Editoria

La libera circolazione delle informazioni non è garantita

15 ottobre 2018 Tag:, , , , , , , , ,
La libera circolazione delle informazioni non è garantita, soprattutto online, sul web, in rete, dove invece, pare, stiano riponendo tutte le speranze  le attuali forze di governo del nostro Paese che intendono sbarazzarsi in pochi semplici passaggi delle istituzioni che sovraintendono all'attività del comparto e dei finanziamenti pubblici che sostengono il medesimo comparto. Niente di male, intendiamoci, a voler metter mano ad un necessario riassetto del settore. Ma esercitare una opzione politica sulla libertà di espressione e informazione delle persone non crediamo possa essere in nessun modo la scelta corretta.  La rete non è libera, purtroppo, e non ci riferiamo alle ultime riforme della privacy europea recentemente entrate in vigore con l'applicazione del GDPR, e nemmeno alla recente approvazione delle nuove norme europee sul Copyright. Certo l'applicazione del  GDPR come chiunque può facilmente constatare di persona, ha portato all'oscuramento volontario di una serie di siti che hanno pensato bene di non adeguarsi alla normativa per mancanza di interesse verso un mercato, quello europeo, dove evidentemente non ritengono di poter fare "affari". Certo se e quando dovesse essere reso operativo il decreto europeo sul Copyright scatteranno limitazioni molto evidenti

Narrazioni, storie e libri

27 agosto 2018 Tag:, , , , , , , , ,
La segnalazione colta al volo dalla bacheca di un amico di Lsdi nonchè acclarato esperto italiano di questioni digitali  su un tema assai interessante, almeno alle nostre latitudini, ovvero le nuove tecniche di narrazione "digitale" e il giornalismo, ha fatto nascere qui a bottega l'esigenza di scrivere questo post. Raccontare la realtà è certamente da sempre uno dei temi principali del mestiere di giornalista. I nuovi strumenti, i nuovi ambienti che la tecnologia digitale prima e l'avvento dell'online poi hanno messo a disposizione di un sempre maggior numero di persone, hanno fatto il resto. Oggi ci troviamo con un'abbondanza - come spesso viene sottolineato da più parti - di contenuti e quindi anche di narrazioni, e forse la professione giornalistica non di questo dovrebbe occuparsi ma proprio della scelta, la cernita dei contenuti veri da quelli falsi. Ma rimandiamo per il momento l'annosa e forse oramai obsoleta polemica sulle - reggetevi - fake news, e proviamo oggi ad occuparci proprio di stili, e di forme narrative.     In particolare lo spunto ci arriva da un'iniziativa intrapresa dalla New York Public Library, che dimostrando nella propria dirigenza una lungimiranza assai spiccata oltre

L’asino morto per non aver ragliato

8 maggio 2018 Tag:, , , , , , , ,
Quando ci siamo accostati ai "testi sacri" di uno dei nostri autori preferiti perchè ci eravamo accorti che parlavano di giornalismo in maniera incredibilmente moderna, non immaginavamo che saremo riusciti a farne un pezzo e forse addirittura una rubrica per il nostro piccolo blog. Sono state la caparbietà e la grande capacità di ricerca e selezione del nostro associato Marco Dal Pozzo che hanno fatto il miracolo. Marco partendo da un libro realizzato dalla casa editrice Orthotes che già di suo forniva un eccellente punto di partenza è andato ulteriormente a scavare nei testi del grande autore individuando i passaggi salienti degli scritti permettendoci di realizzare una vera e propria intervista, tutta dedicata al giornalismo e in particolare alla rivoluzione digitale del giornalismo, al celeberrimo personaggio in questione che purtroppo ci ha lasciato già da tanti anni. Il personaggio intervistato dal nostro Marco Dal Pozzo è Antonio Gramsci e lo spunto per realizzare questa intervista "postuma" ci è venuto leggendo alcuni passaggi dai Quaderni del carcere del grande intellettuale sardo. Passaggi in cui abbiamo trovato  freschezza e sostanza su argomenti e temi del giornalismo di cui quotidianamente ci occupiamo. Il

Leggi o scrivi

3 aprile 2018 Tag:, , , , , , , ,
Se un mattino d'inverno un "giornalista", (Calvino permettendo) prova a digitare su un motore di ricerca a caso la frase: "leggi regionali a sostegno dell'editoria", scopre un mondo. Un mondo ricco innanzitutto, inteso come ben finanziato. Un mondo variegato, inteso come numeroso e ben assortito. Un mondo tutt'altro che sconosciuto alla politica e alle amministrazioni locali, e considerate che la nostra ricerca appena accennata si riferisce solo alle Regioni. Ebbene - direte Voi - cosa c'è di male? L'informazione è un pilastro in una società civile. Anzi meglio, proprio questo blog e tutta l'attività di questo gruppo di lavoro si basa proprio sull'acronimo: Lsdi che sta per Libertà di Stampa e Diritto all'Informazione, quindi chi meglio di Voi (inteso  noi) conosce e sostiene il diritto alla libera circolazione delle notizie? Tutto vero e sacrosanto e garantito - per fortuna - dalla nostra Costituzione: art.21. Quindi? Nessun quindi, solo la volontà di informare anche da parte nostra. Sottolineando cosa si fa o si sta facendo per sostenere la libera circolazione delle notizie in ambito regionale nel nostro Paese.  E ricondurre queste attività "politiche",  al tempo che stiamo vivendo e al particolare momento

#digitRoma Quanto vale una notizia?

1 febbraio 2018 Tag:, , , , , , , , ,
Siamo giunti all'ultima tappa del percorso di presentazione del Modello Sociale per l'Editoria: riuscire a determinare con precisione e usando criteri di equanimità, per quanto possibile, quanto vale - realmente secondo il nostro modello - una notizia?     Questa la proposta: il valore della notizia, calcolato per i contenuti che vengono distribuiti online, dipende dal Capitale Sociale delle relazioni tra le persone che discutono intorno ad essa: maggiore è  la cura che il giornalista ha nel seguire il contenuto in tutto il suo ciclo di vita - spiegando meglio, moderando le conversazioni, producendo altri link, arricchendo magari lo scenario con nuovi argomenti- maggiore è il contributo di senso che anche i lettori riescono a dare ad essa nelle conversazioni, più alto  è il valore della notizia, intesa "tecnicamente" come contenuto.     La conversione in valuta di questo valore costituisce la somma da riconoscere alle parti in causa: all'editore/giornalista (il modello non nega che le due figure possano concidere: rispetto a questo aspetto esso è del tutto trasparente) e al lettore. Nel caso del lettore, più che di retribuzione, il Modello prevede un premio vincolato all'acquisto di altre notizie.     La questione centrale, quindi, diventa: come si può calcolare