Censura e sangue

Anna Politkovskaja, il processo banco di prova decisivo per il riformismo in Russia

22 settembre 2011
Anna A cinque anni dal delitto l’ inchiesta sull’ uccisione della giornalista della Novaja Gazeta continua e, pur se a fatica, comincia a coinvolgere anche personaggi delle istituzioni, come un dirigente delle forze speciali di polizia e un rappresentante della comunità cecena a Mosca, oltre ad esponenti del mondo dei grandi affari, come l’ex magnate Boris Abramovič Berezovskij - Ma per quest’ ultimo capitolo, molti osservatori, fra cui Il’ja Politkovskij, figlio della giornalista assassinata, guardano con diffidenza alle accuse mosse nei suoi confronti  - E il suo legale parla di accusa strumentale, volta a ottenere la sua estradizione in Russia: ‘’visto che tutti i tentativi  di estradarlo non hanno mai ottenuto successo, sperano che una nuova accusa in questo caso di omicidio li aiuterà a risolvere questo problema’’- Il processo costituisce un test anche per Medvedev stesso, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno: la cattura del mandante dell’ uccisione della giornalista potrebbe essere una carta piuttosto alta da giocare -------- di Valentina  Barbieri Sono passati quasi 5 anni dall’ assassinio di Anna Politkovskaja, avvenuto il 6 ottobre 2006 nel pieno centro di Mosca.  I colpi di scena non sono mancati ma i

Commotion, una Rete a prova di censura

6 settembre 2011
CommotionUna ventina di ricercatori stanno lavorando a Washington a un’ internet molto diversa da quella a cui siamo abituati, a banda larghissima, che vive soltanto sulle frequenze Wi-Fi, senza appoggiarsi ad alcuna infrastruttura di telecomunicazioni esistente, e a prova di intercettazioni perché criptata ---------- di Pino Bruno (pinobruno.it) Nel cuore di Washington, a pochi isolati dalla Casa Bianca, al quinto piano di un palazzo accogliente e anonimo, c’è chi lavora a un’internet molto diversa da quella a cui siamo abituati. Una rete a banda larghissima, che nasce e vive soltanto sulle frequenze Wi-Fi, senza appoggiarsi ad alcuna infrastruttura di telecomunicazioni esistente, a prova di intercettazioni perché criptata. Sono una ventina gli scienziati che stanno per realizzare l’utopia libertaria di hacker e cyberattivisti di tutto il mondo. Nome in codice Commotion[1], il progetto è portato avanti da Sascha Meinrath, precursore delle reti civiche e da sempre sostenitore della Free Internet, con il collettivo di giornalisti per la controinformazione Indymedia. (continua...)

Uk: forti pressioni della polizia anche sui media tradizionali

31 agosto 2011
Riots Dopo i social network, la polizia preme anche sulle testate giornalistiche  per ottenere il materiale raccolto durante gli scontri - Giornali ed emittenti non vogliono passare per il ‘braccio probatorio’ delle forze dell’ ordine e annunciano battaglia – La BBC in particolare ha fatto sapere che non consegnerà alcun materiale se non dietro ordine del tribunale. “Per noi si tratta di una questione di principio” ----- (a.f) - Oltre alla volontà di controllare i social network, la Metropolitan Police inglese sta premendo affinché giornali ed emittenti, inclusi Sky News e il Guardian, consegnino alle autorità tutti i video e le fotografie relative alle recenti rivolte londinesi. Lo racconta lo stesso Guardian, spiegando che ITN (che produce ITV News e Channel 4 News), il Times e anche la BBC sono tra le testate che resistono alle pressioni di Scotland Yard, volte ad ottenere il materiale che “potrebbe mostrare il perpetrarsi del crimine”. Le autorità si sono mosse sulla scorta dell’appello del Premier David Cameron ad una maggiore assunzione di  "responsibilità" da parte dei media, cui è stato

