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Una Carta europea del giornalismo partecipativo

Presentata a Bologna in occasione della proiezione dei primi lavori di video giornalismo partecipativo realizzati da CityLab,la Carta punta a fornire ai cittadini il mezzo necessario per farsi ascoltare dalle istituzioni, a tutti i livelli

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Riconoscere, diffondere e rafforzare il protagonismo dei cittadini nella sfera pubblica fornendo loro il mezzo necessario per farsi ascoltare dalle istituzioni, a tutti i livelli: nazionale, locale ed europeo.

Questo l’ obbiettivo di fondo della Carta europea del giornalismo partecipativo, illustrata l’ altra sera a Bologna in occasione della presentazione dei primi lavori di video giornalismo partecipativo realizzati da CityLab, il laboratorio nato dalla collaborazione fra l’ Associazione Ilaria Alpi e Agora Vox (vedi Lsdi, Giornalismo partecipativo…).

In particolare – spiega il documento – la Carta nasce perchè il giornalismo partecipativo operi nelle zone dove la lontananza delle istituzioni è più evidente, ossia le periferie. Non solo periferie in senso urbanistico: tutti i luoghi in cui cresce il conflitto sociale, all’apparente assenza delle istituzioni si oppone la voglia di ordine stabilità di coloro che vi abitano. Un corto circuito che favorisce la crescita del conflitto sociale, il bisogno di essere ascoltati.

La Carta del giornalismo partecipativo – prosegue il documento – si propone diverse azioni:

– raccontare la vita quotidiana dei quartieri;
– creare uno spazio di confronto sui problemi comuni;
– fornire attraverso “il giornalismo sociale” una intermediazione utile a raccontare le criticità esistenti;
– trovare un modo condiviso per proporre temi all’attenzione della collettività.

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