A cinque anni dal delitto l’ inchiesta sull’ uccisione della giornalista della Novaja Gazeta continua e, pur se a fatica, comincia a coinvolgere anche personaggi delle istituzioni, come un dirigente delle forze speciali di polizia e un rappresentante della comunità cecena a Mosca, oltre ad esponenti del mondo dei grandi affari, come l’ex magnate Boris Abramovič Berezovskij - Ma per quest’ ultimo capitolo, molti osservatori, fra cui Il’ja Politkovskij, figlio della giornalista assassinata, guardano con diffidenza alle accuse mosse nei suoi confronti - E il suo legale parla di accusa strumentale, volta a ottenere la sua estradizione in Russia: ‘’visto che tutti i tentativi di estradarlo non hanno mai ottenuto successo, sperano che una nuova accusa in questo caso di omicidio li aiuterà a risolvere questo problema’’- Il processo costituisce un test anche per Medvedev stesso, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno: la cattura del mandante dell’ uccisione della giornalista potrebbe essere una carta piuttosto alta da giocare
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di Valentina Barbieri
Sono passati quasi 5 anni dall’ assassinio di Anna Politkovskaja, avvenuto il 6 ottobre 2006 nel pieno centro di Mosca. I colpi di scena non sono mancati ma i
Anna Politkovskaja, il processo banco di prova decisivo per il riformismo in Russia
A cinque anni dal delitto l’ inchiesta sull’ uccisione della giornalista della Novaja Gazeta continua e, pur se a fatica, comincia a coinvolgere anche personaggi delle istituzioni, come un dirigente delle forze speciali di polizia e un rappresentante della comunità cecena a Mosca, oltre ad esponenti del mondo dei grandi affari, come l’ex magnate Boris Abramovič Berezovskij - Ma per quest’ ultimo capitolo, molti osservatori, fra cui Il’ja Politkovskij, figlio della giornalista assassinata, guardano con diffidenza alle accuse mosse nei suoi confronti - E il suo legale parla di accusa strumentale, volta a ottenere la sua estradizione in Russia: ‘’visto che tutti i tentativi di estradarlo non hanno mai ottenuto successo, sperano che una nuova accusa in questo caso di omicidio li aiuterà a risolvere questo problema’’- Il processo costituisce un test anche per Medvedev stesso, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno: la cattura del mandante dell’ uccisione della giornalista potrebbe essere una carta piuttosto alta da giocare
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di Valentina Barbieri
Sono passati quasi 5 anni dall’ assassinio di Anna Politkovskaja, avvenuto il 6 ottobre 2006 nel pieno centro di Mosca. I colpi di scena non sono mancati ma i
Commotion, una Rete a prova di censura
Uk: forti pressioni della polizia anche sui media tradizionali
‘’Arrestiamo i social network’’, a Londra incontro governo-web companies
Osannate durante la cosiddetta primavera araba e demonizzate in occasione degli scontri che hanno recentemente infiammato l’Inghilterra, le maggiori piattaforme social (Facebook e Twitter in testa) sono state convocate dal ministro degli interni Theresa May – Al centro della consultazione le proposte di chiusura in caso di nuove rivolte avanzate dal primo ministro Cameron - Fenomenologia di un strumento (è solo di questo che si tratta?) policromo che si nutre di contrasti e contraddizioni, sfugge ad una definizione univoca e non può essere ingabbiato in un giudizio onnicomprensivo
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(Rettifica: per errore è stata indicata come data dell' incontro quella del 1° settembre; in realtà la consultazione si è tenuta il 25 agosto, e le posizioni delle web companies sono state quelle riportate nell' articolo, ndr)
di Andrea Fama
Domani a Londra i rappresentanti dei maggiori social network (Facebook e Twitter in testa) si incontreranno con il segretario agli affari interni, Theresa May, per discutere la proposta avanzata dal Primo Ministro inglese David Cameron di bandire i sospetti rivoltosi dai siti social o, in alternativa, di chiudere i siti durante altre eventuali rivolte.
Ma dai dirigenti dei siti web non dovrebbe venire
Democrazia e media digitali: Generazione Facebook a Baku
Uk riots, l’ uso di Twitter e Facebook è un diritto fondamentale?