‘’Arrestiamo i social network’’, a Londra incontro governo-web companies

31 agosto 2011
LondraOsannate durante la cosiddetta primavera araba e demonizzate in occasione degli scontri che hanno recentemente infiammato l’Inghilterra, le maggiori piattaforme social (Facebook e Twitter in testa) sono state convocate dal ministro degli interni Theresa May – Al centro della consultazione le proposte di chiusura in caso di nuove rivolte avanzate dal primo ministro Cameron - Fenomenologia di un strumento (è solo  di questo che si tratta?)  policromo che si nutre di contrasti e contraddizioni, sfugge ad una definizione univoca e non può essere ingabbiato in un giudizio onnicomprensivo ---------- (Rettifica: per errore è stata indicata come data dell' incontro quella del 1° settembre; in realtà la consultazione si è tenuta il 25 agosto, e le posizioni delle web companies sono state quelle riportate nell' articolo, ndr) di Andrea Fama Domani a Londra i rappresentanti dei maggiori social network (Facebook e Twitter in testa) si incontreranno con il segretario agli affari interni, Theresa May, per discutere la proposta avanzata dal Primo Ministro inglese David Cameron di bandire i sospetti rivoltosi dai siti social o, in alternativa, di chiudere i siti durante altre eventuali rivolte. Ma dai dirigenti dei siti web non dovrebbe venire

Democrazia e media digitali: Generazione Facebook a Baku

26 agosto 2011
Baku-generazioneFB Un documento dell’ European Stability Initiative racconta il modo con cui i movimenti giovanili in Azerbaijan hanno usato i social media per affermare la necessità di un forte cambiamento – La nascita di OL (‘’Sii!’’ – Se vuoi vedere il cambiamento, sii il cambiamento) e di ADR (Repubblica Democratica dell’Azerbaijan), le lettere che ricordano il primo stato indipendente azero (1918/1920), diventato per i nuovi giovani il simbolo di un futuro diverso e democratico – Il processo contro due attivisti azeri leader delle nuove forme di protagonismo e di rivolta, che fanno dei media digitali una delle basi essenziali: i movimenti, ora, sono fatti anche di click ------ di Valentina Barbieri Le rivoluzioni degli ultimi anni passano anche attraverso i nuovi media. La testimonianza più lampante è stata sicuramente quella delle rivolte dei paesi arabi, ma anche altri recenti movimenti di aspirazione democratica hanno sfruttato con grande efficacia gli stessi strumenti. Un documento pubblicato dall’ European Stability Initiative riporta l’interessante caso della Generazione Facebook a Baku. Adnan, Emin e il futuro del dissenso in Azerbaijan. Non si può qui parlare di una reazione unitaria, quanto di una serie di movimenti giovanili nati a

Uk riots, l’ uso di Twitter e Facebook è un diritto fondamentale?

18 agosto 2011
RiotsI social network non sono come un’ autostrada che si può chiudere in casi di emergenza, come sostiene il primo ministro inglese, e farlo – sostenendo che ‘’non sarà certo la fine del mondo’’ – significherebbe violare il principio e il diritto della libertà di espressione – Una mossa che governi repressivi di paesi come Cina e Iran accoglierebbero con entusiasmo, come una indiretta giustificazione delle loro politica repressiva  - Matthew Ingram su Gigaom e Giovanni Boccia Artieri sulla scoperta dell’ ''uncivic engagement'' ------------ Mentre due giovani inglesi, di 20 e 22 anni sono stati condannati a 4 anni di reclusione per aver usato Facebook per lanciare un appello a scendere in piazza (come tanti altri avevano fatto in Tunisia o in Libia),  in Parlamento il primo ministro britannico David Cameron ha spiegato che il governo prendeva seriamente in considerazione l’ ipotesi di bloccare l’ uso collettivo di social network come Facebook e Twitter,  paragonando questo dipo di blocco alla chiusura di una strada o alla sospensione del servizio ferroviario a causa di una emergenza. Intanto, sul Wall Street Journal Gordon Crovitz, un noto commentatore,  utilizzava lo stesso argomento, sostenendo che un

Il Triangolo del Caucaso, un forte attivismo online difficile da tradurre nella vita reale

20 luglio 2011
Caucaso

In una intervista a Lsdi Letizia Gambini racconta la sua esperienza con ''The Caucasus Triangle'', un documentario sul rapporto tra giovani, media e democrazia in Georgia, Armenia e Azerbaijan di cui abbiamo già parlato qualche giorno fa - Un lavoro che servirà anche per alimentare il dibattito sulla libertà di informazione e sul Caucaso

-----

''La rete è ancora una rete d' élite, non di massa. Continuano a farla da padroni i mass media tradizionali, televisione e giornali, ma le nuove generazioni sempre più si stanno riversando online e questo è un fattore molto positivo. Internet è meno regolato e ha barriere di accesso minori per le giovani generazioni per entrare e per creare forum di opinione anche apertamente in contrasto con il governo''.

