fine del prossimo decennio. Usciranno fuori dal mercato. Mentre pochi giornali nazionali… saranno “dimagriti” ma continueranno a vivere su e-paper oppure online ma non su carta. I primi quotidiani a spirare saranno quelli regionali, che hanno già cominciato ad implodere. Molti

Internet non può essere un sostituto per l’ industria dei giornali in agonia

26 Luglio 2008 Tag:, , ,
Chris Hedges Il declino dei giornali è dovuto alla crescita dello stato corporativo, all’ affievolirsi del senso civico e della responsabilità nell’ informazione per i cittadini – Un articolo di Chris Hedges (nella foto) su Alternet - “Quelli che si rivolgono a internet finiscono per gravitare intorno a dei siti che rinforzano le loro idee. Il filtraggio dell’ informazione attraverso una lente ideologica, che sta distruggendo il giornalismo televisivo, svuota l’ obbiettivo della ricerca delle notizie. Il giornalismo è diventato trasmissione di informazioni che non mettono in dubbio quello che tu pensi”. ----------

di Chris Hedges*
(“The Internet Is No Substitute for the Dying Newspaper Industry”, Alternet.com )
 

Il declino dei giornali non è dovuto alla sosituzione di una tecnologia antiquata da parte dell’ informazione superveloce che passa su internet. Esso non segnala un inevitabile e salutare cambiamento. Non è una forma di progresso. Il declino dei giornali ha a che fare con l’ ascesa dello stato corporativo, l’ affievolirsi del senso civico e della responsabilità pubblica in gran parte della nostra classe imprenditoriale e con la povertà intellettuale del