Archivio di Censura e sangue

Mosca: gli Omon accusati di schiavismo, battaglia dei media contro la corruzione nei reparti speciali

di Redazione | 12 marzo 2010 

Omon

Il governo parla di “ campagna mediatica” contro le forze di sicurezza, accusate da una collaboratrice di un reparto speciale di utilizzare al nero gli immigrati per vari lavori di edilizia, anche nelle dacie degli alti ufficiali – Il presidente Medvedev procede a tagli di personale e licenziamenti, fra cui due viceministri – Una complessa vicenda in cui la stampa indipendente cerca di resistere

————–  

di Valentina Barbieri

Il 18 febbraio, con una mossa a sorpresa, il presidente Dmitrij Medvedev ha firmato un decreto che prevede dei massicci tagli di personale nel Ministero degli interni: sono stati licenziati 17 funzionari, tra cui 2 viceministri. E’ questo l’avvio di una già annunciata riforma del Ministero, di cui Medvedev si ritiene personalmente responsabile.

Ma non solo con il presidente russo i rapporti si sono fatti più tesi. Anche la rivista russa The New Times sta creando parecchi grattacapi al Ministero degli Interni.

Ad inizio febbraio il New Times ha pubblicato un articolo dal titolo “Gli schiavi dell’unità OMON” (acronimo che indica le forze speciali del Ministero), in cui alcuni agenti raccontavano la corruzione nel reparto e i guadagni illegali dei propri superiori.

Il giorno successivo le forze speciali si sono rivolte in tribunale dichiarando l’ articolo lesivo dell’ onore e della dignità del corpo.

…read full articles of "Mosca: gli Omon accusati di schiavismo, battaglia dei media contro la corruzione nei reparti speciali"

Il boss della Cecenia Kadyrov ritira di colpo le cause per diffamazione

di Redazione | 11 febbraio 2010 

KadyrovLe azioni legali intentate dal presidente Kadyrov (al centro nella foto) contro Memorial, Novaja Gazeta e Gruppo Mosca Helsinki sono state chiuse all’ improvviso – Secondo il sito ufficiale del governo ceceno, la decisione di Kadyrov è stata presa su richiesta della madre, ma Oleg Orlov, di Memorial, non esclude che “il consiglio che ha dato la mamma al presidente ceceno, sia in realtà partito dal Cremlino”

———-


di Valentina Barbieri
L’omicidio non è l’unico mezzo di pressione su giornalisti e attivisti dei diritti umani in Russia, ci sono anche le vie legali.

Ben lo sa Ramzan Kadyrov, presidente ceceno, che fino a mercoledì 9 febbraio aveva tre cause aperte con alcune delle realtà democratiche più importanti in Russia: Memorial, Novaja Gazeta, Gruppo Mosca Helsinki.

Quello che nessuna delle tre probabilmente si aspettava era che l’angelo della pacificazione avrebbe preso la forma della mamma di Kadyrov, Aimana Kadyrova, spingendolo a ritirare improvvisamente le cause intentate contro di loro.

Almeno ufficialmente. Ufficiosamente, viene da pensare che non si muova foglia che Mosca non voglia.

…read full articles of "Il boss della Cecenia Kadyrov ritira di colpo le cause per diffamazione"

Libertà di stampa nel 2010, la carta di Rsf

di Redazione | 9 febbraio 2010 

Russia: anniversario Markelov-Baburova, l’ opposizione si fa sentire

di Redazione | 26 gennaio 2010 

Mosca

Nell’ anniversario dell’ uccisione di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova centinaia di cittadini sono scesi in piazza a Mosca – Duro intervento delle truppe antisommossa e decine di arresti fra cui anche Lev Ponomarev, leader del movimento “Per i diritti umani”, – Iniziative in varie altre città – Secondo il Kommersant si è trattato di ‘’una delle più sentite azioni di opposizione degli ultimi tempi’’ – Ma si sono registrate anche polemiche all’ interno delle opposizioni

————

di Valentina Barbieri

La manifestazione per Stanislav Markelov e Anastasia Baburova é stata per il Kommersant una delle più sentite azioni di opposizione degli ultimi tempi. Centinaia di persone il 19 gennaio hanno voluto ricordare l’avvocato dei diritti umani e la giovane giornalista con fiori, slogan e manifesti. Centinaia di voci che chiedevano alle autorità di risolvere il caso, condannare i colpevoli e modi più efficaci per contrastare i neonazisti.