In una conversazione con Lsdi, Letizia Gambini racconta il senso di ''The Caucasus Triangle'', un

Cina, chiusi 1,3 milioni di siti web nel 2010

17 luglio 2011
Cina Un milione e 300.000 siti web sono stati chiusi in Cina nel corso del 2010. Il dato viene da una fonte ufficiale, l’ Accademia cinese di Scienze sociali che – come riferisce la BBC – ha precisato che alla fine dell’ anno scorso c’ erano il 41% di siti web in meno rispetto al 2009. Nonostante questo, la Cina popolare avrebbe un ‘’alto livello di libertà di espressione online’’ ha detto Liu Ruisheng, uno dei ricercatori dell’ Accademia, aggiungendo che nonostante il declino del numero di siti, quello delle pagine sarebbe cresciuto, toccando i 60 miliardi, durante il 2010, con un incremento del 79% rispetto all’ anno precedente. ‘’Questo – ha osservato – significa che i nostri contenuti stanno diventando più forti e la nostra supervisione è più stretta e regolata’’. Molte associazioni per i diritti umani – prosegue la BBC – da tempo protestano contro la censura del web da parte delle autorità cinesi, che hanno imposto una vasta e profonda rete di controlli. Un gran numero di siti online vengono quotidianamente bloccati, fra cui il servizio in lingua cinese della BBC, Facebook, Youtube e Twitter.

Blog come stampa clandestina, mobilitazione e proteste per la condanna di Carlo Ruta

27 maggio 2011
carlo-ruta Ossigeno per l' informazione si rivolge al Parlamento denunciando come sia ''paradossale che in Italia si possa considerare reato ciò che in nome della libertà si ritiene giusto in Libia o in Siria'' – Lo storico e blogger siciliano annuncia ricorso in Cassazione per provocare un pronunciamento di legittimità della Suprema Corte su una questione ''di interesse generale, con pesanti effetti sulla libertà di espressione e di informazione''. ----- ''C'è una contraddizione evidente fra la sentenza di Catania e ciò che ogni giorno ci fa inneggiare al grande potenziale liberatorio di Internet e al vento rinnovatore della ''primavera araba'', ci fa parteggiare per i blogger dei paesi arabi che, proprio pubblicando notiziari liberi, non  autorizzati, stanno contribuendo a rovesciare regimi totalitari ed autocratici. E' paradossale che in Italia si possa considerare reato ciò che in nome della libertà si ritiene giusto in Libia o in Siria. Di fronte a una così palese distanza fra l'orientamento dell'opinione pubblica quello di alcuni giudici e bene che sia il Parlamento a dire una parola chiara''.    Alberto Spampinato, direttore di Osssigeno per l’Informazione, interpreta così, aggiungendo un appello al Parlamento, la protesta che sta montando

‘Libera stampa!’, un omaggio alla Politkovskaja e alla responsabilità della memoria

18 maggio 2011
Anna-Politkvoskaja In un incontro a Vittorio Veneto Vera Politkovskaja, la figlia della giornalista russa uccisa nel 2006 a Mosca, e Leonardo Coen, inviato di Repubblica, parlano di coraggio e di testardaggine, due qualità che in Russia possono essere fatali – Vera: “Le minacce sono state parte della nostra vita da sempre. All’ inizio a riceverle era mio padre, che lavorava nel giornalismo d’opposizione. Poi si sono rivolte a mia mamma. E sono aumentate quando lei ha iniziato ad occuparsi di Cecenia’’ – Coen: ‘’La Politkovskaja ha rappresentato un tipo di giornalismo inedito in Russia, scritto in modo molto lucido, con poca enfasi e molta concretezza” - Di fronte a ogni giornalista c' è un bivio molto chiaro: seguire i dettami e fare carriera o esprimere la propria posizione e subirne le conseguenze: la seconda linea è quella scelta dal giornale “Novaja Gazeta” --------- di Valentina Barbieri ‘’Libera stampa!’’ Quest’ esclamazione (o invocazione?) è il titolo di una serata sulla libertà di stampa tenutasi sabato 14 maggio a Vittorio Veneto (TV), organizzata dall’ associazione Mondo in Cammino e patrocinata da Lsdi. Mondo in Cammino cura progetti di cooperazione internazionale e di solidarietà nell’area post-sovietica,