Greenslade

Free press: una bolla che sta per scoppiare?

16 Settembre 2008 Tag:, ,
out-35.jpg Se lo chiede Roy Greenslade, facendo il punto sulle recenti cattive notizie sull’ andamento di Metro International, il principale gruppo del settore - La free press sta andando verso un riaggiustamento e probabilmente vivrà più a lungo dei tradizionali giornali a pagamento – Il suo effetto principale, comunque, è di convincere i nuovi strati di lettori che l’ informazione è, o potrebbe essere, disponibile gratis, conducendoli quindi verso un futuro online ----------

Stiamo cominciando ad assistere allo scoppio della bolla dei quotidiani gratuiti? Ne abbiamo già parlato in un precedente post (vedi Lsdi, Free press verso la saturazione?), ma alle notizie si è aggiunta una interessante riflessione di Roy Greenslade che  in un post sul suo blog sul Guardian rileva una crescita progressiva di elementi che lo confermerebbero.

E’ sempre più duro, se non impossibile, fare profitti – rileva Greenslade -; le chiusure di testate cominciano a diventare diffuse (gli ultimi esempi sono Nyhedsavisen in Danimarca e due altre testate in Scozia). E la diffusione sta diminuendo .

Niente panico: il futuro del giornalismo continuerà ad appartenere ai giornalisti

6 Luglio 2008 Tag:, ,
out-141.jpg Ne è sicuro Roy Greenslade, un autorevole giornalista del Guardian - Sul suo blog osserva che i mali economici dell’ industria dei giornali non sono “terminali” anche se, aggiunge, “dobbiamo immaginarci un futuro con un nuovo business model basato su ricavi più bassi, con cui sostenere piccole redazioni di alta qualità, che servirà probabilmente dei mercati di nicchia" ----------

Sebbene le preoccupazioni di giornalisti ed editori sulla diminuzione dei ricavi pubblicitari siano giustificate, il futuro - dice Roy Greenslade del Guardian - appartiene ancora ai giornalisti. Greenslade ritiene che i mali economici non siano terminali – i giornali si possono adattare – ma l’ era dei mass media, dice, “potrebbe essere finita”.

Lo segnala un articolo su Editor’s weblog.

"Dobbiamo immaginarci un futuro con un nuovo business model basato su ricavi più bassi, con cui sostenere piccole redazioni di alta qualità, che servirà probabilmente dei mercati di nicchia”, scrive Greenslade sul suo blog, citando diversi studi che confermano la difficile situazione finanziaria dei giornali,  sostenendo però che i giornalisti potranno affrontare queste previsioni