Hanno partecipato antifascisti, attivisti dei diritti umani, rappresentanti di organizzazioni sociali, media, semplici moscoviti, coadiuvati dal Comitato 19 gennaio, dal leader del movimento “Per i diritti umani” Lev Ponomarev e da Ljudmila Alekseeva, direttrice del gruppo per i diritti umani “Mosca Helsinki”.

Un’azione corale, potente, rovinata dagli arresti e dagli scontri con la polizia e le forze speciali (i cosiddetti OMON).

…read full articles of "Russia: anniversario Markelov-Baburova, l’ opposizione si fa sentire"

Un anno dall’ uccisione di Markelov e Baburova: forte tensione a Mosca

di Redazione | 17 gennaio 2010 

Anche se le autorità russe non hanno dato il permesso, i manifestanti intendono scendere lo stesso in piazza il 19 gennaio, anniversario dell’ agguato in cui furono ammazzati Stanislav Markelov, avvocato e attivista dei diritti umani, e Anastasia Baburova, giovane giornalista della Novaja Gazeta – Un corteo per “onorare la memoria di Markelov, Baburova e delle altre vittime del terrore ideologico e politico’’ e ‘’manifestare contro gli omicidi politici e ideologici, contro la comparsa del razzismo, dell’ostilità internazionale e religiosa, contro lo sciovinismo e la xenofobia nella politica e nella vita sociale” – Ancora in fase di stallo le indagini sul duplice omicidio

———-

di Valentina Barbieri

Il 19 gennaio cadrà il primo anniversario dalla morte di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova.

Markelov era un avvocato e attivista dei diritti umani, ucciso nel centro di Mosca al termine di una conferenza stampa in cui contestava la scarcerazione di Juryj Budanov, ex colonnello russo accusato di crimini di guerra in Cecenia. Con lui è morta anche Anastasia Baburova, una giovane giornalista che scriveva di neofascismo e neonazismo per la Novaja Gazeta.

In occasione dell’anniversario un gruppo di giovani, sostenuto da associazioni per i diritti umani, aveva fondato il Comitato 19 gennaio, responsabile delle manifestazioni in memoria delle due vittime.

…read full articles of "Un anno dall’ uccisione di Markelov e Baburova: forte tensione a Mosca"

Un archivio sulla Sicilia ‘’segreta’’

di Redazione | 17 gennaio 2010 

Dedicato a Giovanni Spampinato, il cronista dell’ Ora ucciso a 25 anni, nel 1972, l’ archivio intende intende documentare le attività eversive, gli episodi di violenza politica, i traffici illeciti e i fatti di sangue che si verificarono nell’ Isola con un intreccio ancora non del tutto chiarito con la criminalità mafiosa e con le attività politico eversive della strategia della tensione che insanguinò l’Italia alla fine degli anni Sessanta e all’inizio degli Anni Settanta

———-

Un archivio di documenti, cartaceo e digitale, di facile consultazione, accessibile on-line, sulla Sicilia “segreta” degli anni della strategia della tensione. L’ archivio è intitolato a Giovanni Spampinato il cronista dell’ Ora ucciso nel 1972 a 25 anni, e intende  documentare le attività eversive, gli episodi di violenza politica, i traffici illeciti e i fatti di sangue che si verificarono nell’ Isola con un intreccio ancora non del tutto chiarito con la criminalità mafiosa e con le attività politico eversive della strategia della tensione che insanguinò l’Italia alla fine degli anni Sessanta e all’inizio degli Anni Settanta.

