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Natal’ja Estemirova impegnata in una inchiesta parallela sull’ uccisione di Anna Politkovskaja

La collaboratrice del centro Memorial uccisa nel Caucaso il 15 luglio era arrivata a formulare teorie sull’ omicidio alternative a quelle ufficiali – Ma nel corso del processo in tribunale per la morte della Politkovskaja non è mai stata chiamata a deporre come teste e la sua voce era e rimarrà inascoltata – Il groviglio del Caucaso dietro l’ assassinio – Con la morte della Estemirova e della Politkovskaja, per Memorial “è finita l’ epoca del forte giornalismo civile e della difesa dei diritti umani in Cecenia” – Drammatiche pressioni sui militanti dei diritti umani costretti a un temporaneo ripiegamento dalla regione

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di Valentina Barbieri

La morte dell’ attivista Natal’ja Estemirova, uccisa nel Caucaso il 15 luglio, ha attraversato i cieli dei media come una stella cadente.

Il tempo di dire “un’ altra”… e poi si è passati oltre, senza cercare davvero di approfondire che cosa sta accadendo nel Caucaso, perché per le organizzazioni non governative non è più sicuro avere dei referenti in Cecenia, perché un giornale come la Novaja Gazeta ha ritirato gli inviati dalla zona.

Natal’ja Estemirova collaborava con il Centro per i diritti umani Memorial e con l’incaricato per i diritti umani nella Repubblica Cecena, era la referente della commissione per i diritti umani e l’assistenza nei luoghi di reclusione. Una vita in cui i diritti umani erano prassi quotidiana, testimoniata da riconoscimenti come la Medaglia Robert Schuman, il premio annuale a nome Anna Politkovskaja e il premio dal beffardo nome “Diritto alla vita” conferitole dal parlamento svedese.

Chi l’aveva conosciuta, come il giornalista Galim Bucharbaev, la descriveva come “una presenza instancabile e solida negli orrori della guerra cecena”, una persona che aveva fatto propria la tragedia della Repubblica Cecena, sempre pronta a lanciarsi in difesa di ogni singolo. Proprio per questo, secondo l’agenzia cecena Checheninfo, “Nataša era amata dai civili ma non dai militari. Non perdonava loro nessun misfatto”. Le inchieste e le indagini di Natal’ja Estemirova parlano infatti di rapimenti e di esecuzioni extragiudiziali avvenute in Cecenia sia ad opera delle autorità federali che locali, dati a cui si rifacevano tra gli altri anche l’associazione Human Rights Watch e la stessa Anna Politkovskaja.

Politkovskaja ed Estemirova si conoscevano dal 2001 e stando a Life.rula Estemirova sarebbe stata una delle prime testimoni interrogate dagli inquirenti dopo l’omicidio della giornalista nel 2006. Negli ultimi anni la collaboratrice del centro Memorial si sarebbe dedicata ad  un’indagine parallela a quella ufficiale, arrivando a formulare diverse teorie sull’omicidio. Ma nel corso del processo in tribunale Natal’ja Estemirova non è mai stata chiamata a deporre come teste e la sua voce era e rimarrà inascoltata.

Ad accomunare le vite delle due donne ora c’è anche una morte prematura e un processo che si profila come lungo e lacunoso. Con la morte di Estemirova e Politkovskaja, per Memorial “è finita l’epoca del forte giornalismo civile e della difesa dei diritti umani in Cecenia”.

Ed è proprio la sua attività professionale secondo gli inquirenti ad esserle costata la vita. Tesi che pare confermata dal fatto che proprio il 15 luglio la donna avrebbe dovuto incontrare il direttore della sezione cecena del comitato d’indagine della procura. L’11 settembre 2009, inoltre, l’attivista dei diritti umani era inoltre stata convocata dalla Commissione del Consiglio d’Europa per le questioni giuridiche e per i diritti umani all’interno di una serie di riunioni dedicate alla situazione dell’area e sul problema dell’impunità. “Nelle ultime settimane”, riporta il sito del Consiglio d’Europa, “Estemirova aveva raccolto informazioni sulle gravi violazioni dei diritti umani nella regione. Ha pagato con la vita per il suo coraggioso lavoro”.

