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La politica scopre i social network, ma non li sa usare

In ‘’La Net comunicazione politica’’, un saggio edito da Franco Angeli, Francesco Pira racconta che la Rete viene vista soprattutto come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge un ruolo effettivo nella costruzione della partecipazione – ‘’I nostri leader e dirigenti non sono abituati ad essere uno dei nodi e non più una fonte utile per i giornalisti”

In Italia i social network vengono utilizzati dal 58% degli uomini politici, in prevalenza quelli under 30. Ma, se Fb o Twitter sono fortemente graditi – tanto che un parlamentare su 3 è presente su Facebook -, il modo con cui il ceto politico italiano si relaziona o, per meglio dire, non si relaziona, resta il punto centrale.

 

E’ lo sfondo su cui si sviluppa ‘’La Net comunicazione politica’’, un saggio del sociologo Francesco Pira* (edito da Franco Angeli nella Collana di Scienze della Comunicazione diretta dai professori Marino Livolsi e Mario Morcellini), secondo cui  “a tutti i livelli – politica locale, regionale, nazionale – la Rete vive come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge quel ruolo che sarebbe il suo naturale, per la costruzione della partecipazione, discussione e rafforzamento, del consenso nel tempo’’.

 

‘’Per la nostra politica – osserva l’ autore – è difficile pensare di entrare nella logica della comunicazione in rete, dove non si è più fonte  (soprattutto per i giornalisti) ma uno dei nodi”.

 

Così, se oltre il 60% dei deputati e senatori (secondo i dati offerti dal libro) hanno attivato uno strumento di comunicazione on line (il 62% tra i sindaci), “la politica italiana non ha fatto propri i nuovi strumenti e modelli relazionali. Sono ancora tante le ombre”.

 

Alla fine, osserva Pira, “la Rete non attira la politica ma piuttosto l’antipolitica. Il rapporto di leader e partiti con il web, al momento, è quello di un gioco che non determina con certezza consensi. E quindi l’intero eventuale utilizzo va discusso, ri-discusso, capito e ponderato’’.

 

‘’In pochi hanno compreso che i social network sono utili se fanno parte di una comunicazione integrata e quindi – continua l’ autore – sono parte importante della strategia, al pari di altri mezzi. Ma soprattutto è necessario ritrovare l’etica della politica, uscire dalle logiche della politica scandalistica, dal linguaggio populista per approdare ad un modello comunicativo relazionale, nel quale ai messaggi siano consequenziali gli atti. Il tutto, naturalmente, organizzato all’ interno di una strategia comunicativa ben progettata”.
 

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*Francesco Pira insegna teoria e tecniche delle relazioni pubbliche e comunicazione delle organizzazioni complesse nel Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche della Facoltà di Lingue dell’Università di Udine. Giornalista e Consigliere Nazionale dell’Associazione italiana della Comunicazione Pubblica.
Per la Franco Angeli ha pubblicato Di fronte al cittadino (2000), La nuova comunicazione politica (2004-2007)con L. Gaudiano, Come comunicare il sociale (2005), e con V. Marrali Infanzia, media e nuove tecnologie (2007), Come dire qualcosa di sinistra- Da Blair a Obama, dalla Terza Via al Presidente Youtube (2009).

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