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Polizia predittiva: un algoritmo per predire il crimine

L’ esperimento avviato a Santa Cruz, in California, ha permesso già di operare alcuni arresti – L’ algoritmo prevede quando e dove alcuni crimini potrebbero essere commessi e permette quindi di inviare sul campo degli agenti prima che i fatti si verifichino – Minority Report e il rischio sempre presente della criminalizzazione delle intenzioni

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La polizia di Santa Cruz, in California, ha avviato un esperimento di polizia preventiva vun algoritmo che prevede quando e dove alcuni crimini potrebbero essere commessi e permette quindi di inviare sul campo degli agenti prima che i fatti si verifichino.

Fino al 19 settembre – racconta Internetactu riprendendo un articolo di Jeol Shurkin – la polizia della città californiana aveva arrestato già cinque persone utilizzando questa tecnica, che è stata definita di ‘’polizia predittiva’’, mentre i tassi di alcune categorie di reati sono diminuiti in maniera significativa.

Il programma – sempre secondo Shurkin – avrebbe permesso di predire correttamente il 40% dei reati che si sono verificati. E la polizia ha spiegato che, se questi programmi risultassero affidabili, potrebbero aiutare di dispiegare le sue forze in maniera più efficace.

A differenza dal racconto di Philip K. Dick, The Minority Report, e del film ad esso ispirato, il programma non si basa su dei mutanti ma su dei calcoli di probabilità. Il programma (qui la presentazione e le spiegazioni supplementari) provengono dal campo della matematica applicata e l’ algoritmo è stato sviluppato da  un matematico di 29 anni dell’ Università di Santa Clara.

Non si tratta del primo algoritmo in questo campo. Come ricorda Internetactu, alter tecniche per prevenire il crimine erano state messe a punto, fra cui quella più nota, Compstat (Wikipedia), utilizzata a metà degli anni Novanta dalla polizia di New York per indagare sui fatti più gravi. Il programma utilizzata a Santa Cruzz si concentra invece in particolare sui reati contro la proprietà, come furti di auto e in appartamenti.

L’ algoritmo si basa su dei calcoli utilizzati per prevedere le repliche sismiche che seguono un grosso terremoto. Al centro del programma l’ idea che i criminali commettono spesso un secondo reato, o un terzo, nello stesso luogo e alla stessa ora se il primo è riuscito. Per esempio se un ladro riesce a entrare in una casa alle due del pomeriggio in una certa zona perché l’ appartamento era vuoto, utilizzerà questa esperienza in un’ altra casa dello stesso quartiere alla stessa ora.

Nel caso di SantaCruz, che si trova sulla costa californiana e ospita il campus della California University, dovrebbe avvenire quattro giorni dopo il primo furto. L’ algoritmo lo sa perché il giovane ricercatore che lo ha realizzato ha utilizzato, inserendoli nel calcolatore, i dati di otto anni di ‘’storia criminale’’ della città.

Il programma fornisce due orari possibili per ciascun reato e le pattuglie di agenti si muovono ogni giorno sulla base di una mappa con i dieci principali obbiettivi da sorvegliare.

Il programma non fornisce ovviamente alla polizia dei dati legali che consenta di procedere ad arresti preventivi, ma delle buone ragioni per identificare e interrogare eventuali persone sospette che vengono trovate in quel determinato posto a quell’ ora.

Da quando è stato avviato, nel luglio scorso, i furti in appartamento a Santa Cruz sono diminuiti del 27%. Anche se il suo contributo rispetto a questa diminuzione non può essere attribuito con certezza, la polizia pensa che la presenza di pattuglie sui luoghi in cui è probabile la commissione di un reato possa avere un effetto dissuasivo.

Non si può che essere contenti  per una politica di pubblica sicurezza preventiva piuttosto che repressiva – commenta Xavier de la Porte, di Internetactu -, e se la presenza di una pattuglia basta a dissuadere non si opuò che essere favorevoli. Ma, nonostante questo, si possono ben intravedere le derive possibili e, in particolare, la criminalizzazione delle intenzioni, che non è mai troppo lontana (pericolo che proprio Philip K. Dick aveva identificato). Infine, si può dubitare dell’ efficacia a lungo termine di tali mezzi. Si può immaginare, ad esempio, che i topi d’ appartamento sapranno presto quali sono i parametri secondo cui si muove l’ algoritmo e basterà cambiare abitudini per rendere la previsione del tutto caduca.

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