L’ archivio – spiega l’ Associazione Giovanni Spampinato – ricostruirà con particolare attenzione ‘’gli avvenimenti che si verificarono nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania, gli episodi di violenza politica, le attività eversive, i traffici illeciti e i fatti di sangue di sui si occupò il giornalista Giovanni Spampinato nelle sue inchieste pubblicate su L’Ora e su altri giornali.

…read full articles of "Un archivio sulla Sicilia ‘’segreta’’"

”Ma che torture…”

di Redazione | 10 gennaio 2010 

waterboardingSu Lsdi e Giornalismo e democrazia la traduzione integrale dei memorandum del Dipartimento della giustizia Usa sui metodi ‘’duri’’ di interrogatorio della Cia resi pubblici da Obama – Il Freedom Of Information Act (FOIA) e la pessima situazione italiana – Il giornalismo italiano è più dedito alle opinioni che ai fatti. E non ha, salvo eccezioni, l’abitudine di lavorare sui documenti – Mentre le imprese editoriali non coltivano l’indipendenza, ma, nella migliore delle ipotesi cercano una equidistanza quantitativa, non chiedono ai loro giornalisti di fornire gli elementi per il processo di formazione dell’opinione pubblica – Anche per indicare una strada presentiamo questi testi – Una indicazione di metodo per un buon giornalismo

————–

di Raffaele Fiengo

Abbiamo deciso di tradurre i documenti sulle torture resi pubblici da Obama per metterli a disposizione dei giornalisti e dei lettori. Si tratta di testi che sono stati solo sommariamente resi noti in Italia dai mass media. E si tratta indubbiamente di scritti importanti rispetto alla difesa dei diritti umani, anche di quelli dei detenuti sospettati di terrorismo.

I documenti che pubblichiamo sono stati resi pubblici in seguito all’azione legale intentata dall’ACLU, l’ American Civil Liberties Union, attraverso il Freedom of Information Act (il Foia) che permette a ogni cittadino, americano o straniero, di ottenere i documenti della pubblica amministrazione, pagando soltanto le spese per le fotocopie. (I giornalisti e le università non devono pagare nemmeno quelle).

Il Foia è nato in Svezia e Finlandia dopo la seconda guerra mondiale, è stato introdotto negli Stati Uniti nel 1966 e ora è diffuso in una ottantina di Paesi di tutto il mondo, compresa l’India (che ha in vigore una delle versioni più ampie). Per sapere come farlo funzionare è utile la lettura di una tesi che sarà nei prossimi giorni pubblicata sul sito di Lsdi e su quello di Giornalismo e democrazia. L’autore è il giovane ricercatore Fabio Friso, che tra l’altro ha passato un periodo a Washington per provare le regole sul campo.

…read full articles of "”Ma che torture…”"

Blogger di tutte le Russie, unitevi!

di Redazione | 12 dicembre 2009 

Manifesto
Lo scrittore Oleg Kozyrev e il blogger Viktor Korb hanno fondato alla fine di novembre un sindacato dei blogger russi e diffuso un Manifesto che punta sulla difesa della libertà di espressione, di impresa, di diffusione dell’ informazione, di creazione artistica e di riunione – In primo piano la difesa dei blogger arrestati o sotto processo – Invitato ironicamente ad aderire anche il più illustre dei blogger russi, il presidente Medvedev

———-

Difendere i propri diritti e le proprie libertà di blogger non è affare di poco conto in Russia. E per farlo è stato creato un sindacato della blogosfera russa con l’ ambizione di federare tutta la comunità dei blogger attorno a un Manifesto.

Lo annuncia leblogdesblogs, spiegando che il Manifesto dei Sindacato dei blogger russi, pubblicato il 27 novembre scorso, proclama la difesa della libertà di espressione, di impresa, di diffusione dell’ informazione, di creazione artistica e di riunione, così come il rispetto del diritto d’ autore e di archiviazione dei contenuti.
Dettaglio importante, aggiunge leblogdesblogs, il sindacato afferma la propria indipendenza da ogni partito o movimento politico.

…read full articles of "Blogger di tutte le Russie, unitevi!"

