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Giornalismo d’ inchiesta, il futuro è nelle Fondazioni e nelle banche dati pubbliche

Di fronte alla crisi dell’ editoria tradizionale e ai tagli consistenti nei budget delle redazioni,  i giornalisti americani interessati a non far morire il giornalismo investigativo stanno continuando a sperimentare nuove soluzioni – Sono a caccia di Fondazioni disposte a finanziare i loro progetti e stanno delineando un programma per cui il sostegno dell’ accesso alle informazioni pubbliche attraverso database e strumenti online è un tratto fondamentale – Non solo dei progetti lanciati in Colorado, ma di tutte le iniziative di giornalismo d’ inchiesta a livello Usa – L’ accesso alle informazioni renda le persone cittadini più attenti, produttivi e impegnati: senza di esso si crea distacco nei confronti dei processi politici e delle misure politiche

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(a.   f.) – Di fronte alla crisi dell’ editoria tradizionale e ai tagli consistenti nei budget delle redazioni,  i giornalisti americani interessati a non far morire il giornalismo investigativo stanno continuando a sperimentare nuove soluzioni. E sono a caccia di denaro per sostenere i propri progetti.

In Colorado ad esempio – raccontava qualche giorno fa Mallary Jean Tenore su Poynter.org – i giornalisti hanno affrontato la questione lanciando due progetti destinati ad aumentare la qualità e la quantità del giornalismo di inchiesta nello Stato.

I progetti – Colorado Data Commons e  CitizenAtlas – hanno beneficiato di un finanziamento di 336.900 dollari da parte della Knight Foundation, e sono solo due dei 19 progetti che quest’anno hanno vinto la  Knight Community Information Challenge, una competizione annuale che aiuta le fondazioni su base locale a soddisfare le esigenze in materia di informazione. La Knight Foundation ha stanziato un totale di 2,26 milioni di dollari per l’anno in corso.

“I tagli hanno colpito duramente in particolar modo il giornalismo di inchiesta. È’ parte di quello che il report “Information Needs” della Commissione Federale per le Comunicazioni americana (FCC) definisce una crisi nell’accountability journalism locale” (giornalismo di inchiesta basato su dati  e fatti oggettivi, NdT),  sostiene Eric Newton, consigliere del Presidente della Knight Foundation. “Ecco perché le organizzazioni no-profit stanno prendendo piede ed ottengono il sostegno delle fondazioni geograficamente vicine”.

Laura Frank, redattore capo del Rocky Mountain Investigative News Network, sostiene che i progetti lanciati in Colorado contribuiranno a colmare il vuoto creato dai tagli. Tale vuoto è stato particolarmente tangibile dopo la chiusura nel febbraio 2009 del Rocky Mountain News – che aveva in organico due giornalisti di inchiesta a tempo pieno ed un team di reporter impegnato a rotazione.

“La chiusura del Rocky è stata traumatica”, sostiene Frank, che era una dei due giornalisti di inchiesta a tempo pieno del giornale. “Ma per una porta che si chiude, ecco aprirsi un portone: ci sono progetti davvero eccitanti in corso, che potrebbero generare qualcosa di meglio rispetto a quanto già non avevamo”.

La speranza di Frank e delle altre persone coinvolte in Data Commons e CitizenAtlas – sottolinea Tenore – è che i progetti:

Data Commons è un progetto guidato dalla Denver Foundation, un gruppo che offre ai residenti di Denver interessanti possibilità di fare qualcosa per la propria comunità. In partnership con il Rocky Mountain Investigative Network e la Piton Foundation — un gruppo che sostiene i bambini indigenti e le loro famiglie – la Denver Foundation intende individuare le barriere che impediscono ai cittadini di accedere ai dati governativi, ed utilizzerà buona parte dei 134.900 dollari stanziati dalla Knight Foundation per creare strumenti online che facilitino l’accesso pubblico ai dati.

La Piton Foundation ha ricevuto 202.000 dollari per condurre il progetto CitizenAtlas, che è un’estensione di Data Commons. Con il sostegno della Denver Foundation e del Rocky Mountain Investigative News Network, la Piton intende realizzare degli strumenti che consentano ai cittadini di tradurre i dati in storie. La Fondazione intende, inoltre, fornire programmi e formazione ai cittadini più svantaggiati che desiderino raccontare le proprie storie ed utilizzare il sito di CitizenAtlas, una volta lanciato.

