giornalisti arrestati

Quanta paura del web

20 Dicembre 2008 Tag:, ,
cpj.jpg Il rapporto annuale del Committee to Protect Journalists sui giornalisti in stato di arresto – Il numero sempre crescente di giornalisti on-line detenuti – I perché di tanta attenzione e solerzia (nella foto Reuters: Abdel Karim Suleiman, blogger egiziano, dietro le sbarre) ---------- di Andrea Fama Nel suo rapporto annuale il Committee to Protect Journalists ha censito i giornalisti attualmente in stato di arresto per l’esercizio della propria libertà d’espressione. Sono 125, due in meno dello scorso anno, grazie alla generosa liberazione di due giornalisti da parte di Cuba (che tampina la Cina nella triste classifica dei Paesi con il maggior numero di giornalisti detenuti, tra l’altro con le accuse più disparate).
Il dato che spicca dall’analisi del CPJ, però, è che per la prima volta il numero di giornalisti on-line detenuti (45%) supera quello dei colleghi della carta stampata (42%). Scomponendo le cifre, poi, si scopre che buona parte degli e-journalist in stato di arresto è costituita da freelance che, non avendo le necessarie coperture legali, economiche e politiche, sono i più esposti al rischio di

Banditi dallo Zimbabwe, i giornalisti stranieri sono accampati alla frontiera col Sud-Africa

7 Aprile 2008 Tag:
Un inviato della BBC Beit Bridge, un piccolo centro al confine fra i due paesi è diventato la base di catene internazionali come CNN e BBC (nella foto Rachel Harvey, della emittente britannica) – Sono stati scarcerati ma sono ancora soggetti a restrizioni i due giornalisti accusati di aver lavorato senza accredito – La ricostruzione della vicenda in un ampio articolo per Lsdi ---------- BEIT BRIDGE (AFP) - Banditi dallo Zimbabwe, diversi inviati e corrispondenti di testate straniere si sono concentrati nel piccolo centro di frontiera di Beit Bridge, in Africa del sud, per cercare di afferrare qualche notizia sulla crisi che dilania il paese del presidente Robert Mugabe, dall’ altra sponda del fiume Limpopo, dopo le elezioni del 29 marzo. Beit Bridge fa ora da base alle catene internazionali come CNN e BBC, che tentano a partire da qui di informare i loro telespettatori sugli sviluppi della situazione. Il regime di Mugabe, al potere da 28 anni, ha rifiutato di accrecitare centinaia di corrispondenti della stampa estera per coprire lo scrutinio e due giornalisti stranieri, accusati di aver lavorato senza accredito e arrestati alcuni giorni fa, sono stati scarcerati ma sono sottoposti ancora a forti restrizioni. ----- ZIMBAWE: CRONACA