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Quora, un nuovo accumulatore di conoscenze via crowdsourcing

E’ ancora in fase sperimentale, ma ha già raggiunto i 500.000 utenti il nuovo social network in funzione dal giugno scorso – Attraverso il meccanismo delle domande e risposte (Q&A), il sito punta ad essere ‘’un insieme in continuo miglioramento creato, curato ed organizzato dai suoi stessi utilizzatori’’ – Il sito, realizzato nel dicembre 2009 da due transfughi di Facebook, può contare già anche su un sito-parodia, Cwora

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– ‘’Julian Assange è un eroe o un mascalzone? Perché?’’

– ‘’Quali sono le motivazioni di Julian Assange?’’

– ‘’Julian Assange è un ex studente di Harvard?’’

Sono alcune delle domande su Assange (l’ argomento che abbiamo scelto per una piccola prova) che Quora inserisce fra le ‘’best questions’’ sul fondatore di WikiLeaks.

Nuovo arrivato fra i social network, al centro in questi giorni di un grandissimo interesse sulla Rete, Quora è una sorta di ‘’accumulatore di conoscenze’’: si basa sul meccanismo ‘Q&A’, delle domande e delle risposte da parte dei componenti della comunità sulle questioni di attualità; una Wikipedia in continuo movimento che punta sul crowdsourcing e sullo spirito di Twitter (soprattutto) o di Facebook.

Alla prima domanda, per esempio, hanno risposto 21 persone e le risposte vengono elencate a seconda del numero di giudizi positivi che registrano a mano a mano nella comunità. La prima, come si può vedere sul sito, ha ottenuto 114 voti, e 13 commenti, e sostiene che ‘’certo, Assange è un eroe’’.

Seguono via via le altre 20 risposte. Il sito aggiunge una sorta di sintesi generale delle risposte. ‘’E’ un eroe, ma c’ è stata troppa personalizzazione’’:

Quora si definisce «un insieme in continuo miglioramento di domande e risposte, creato, curato ed organizzato dai suoi stessi utilizzatori».

E’ ancora in fase beta, solo in lingua inglese,  e per poter creare un proprio account è necessario ottenere un invito.

Indicato come «la più grande invenzione nel blogging degli ultimi dieci anni» , Quora – rileva Simona Marchetti su Corriere.it – ‘’intende sfidare lo strapotere di Facebook e Twitter’’. Dal giugno scorso, quando è stato aperto al pubblico, il sito – realizzatato nel dicembre 2009 da Adam D’ Angelo e Charlie Cheever, due ex membri dello staff di Facebook, ha già raggiuntio i 500.000 utenti.

Le modalità di utilizzazione sono semplici: una volta connessi, via Twitter o Facebook, si possono aggiungere ed invitare gli amici, organizzare il proprio profilo ed inserire argomenti di interesse comune, divisi per valutazione, ed è anche possibile fare una richiesta diretta ad un utente.

«L’idea non è nuova e l’avevamo già vista con Yahoo Answers – ha spiegato all’Independent Chris Lake dell’ inglese Econsultancy – ma Yahoo ha fallito nell’aiutare le persone a connettersi, mentre Quora ha il networking di default e può essere usato da chiunque voglia contribuire a trovare risposte».

E a conferma del successo del sito – prosegue Corriere.it – è già nata la sua parodia (Cwora), mentre i critici suggeriscono che il rischio di Quora è che, crescendo come numero di utenti, possa diventare meno autorevole, soprattutto se i suoi utilizzatori fossero gli stessi che troviamo anche altrove, su siti concorrenti. «Mantenere l’integrità del nostro sistema è davvero importante per noi – ha sottolineato di recente Adam D’Angelo al sito TechCrunch – e per questo motivo abbiamo intenzione di investirvi tanto, a mano a mano che Quora crescerà».

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