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I social media come nuovo tessuto culturale

Brian Solis, uno dei maggiori esperti di nuovi media, parte dai dati di una recente ricerca della Nielsen sull’ uso dei social network negli Stati Uniti per sostenere che ormai essi rappresentano la ‘’nuova normalità’’ e per lanciare il suo ultimo saggio, The end of business as usual

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Le donne e gli internauti (di entrambi i generi) fra i 18 e i 34 anni sono, fra gli americani, i maggiori frequentatori dei media sociali (social network e blog). Le persone della fascia 35-49 sono dei visitatori altrettanto avidi visto che frequentano i social media con un tasso del 4% superiore alla media di tutti gli internauti americani.

Sono alcuni dei dati emersi da un recente Report della Nielsen sui Social Media.

Come si vede nella tabella, le donne superano nettamente i maschi – 103 a 96 -, mentre gli utenti fra i 18 e i 34 anni hanno una frequentazione delle reti sociali dell’ 8% superiore a quella della media degli americani.

Brian Solis, uno dei principali esperti Usa di nuovi media, offre sul suo blog (SocialmediaToday) una sintesi in sette punti degli altri principali risultati della Ricerca:

1)      Gli scettici verranno indicati come dei retrogradi: i media sociali non sono una moda, un capriccio. Il Rapporto spiega come negli Stati Uniti social media e blog siano ormai al primo nella classifica dei modi con cui gli americani utilizzano il loro tempo, con un valore di circa il 25% del tempo totale dedicato a internet.

2)      Quattro internauti su cinque visitano ogni giorno i social network

3)      Nel resto del mondo, nei 10 maggiori mercati blog e social media raggiungono il 75% degli internauti attivi

4)      Il 60% delle persone che usano tre o più strumenti di ricerca per l’ acquisto di prodotti online hanno avuto notizia di un brand o di un rivenditore specifico attraverso qualche sito di networking. E il 48% di questi consumatori hanno risposto a qualche offerta pubblicata dalle aziende su Facebook e Twitter.

5)      Il 70% degli adulti attivi online sui network comprano su internet.

6)      Il 53% degli adulti ottivi online seguono un marchio

7)      Tumblr ha quasi triplicato il suo bacino di utenza in appena un anno.

Nell’ articolo Solis annuncia anche un suo nuovo libro (The end of business as usual ) e per ribadire la sua tesi secondo cui ‘’i social media stanno diventando la nuova normalità’’, il nostro nuovo ‘’tessuto culturale’’.

I social media stanno chiaramente diventando la nuova normalità. Dopo aver aggiunto per diversi anni il termine ‘’social’’ a qualsiasi cosa – dai media al gioco, dal commercio al marketing, fino al business -, siamo finalmente arrivati al punto più alto della parabola e possiamo cominciare a capire che cosa tutto questo significhi e in che modo si possa applicare ai media e al business.

Via via che i media sociali diventano parte del nostro tessuto culturale e a mano a mano che vediamo quanto imprese, governi, società sportive e ogni altra organizzazione condividano socialmente i loro sforzi, ci rendiamo conto che tutto quello che vediamo non è che l’ inizio di ciò che un giorno diventerà molto più importante del medium stesso.

In effetti, i social media stanno influenzando il comportamento e nulla è più importante in ultima analisi della capacità di influenzare decisioni e modi di comportarsi. Insomma, non è tanto interessante sapere chi fra di loro vincerà la competizione, quanto piuttosto vedere come la gente consuma il suo tempo, interagendo e connettendosi gli uni con gli altri, e quale sarà il risultato di tutto questo.

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