I social network non sono come un’ autostrada che si può chiudere in casi di emergenza, come sostiene il primo ministro inglese, e farlo – sostenendo che ‘’non sarà certo la fine del mondo’’ – significherebbe violare il principio e il diritto della libertà di espressione – Una mossa che governi repressivi di paesi come Cina e Iran accoglierebbero con entusiasmo, come una indiretta giustificazione delle loro politica repressiva - Matthew Ingram su Gigaom e Giovanni Boccia Artieri sulla scoperta dell’ ''uncivic engagement''
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Mentre due giovani inglesi, di 20 e 22 anni sono stati condannati a 4 anni di reclusione per aver usato Facebook per lanciare un appello a scendere in piazza (come tanti altri avevano fatto in Tunisia o in Libia), in Parlamento il primo ministro britannico David Cameron ha spiegato che il governo prendeva seriamente in considerazione l’ ipotesi di bloccare l’ uso collettivo di social network come Facebook e Twitter, paragonando questo dipo di blocco alla chiusura di una strada o alla sospensione del servizio ferroviario a causa di una emergenza.
Intanto, sul Wall Street Journal Gordon Crovitz, un noto commentatore, utilizzava lo stesso argomento, sostenendo che un
Il Triangolo del Caucaso, un forte attivismo online difficile da tradurre nella vita reale
In una intervista a Lsdi Letizia Gambini racconta la sua esperienza con ''The Caucasus Triangle'', un documentario sul rapporto tra giovani, media e democrazia in Georgia, Armenia e Azerbaijan di cui abbiamo già parlato qualche giorno fa - Un lavoro che servirà anche per alimentare il dibattito sulla libertà di informazione e sul Caucaso
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''La rete è ancora una rete d' élite, non di massa. Continuano a farla da padroni i mass media tradizionali, televisione e giornali, ma le nuove generazioni sempre più si stanno riversando online e questo è un fattore molto positivo. Internet è meno regolato e ha barriere di accesso minori per le giovani generazioni per entrare e per creare forum di opinione anche apertamente in contrasto con il governo''.
In una conversazione con Lsdi, Letizia Gambini racconta il senso di ''The Caucasus Triangle'', un
Un milione e 300.000 siti web sono stati chiusi in Cina nel corso del 2010. Il dato viene da una fonte ufficiale, l’ Accademia cinese di Scienze sociali che – come riferisce la
Ossigeno per l' informazione si rivolge al Parlamento denunciando come sia ''paradossale che in Italia si possa considerare reato ciò che in nome della libertà si ritiene giusto in Libia o in Siria'' – Lo storico e blogger siciliano annuncia ricorso in Cassazione per provocare un pronunciamento di legittimità della Suprema Corte su una questione ''di interesse generale, con pesanti effetti sulla libertà di espressione e di informazione''.
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''C'è una contraddizione evidente fra la sentenza di Catania e ciò che ogni giorno ci fa inneggiare al grande potenziale liberatorio di Internet e al vento rinnovatore della ''primavera araba'', ci fa parteggiare per i blogger dei paesi arabi che, proprio pubblicando notiziari liberi, non autorizzati, stanno contribuendo a rovesciare regimi totalitari ed autocratici. E' paradossale che in Italia si possa considerare reato ciò che in nome della libertà si ritiene giusto in Libia o in Siria. Di fronte a una così palese distanza fra l'orientamento dell'opinione pubblica quello di alcuni giudici e bene che sia il Parlamento a dire una parola chiara''.
Alberto Spampinato, direttore di Osssigeno per l’Informazione, interpreta così, aggiungendo un appello al Parlamento, la protesta che sta montando
In un incontro a Vittorio Veneto Vera Politkovskaja, la figlia della giornalista russa uccisa nel 2006 a Mosca, e Leonardo Coen, inviato di Repubblica, parlano di coraggio e di testardaggine, due qualità che in Russia possono essere fatali – Vera: “Le minacce sono state parte della nostra vita da sempre. All’ inizio a riceverle era mio padre, che lavorava nel giornalismo d’opposizione. Poi si sono rivolte a mia mamma. E sono aumentate quando lei ha iniziato ad occuparsi di Cecenia’’ – Coen: ‘’La Politkovskaja ha rappresentato un tipo di giornalismo inedito in Russia, scritto in modo molto lucido, con poca enfasi e molta concretezza” - Di fronte a ogni giornalista c' è un bivio molto chiaro: seguire i dettami e fare carriera o esprimere la propria posizione e subirne le conseguenze: la seconda linea è quella scelta dal giornale “Novaja Gazeta”
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di Valentina Barbieri
‘’Libera stampa!’’
Quest’ esclamazione (o invocazione?) è il titolo di una serata sulla libertà di stampa tenutasi sabato 14 maggio a Vittorio Veneto (TV), organizzata dall’ associazione Mondo in Cammino e