Rai, l’editoria, la rete e il loro futuro

10 Gennaio 2007
Editoria e futuroPermangono le incertezze in merito al nuovo contratto di servizio della Rai diffuso lo scorso 4 dicembre: prima era stata annunciata una riforma piuttosto radicale tanto da arrivare anche a includere le licenze Creative Commons per i contenuti prodotti dal servizio pubblico. Tuttavia un'analisi di Diego Galli sul testo giunto alla commissione di vigilanza, scaricabile da qui, fa notare che, in tema di diritti, non ci sono riferimenti diretti a licenze d'uso più o meno libere e si parla semmai dell'"impiego delle più opportune tecnologie". Una questione in qualche modo collegata è poi quella della riforma della legge sull'editoria di cui si era parlato qualche giorno fa: il testo da presentare in parlamento dovrebbe derivare alla consultazione diretta dei cittadini attraverso un questionario da scaricare dalla rete. Solo che... sorvolando sul fatto che il questionario e' in .doc (in alternativa ne esiste una versione in .pdf, ma per i cittadini poco avvezzi all'uso di strumenti di editing per questo genere di file diventa complesso compilare il documento per poi rispedirlo per posta elettronica), le domande sono eccessivamente tecnicistiche e

Wikimedia, pubblicità e progetti in rete

4 Gennaio 2007
Wikimedia FoundationMentre è in corso una discussione a più voci su blog ed etica, un dibattito analogo ha preso il via in seno alla Wikimedia Foundation e alla sua campagna di raccolta fondi. Un buon sunto lo fa Mike Linksvayer in merito, più specificamente, alla questione inserzionisti pubblicitari. Uno dei quali potrebbe essere il braccio benefico della Virgin e in proposito lo scrittore e programmatore canadese Evan Prodromou dice: «Non sono in sintonia con questa gente, anzi, mi trovo in sostanziale opposizione. Penso però che l'elevato traffico web generato da Wikipedia sia una risorsa che la Fondazione sperpera. Un traffico simile vale decine se non centinaia di milioni in entrate pubblicitarie ogni anno. È denaro che potrebbe essere utilizzato per diffondere (liberamente e gratuitamente) libretti simil enciclopedie a milioni di studenti e bambini, nella loro lingua, in tutto il mondo. È irresponsabile snobbare questa opportunità». Mentre il fondatore di Wikipedia, Jimmi Wales, rimane ancora fedele al suo concetto di libertà (riassumibile in free as in speech, not free as in beer), avendo in passato  confermato l'apertura alla pubblicità sul Time Online (britannico), Linksvayer

I padroni delle notizie: pubblicità occulta e informazione mainstream

8 Dicembre 2006
I padroni delle notizie di Giuseppe AltamoreDice bene Giuseppe Altamore, nelle conclusioni del suo libro I padroni delle notizie, quando spiega di aver cercato di "lanciare un allarme". Nel suo breve saggio, infatti, traccia un panorama minaccioso per l'informazione mainstream che ogni giorno viene proposta a chiunque apra un quotidiano o veda un telegiornale. La causa? La pubblicità occulta. L'autore parla di "inquinamento silenzioso [che] contamina il rapporto di fiducia che si instaura tra il giornalista, la testata [...] e il pubblico". Una forma di "inquinamento" nata, almeno per l'Italia, dall'intuizione di un farmacista bresciano che, nella seconda metà dell'Ottocento, colse in pieno le potenzialità di vendita insite nel rapporto tra informazione e pubblicità finendo per fondare una delle concessionarie oggi più fiorenti. (altro…)

Net-Left: nuovo soggetto politico-digitale

1 Dicembre 2006
Net-LeftVerso la sinistra europea passando per la rete e utilizzando gli strumenti che mette a disposizione. Sono in estrema sostanza scopo e il fulcro di Net Left, nuovo soggetto che si presenta domani, 2 dicembre, a Roma in un incontro pubblico all'Università Valdese. Malgrado la struttura del gruppo sia ancora in costruzione, il relativo blog è attivo da qualche giorno così come i mezzi di coordinamento delle varie attività: una mailing list di discussione pubblica e una di coordinamento riservata agli operativi, oltre all'immacabile wiki. Il mondo dell'attivismo digitale italiano si arricchisce così di un osservatorio sull'innovazione e sulla comunicazione, a cui si affiancheranno eventi al momento in corso di valutazione.

“Sui media non si media”

24 Novembre 2006
«Il cosiddetto mainstream informativo-comunicativo [...] è essenziale, a nostro avviso, che lo si guardi, lo si critichi, lo si analizzi, lo si studi da tutte le parti possibili e immaginabili, tranne dalla prospettiva ufficiale che esso propone e impone, quando, descrivendo se stesso, si traveste da rappresentazione della realtà. Poiché già sappiamo che essa è falsa». Giulietto Chiesa non si dilunga nella presentazione di aideM - Rivista di critica della comunicazione (Chiementi Editore), trimestrale al debutto che dirige insieme a Adalberto Minucci. Va al sodo per descrivere l'obiettivo della pubblicazione: smontare ogni genere di contenuto informativo per interpretarlo in base alle logiche politiche ed economiche che stanno alla base. (altro…)