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Giornalismo: scarsa attenzione all’ etica in Italia, ricerca

L’ 84% dei giornalisti milanesi e l’ 81% di quelli veneti sono fortemente critici sul grado di attenzione della professione nei confronti dei temi etici, più critici ancora di quanto si mostrino in generale i cittadini  (53%) – I dati in uno studio di AstraRicerche presentato a Milano in un convegno organizzato dall’ Ordine della Lombardia

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Nel giornalismo italiano c’ è scarsa attenzione verso i principi etici, parola di giornalisti. Il giudizio (apparentemente paradossale) è emerso da un sondaggio condotto da AstraRicerche presentato giovedì a Milano nel corso di un convegno su Etica e professione , organizzato dall’ Ordine dei giornalisti della Lombardia.

Si è trattato di una doppia indagine che ha coinvolto un campione di 1035 italiani fra i 15 e i 70 anni e un campione di 1.085 giornalisti iscritti agli Ordini della Lombardia e del Veneto.

E i professionisti dell’ informazione sono stati notevolmente più critici (e autocritici) rispetto ai cittadini sulla diffusione dei comportamenti propri del giornalismo etico in Italia, che è nulla o bassa per l’81% dei giornalisti veneti e per l’84% di quelli lombardi, mentre la percentuale scende al 53% per quanto riguarda i cittadini intervistati.

L’insoddisfazione nei confronti degli attuali standard etico-professionali del giornalismo italiano viene ampiamente confermata dalle valutazioni sul grado di eticità dei diversi media: in una scala da 1 a 10, solo Internet (voto medio 6.7) e la radio (voto medio 5.9) ottengono di un giudizio accettabile. Tutte le altre piattaforme di informazione sono sotto la sufficienza, con tv pubblica (4.7) e privata (4.6) agli ultimi posti.

Il giudizio negativo si estende anche anche a tutti i soggetti coinvolti nella comunicazione, dai giornalisti (5.1), agli addetti delle agenzie di relazioni pubbliche (voto 4.9), dagli editori (4.8) alle istituzioni (Stato, Regioni ed enti locali, 4.8).

Per quanto riguarda le azioni da adottare per accrescere il tasso di eticità del giornalismo, sia il campione dei cittadini che quello di giornalisti professionali assegna la maggiore efficacia al rispetto delle norme che già ci sono, seguita da eventuali sanzioni economiche, come la sospensione delle sovvenzioni alle testate che hanno comportamenti non etici, e, infine, da una migliore formazione dei futuri giornalisti.

All’ incontro sono intervenuti Pier Gaetano Marchetti, presidente Rcs Mediagroup, Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Luca Telese, giornalista del Fatto quotidiano, Annamaria Testa, pubblicitaria e docente alla Bocconi, e Massimo Tafi, presidente di Mediatyche.

Sul sito dell’ Ordine della Lomardia la sintesi dei loro interventi.

(Via Ansa, Quomedia)

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