diritto all’ oblio

La consapevolezza digitale in dieci mosse

5 Giugno 2018 Tag:, , , , , , ,
Per noi, come sa bene chi ci segue anche solo un pochino, la questione della consapevolezza, della cultura digitale, del capire prima di porre in essere nuove regole, nuove leggi, gabbie, gabbiette, reti e steccati; è centrale. Da anni ma che dico, mesi, ma che dico, giorni, ma che dico? Ci battiamo in lungo e largo, cercando di non prenderci troppo sul serio,  per provare a fare in modo che il centro del contendere quando si parla di innovazione digitale non sia dentro agli scontri sulle "scorciatoie tecnologiche" ma passi dalla cultura e dalla formazione. Quindi va da se che quando ci siamo imbattuti in questo "manifesto per la consapevolezza digitale" l'abbiamo immediatamente messo da parte con cura proponendoci di approfondire la materia e magari scriverci anche un pensierino: a modo nostro. L'iniziativa è delle migliori, non c'è dubbio. Lo sviluppo della medesima, così come viene raccontato in questo articolo da Sonia Montegiove, è quanto di meglio si possa sperare, sempre dal nostro parzialissimo punto vista. Come si evince in modo chiaro in questo passaggio dell'articolo: "La peculiarità del progetto, al quale è collegata anche una attività di ricerca, consiste nel fatto che

Autorità, web, diritti e Google

18 Marzo 2015 Tag:, , , , , ,
rimozione contenuti googleUn pò di numeri e considerazioni del ns. Andrea Fama dall'ultimo rapporto semestrale di Google sulla trasparenza. Sono state in tutto 313.698 le richieste da parte dei governi e dei tribunali di tutto il mondo relative alla consegna dei dati di 48.615 utenti.   Fra i paesi con il più alto tasso di istanze di richiesta dati con esito positivo ci sono gli Stati Uniti e l'Inghilterra rispettivamente con l'84 per cento su 12.539 richieste e il 72 per cento su 11.535. Maglia nera la Turchia con nessuna richiesta accettata sulle 224 depositate. Nel rapporto di Google una voce molto importante spetta alle richieste di oblio , ovvero la cancellazione da parte del motore di ricerca di contenuti diffamanti, illegali o che mettono a rischio la sicurezza. E' la diffamazione il motivo principale dele richieste di cancellazione dei dati inviate da privati e governi al motore di ricerca, il 38 per cento del totale. La paura dell'escalation del  terrorismo dopo la strage di Charlie Hebdo ha portato anche online ad un  ampliamento dei poteri di ingerenza e indagine in Rete, sia in termini di accesso alle informazioni degli

Dati effimeri, l’ illusione di una svolta

25 Ottobre 2014 Tag:, , ,
GunthertLo spazio digitale non è un super-archivio e il cosiddetto diritto all' oblio si basa sulla convinzione errata di una super-memoria: internet, al contrario, perde la memoria molto velocemente – spiega André Gunthert su Imagesociale – e il suo archivio ha più la forma di una geografia che di una storia. (altro…)

Il ‘’diritto all’ oblio” è una pessima idea e Google si sta muovendo nel modo giusto

6 Agosto 2014 Tag:, , ,
googleGoogle ha spiegato alle aziende giornalistiche britanniche che ha rimosso alcuni loro articoli dall’ indice del suo motore di ricerca in conseguenza della decisione UE in relazione al cosiddetto  “diritto all’ oblìo”. Molte critiche si sono levate a dire che il colosso sta, deliberatamente, iper-reagendo. Ma – ha spiegato giorni fa Mathew Ingram in un ampio articolo su Gigaom che riprendiamo - , la realtà è che il colosso di Mountain View  ‘’sta semplicemente facendo ciò che può per richiamare l’ attenzione su una pessima legge’’   (altro…)

Diritto all’oblio: non è vero che è ‘’inapplicabile alla Rete’’

15 Maggio 2014 Tag:, ,
oblioDaniele Minotti interviene sulla decisione della Corte europea di giustizia nel procedimento contro Google, che ha scatenato una accesa discussione. ‘’Non vi è misoneismo in chi invoca il diritto all’ oblio contro il diritto ad essere informati mediante la Rete. Anzi – sostiene il legale -, vi è grande consapevolezza del mezzo che non è come un giornale che finisce in un archivio dimenticato e di fatto inaccessibile’’.   ‘’Mi sembra invece che pochi abbiano compreso a fondo l’origine della pronuncia della Corte Europea sulla responsabilità per i risultati dei motori di ricerca’’---   (altro…)