Sulla tomba di Anna Politkovskaja in nome della libertà di informazione

di Redazione | 9 settembre 2009 

mosca-tomba Una delegazione dell’ associazione ‘’Annaviva’’ e una collaboratrice di Lsdi hanno compiuto un viaggio a Mosca rendendo omaggio, nell’ anniversario della nascita, alla tomba della giornalista uccisa e incontrando giornalisti e attivisti dei diritti umani per capire la situazione della libertà di stampa in Russia e nel Caucaso – “Di fatto, con l’omicidio di Anna Politkovskaja e Nataša Estemirova le informazioni sul Caucaso Settentrionale hanno smesso di arrivare. Era quello lo scopo”, racconta Dmitryj Muratov, direttore di Novaja Gazeta, il quotidiano per cui le due giornaliste lavoravano – “Non si può dire che ci sia censura, c’è autocensura. La maggior parte dei giornalisti che lavorano nei giornali, nelle televisioni prendono questa decisione”

———-

Dopo l’ uccisione del giornalista Malik Akhmedilov e degli attivisti per i diritti umani Natal’ja Estemirova, Sarema Sadulaeva e Alik Džabrailov, vari giornali e ong hanno scelto di non avere referenti nel Caucaso.

Il che equivale in qualche modo a dover barattare la propria ragione di essere con la sicurezza dei   cardini della propria autorevolezza. Senza contare che non si è palesato alcun tipo di sostegno anche solo morale né da parte delle autorità cecene né da parte delle autorità russe. 

Anzi, i vertici russi e ceceni si sono mossi all’unisono per difendere l’operato del presidente Ramzan Kadyrov, ritenuto da molti coinvolto sia nell’omicidio di Anna Politkovskaja che in quello di Natal’ja Estemirova.

Come vivono questa situazione Memorial e Novaja Gazeta, colpite dalle perdite umane dei propri  collaboratori? Come vedono il futuro del Caucaso e della Russia alla luce degli ultimi eventi?

Per rispondere a queste domande e toccare con mano la situazione della libertà di stampa in Russia, alcuni rappresentanti dell’ associazione ‘’Annaviva’’ e Valentina Barbieri di lsdi si sono recati a Mosca in occasione dell’anniversario di nascita di Anna Politkovskaja.

Dagli incontri avvenuti in modo voluto o fortuito nasce questo reportage, che illustra i pensieri e le sensazioni di questo viaggio di “turismo responsabile”.

———-

…read full articles of "Sulla tomba di Anna Politkovskaja in nome della libertà di informazione"

Natal’ja Estemirova impegnata in una inchiesta parallela sull’ uccisione di Anna Politkovskaja

di Redazione | 29 agosto 2009 

natalja La collaboratrice del centro Memorial uccisa nel Caucaso il 15 luglio era arrivata a formulare teorie sull’ omicidio alternative a quelle ufficiali – Ma nel corso del processo in tribunale per la morte della Politkovskaja non è mai stata chiamata a deporre come teste e la sua voce era e rimarrà inascoltata – Il groviglio del Caucaso dietro l’ assassinio – Con la morte della Estemirova e della Politkovskaja, per Memorial “è finita l’ epoca del forte giornalismo civile e della difesa dei diritti umani in Cecenia” – Drammatiche pressioni sui militanti dei diritti umani costretti a un temporaneo ripiegamento dalla regione

———-

di Valentina Barbieri

La morte dell’ attivista Natal’ja Estemirova, uccisa nel Caucaso il 15 luglio, ha attraversato i cieli dei media come una stella cadente.

Il tempo di dire “un’ altra”… e poi si è passati oltre, senza cercare davvero di approfondire che cosa sta accadendo nel Caucaso, perché per le organizzazioni non governative non è più sicuro avere dei referenti in Cecenia, perché un giornale come la Novaja Gazeta ha ritirato gli inviati dalla zona.

…read full articles of "Natal’ja Estemirova impegnata in una inchiesta parallela sull’ uccisione di Anna Politkovskaja"