Anche per le organizzazioni sociali e per i diritti umani di S.Pietroburgo l’omicidio è direttamente legato alla sua attività sociale, perché “rendeva noti i crimini militari in Cecenia come gli assassinii della popolazione civile (tra cui donne e bambini), aveva condotto numerose indagini e dava visibilità a rapimenti ed esecuzioni extragiudiziali”

Nurdi Nuchažiev, delegato per i diritti umani in Cecenia, ha paragonato l’omicidio della Estemirova a quello dell’avvocato Stanislav Markelov e della giornalista Anna Politkovskaja. Secondo  Nuchažiev, dietro tutti questi omicidi ci potrebbero essere persone che hanno compiuto crimini militari in Cecenia, che avrebbero colpito gli attivisti perché tentavano di smascherarli.

Molti nelle fila delle ong additano direttamente il presidente ceceno Kadyrov, che si sarebbe risentito per alcune inchieste della Estemirova. Per aver sostenuto pubblicamente questa tesi davanti alla stampa, il direttore di Memorial Oleg Orlov si è visto citare in giudizio dallo stesso Kadyrov, che a inizio agosto aveva dichiarato a Radio Svoboda che la Estemirova “non aveva mai avuto onore, valore e coscienza” e “non serviva a nessuno”. Il presidente si è però sempre difeso dall’accusa di omicidio (spalleggiato da Medvedev) e ha promesso di trovare e punire severamente l’assassino, non solo secondo le leggi del paese ma anche secondo le usanze e i costumi ceceni.

Quanto potrà garantire la sua parola?

Del resto, sono molti a dichiararsi disillusi rispetto agli sviluppi della vicenda. Secondo alcuni attivisti locali dei diritti umani, si troveranno gli assassini della Estemirova, così come quelli della Politkovskaja, solo se in questo non sono implicate le autorità. Per il partito russo democratico Jabloko "Le forze dell’ordine dimostrano l’incapacità o la riluttanza a condurre indagini efficaci anche per quanto riguarda i casi più scottanti, i mandanti e gli organizzatori dei delitti restano impuniti, situazione che mette in un pericolo di vita ancora maggiore  le persone che continuano ad occuparsi di difesa dei diritti. È una situazione che caratterizza non solo la Cecenia e non solo il Caucaso settentrionale.”

La Federazione internazionale per i diritti dell’uomo ha chiesto un’indagine “trasparente,  imparziale e  efficace per scoprire gli assassini e i mandanti dell’omicidio”, ma nel frattempo nel Caucaso la situazione delle ong rimane precaria.

Il 6 agosto, a tre settimane dall’assassinio, le autorità inguscete hanno impedito ai rappresentanti di varie ong di tenere una manifestazione in memoria della Estemitova, motivando la scelta con il fatto che nel luogo designato poteva passare un gasdotto. Taisa Isaeva, direttrice dell’Unione delle ong  e Chena Saratova (giornalista e direttrice di un ufficio stampa indipendente) sono state inoltre convocate in procura per fornire spiegazioni sulla manifestazione.

Qualche giorno più tardi, l’11 agosto, sono stati rapiti a Groznyj due collaboratori dell’organizzazione non governativa “Salviamo la generazione”, la 32enne Sarema Sadulaeva e il marito 33enne Alik Džabrailov, trovati poi morti nel bagagliaio della loro auto. I due si occupavano della riabilitazione fisica e psicologica di bambini e adolescenti colpiti da mine. La stessa sorte è toccata in Daghestan a Malik Akhmedilov, corrispondente del giornale «Khakikat» (La verità), trovato morto l’11 agosto con i segni di una vera e propria esecuzione.

E anche chi resta in vita non è destinato ad essere lasciato in pace. Vari attivisti hanno segnalato di essere regolarmente pedinati. Tra questi, anche Achmed Gisaev, con il quale Natalja Estemirova aveva condotto delle indagini sul rapimento di due abitanti di Groznyj proprio nei suoi ultimi giorni di vita. Per varie associazioni cecene, il pedinamento dei collaboratori è una forma di pressione psicologica finalizzata ad impedire il lavoro di Memorial e altre ong del territorio.

Il 14 agosto "Memorial" si è rivolta a Vladimir Lukin, plenipotenziario per i diritti umani, perché fosse avviata un’inchiesta sui casi di pedinamento e fosse garantita la sicurezza ai collaboratori del centro. Ricordiamo che ad oggi Memorial conta in Cecenia 4 uffici e  27 rappresentanti, a cui deve garantire il diritto alla vita e alla sicurezza. “E’ evidente che qualsiasi organizzazione che lavora in Cecenia o altrove è obbligata a pensare ai propri collaboratori, alla loro sicurezza e alle condizioni di lavoro” dichiarano dall’associazione.