Rebecca Arno della Denver Foundation spera che CitizenAtlas diventi uno strumento che consenta di “unire dati ed elementi visivi e narrativi in un’unica storia, inoppugnabile e avvincente; uno strumento che consenta di trasformare i dati in visualizzazioni impattanti; nonché un luogo in cui raccogliere queste storie in un compendio di azioni portate avanti dalla comunità”.

Sia Data Commons che CitizenAtlas – continua Poynter.org – affrontano la realtà per cui molte persone vorrebbero accedere alle informazioni pubbliche ma non sanno come. “I cittadini vogliono scovare le informazioni da soli, e verificarne la veridicità”, sostiene Frank, osservando che molti enti pubblici rendono l’accesso ai dati particolarmente difficoltoso. “Possiamo aiutare questi cittadini ad accedere alle informazioni che forniscano loro le risposte alle proprie domande”.

Sostenere l’accesso alle informazioni pubbliche attraverso database e strumenti online è un tratto distintivo non solo dei progetti lanciati in Colorado, ma di tutte le iniziative di giornalismo d’inchiesta a livello nazionale. (Diversi dei vincitori del Knight News Challenge si ponevano un obiettivo simile).

Il Texas Tribune ha contribuito a spianare la strada con il proprio database interattivo, che ha consentito ai lettori di localizzare i propri legislatori al Campidoglio, di accedere alle informazioni relative ai detenuti e di apprendere come le minoranze abbiano determinato la crescita demografica in Texas. Quando mi sono occupato del database del sito, il redattore capo del Texas Tribune, Evan Smith, mi disse: “Riteniamo che l’accesso alle informazioni renda le persone cittadini più attenti, produttivi e impegnati. Senza l’accesso a tali informazioni si crea distacco nei confronti dei processi politici e delle misure politiche”

Gli altri due tratti distintivi di Data Commons e CitizenAtlas — la collaborazione ed il coinvolgimento pubblico –  rafforzano la nuova dimensione del giornalismo di inchiesta.

ProPublica, il Center for Public Integrity, il Center for Investigative Reporting ed il Rocky Mountain Investigative News Network (che è stato uno dei vincitori dello scorso Knight Community Information Challenge) collaborano tutti con le testate tradizionali per quanto concerne le inchieste, una collaborazione sempre più importante visti i tagli alle redazioni. In Colorado, nel 2009, Public TV ha avviato una partnership con Colorado Public News al fine di produrre inchiesti locali altrimenti difficili da realizzare autonomamente.

Altre iniziative, come quelle di California Watch, sono riuscite a coinvolgere il pubblico ed a farlo interessare alle proprie inchieste. E alcuni giornalisti di inchiesta hanno abbracciato i social media per sollecitare la collaborazione del pubblico.

Il coinvolgimento del pubblico è importante anche per VTDigger.org, un altro dei vincitori del Knight Community Information Challenge. Il sito ha ricevuto un finanziamento di 104.000 dollari, la maggior parte dei quali saranno destinati all’assunzione di un reporter che copra le riforme in material di energia e sanità in Vermont.

VTDigger.org, che è “guidato dai giornalisti, e animato dal pubblico,” incoraggia i lettori a contribuire alle inchieste, anche attraverso un sito parallelo, Tipster.VTDigger.org, che prevede un forum ed una sorta di casella delle lettere per le soffiate anonime, così che i lettori possano interagire direttamente con i giornalisti.

Nell’adattarsi ai cambiamenti del settore- conclude Tenore -, i giornalisti di inchiesta hanno individuato nuove modalità per far sì che il famoso ‘’cane da guardia’’ del potere non solo sopravviva, ma cresca vigoroso. Secondo Frank i progetti finanziati dalla Knight Foundation daranno l’indirizzo per il futuro: “Non stiamo semplicemente colmando un vuoto, ma rappresentiamo l’evoluzione del giornalismo di inchiesta”.

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