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La redazione come motore dell’ innovazione

Considerata spesso in passato come la causa della progressiva disconnessione con il pubblico, ora la redazione viene percepita sempre di più come la parte più innovativa e più sperimentale della nuova industria dell’ informazione – E’ uno dei dati più interessanti che emergono dall’ edizione 2008 di State of News Media, il Rapporto sulla situazione dell’ informazione e dell’ editoria giornalistica negli Usa curata dal Project for Excellence in Journalism, di cui Lsdi pubblica la sintesi generale in traduzione italiana – Le notizie si stanno trasformando da prodotto in servizio mentre l’ industria pubblicitaria sembra avere problemi a stare al passo del cambiamento – Tanto che – osserva il Rapporto – la domanda sul se, e sul come, continuerà il rapporto tra pubblicità e informazione resta per ora senza risposte

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Mentre un decennio fa la veniva considerata spesso come la causa di una progressiva disconnessione con il pubblico, ora la redazione viene percepita sempre di più come la parte più innovativa e più sperimentale della nuova industria dell’ informazione.

E’ uno dei dati più interessanti che emergono dall’ edizione 2008 di State of News Media (vedi Lsdi,  L’ informazione come servizio e come piattaforma per approfondimenti ), il Rapporto sulla situazione dell’ informazione e dell’ editoria giornalistica negli Usa curata dal Project for Excellence in Journalism – di cui Lsdi pubblica la Sintesi generale in traduzione italiana.

Questa nuova centralità della redazione appare più marcata nei giornali e nel siti web piuttosto che altrove e – sottolinea il Rapporto – rappresenta un cambiamento significativo nel discorso sul settore.

Lo studio fa emergere vari altri dati importanti.

Fra cui:

– Le notizie si stanno trasformando da prodotto – quotidiani, siti web o emittenza – in servizio

Le prospettive per l’ UGC, i contenuti generati dagli utenti, una volta ritenuti centrali nella nuova era del giornalismo, ora appaiono più limitate, anche fra i siti e i blog “citizen”

Per quanto riguarda i quotidiani,  nonostante i vari punti di crisi – le entrate, un tempo stabili, sono in declino, continua il calo nella diffusione, i prezzi delle azioni sono crollati -, secondo il Rapporto “i segnali d’ innovazione sono maggiori che in passato. Se il personale è in diminuzione, rimane comunque più ampio che in altri campi, costituendo un vantaggio competitivo per il settore. Il pubblico complessivo, compreso quello on-line, è in aumento. Il problema è il reperimento di nuove entrate, e nuovi prodotti che le determinino”.

– In tutto questo, Madison Avenue – il cuore dell’ industria pubblicitaria americana -, più che promuovere il cambiamento, sembra avere problemi a starvi al passo.
 
Tanto che – osserva il Rapporto – la domanda sul se, e sul come, continuerà il rapporto tra pubblicità e informazione resta per ora senza risposte.

Quanto ai contenuti dei media Usa, il 2007 ha mostrato una agenda sempre più ristretta e un  disaccordo marcato fra media e pubblico su quali notizie fossero davvero importanti.

 

Scrive il Rapporto:  

 

Quotidiani e siti d’ informazione on-line sonocomunque i più “aperti al mondo”:

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