In seguito agli ultimi eventi, Memorial ha deciso di prendersi un time out dalla Cecenia e di rimandare ad inizio settembre la decisione sul da farsi. Come questa, anche altre associazioni si trovano a dover scegliere tra la sicurezza dei propri collaboratori e l’attività sociale svolta.

Del resto, la pressione nel Caucaso sugli attivisti per alcuni esperti non è destinata a calare. La dissidente Valerija Novodvorskaja, intervistata all’interno della trasmissione «Opinione particolare» di Echo Moskvy ha dichiarato che «il prossimo stadio sarà colpire tutti gli attivisti indipendenti della società civile… Ecco quello che oggi succede ad Aleksej Sokolovyj (direttore dell’organizzazione Pravovaja Osnova, base legale): dopo una  falsa accusa ne presentano un’altra, non meno falsa… »
(Per approfondimenti, http://www.amnesty.org/en/library/info/EUR46/011/2009/en)

 

Anche per quanto riguarda i giornalisti i numeri parlano da soli: lo scorso anno in Daghestan sono stati uccisi tre giornalisti: Маgomedgadži Abašilov, Il’jas Šurpaev (ucciso a Mosca) e Tel’man (Аbdulla) Аlišaev.

Tra gli altri giornalisti vittime in Caucaso: Dmitrij Krikorjanc, Nina Efimova, Nadežda Čajkova, Šamchan Kagirov, Sup’jan Epindiev, Ramzan Chadžiev, Ramyan Mežidov, Šamil’ Gigaev.

“In questi sanguinosi anni di agitazione, i giornalisti ceceni hanno perso oltre 20 persone tra i propri colleghi e compagni” spiega Checheninfo.

Il fine di chi sta dietro a questi delitti, evidentemente, è quello di zittire le voci di denuncia e di spingere la comunità nazionale ed internazionale a disinteressarsi della già martoriata Cecenia, lasciandola al suo destino.

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Fonti

– Chi è il prossimo?, Checheninfo, 26.07.09
http://checheninfo.ru/vesti-chr/publ-vesti/353-ast-chr.html

– Uccidono e uccideranno?, Den’, Juryj Raichel, 18.08.09
http://www.day.kiev.ua/278667/

– “Memorial” prosegue il suo time out dal lavoro in Cecenia, Interfax, 3.08.09
http://www.interfax-russia.ru/r/B/ugObw/439.html?id_issue=122832583 авг. 2009, 16:46

– La decisione sulla ripresa dell’attività di Memorial in Cecenia verrà presa a settembre
http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/158171

– Natal’ja Estemirova era l’ultima speranza di difesa dalla prepotenza, Izvestija, 16.07.09
http://www.izvestia.ru/incident/article3130730/

– Estemirova ha condotto un’inchiesta indipendente sull’omicidio di Anna Politkovskaja, Lente, 11.08.09
http://www.lenta.ru/news/2009/08/11/version1/

– I media: l’attività dei diritti umani Estemirova è stata testimone sul caso Politkovskaja, news.ru, 11.08.09
http://www.newsru.com/russia/11aug2009/estemirpolitkov.html

– Le autorità dell’Inguscezia hanno vietato la manifestazione in memoria di Estemirova, l’attivista uccisa, per una motivazione strana: vicino c’è un gasdotto, news.ru, 3.08.09
http://www.newsru.com/russia/03aug2009/nazran.html

– I colleghi dell’attivista dei diritti umani in Cecenia, Estemitova, accusano di essere pedinati
http://www.newsru.com/russia/19aug2009/slezhkamemor.html

– Natal’ja Estemirova ha dato la vita per i diritti umani, Komsomol’skaja Pravda, 16.07.09
http://pskov.kp.ru/online/news/514558/

Esiste in Russia un’indagine normale e una normale giustizia?, Radio France Internationale, Jaroslav Gorbanevskij, 22.07.09
http://www.rfi.fr/acturu/articles/115/article_3752.asp

– Questa donna, Natal’ja Estemirova, uznews, Galim Bucharbaev, 25.07.09
http://uznews.net/news_single.php?lng=ru&sub=top&cid=17&nid=10782

 

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