Dodici internauti italiani su 100 sono ”creators”

La tabella Forrester, un sistema che permette di delineare i profili degli internauti – L’ Italia al primo posto in Europa per percentuale di creatività nel web 2.0

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Quasi 10 milioni di Spectators, quelli che leggono i blog e fruiscono dei contenuti generati dagli utenti; 4,6 milioni di Critics, quelli che rispondono ai contenuti degli altri, postano commenti sui blog e partecipano ai forum; e 3 milioni di Creators, ovvero quelli che producono contenuti sociali, tengono un proprio blog, caricano video e musica.

Questa – rileva Emanuela Di Pasqua su VisionPost – è la fotografia che Mauro Lupi, sul suo blog, costruisce della popolazione degli internauti italiani, basandosi sui 24,5 milioni di utenti internet tracciati dalla recente ricerca Nielsen e sul cosiddetto tool di Forrester, un sistema di elaborazione dei profili degli internauti.

Secondo queste indagini  – aggiunge Di Pasqua –  “l’Italia non se la cava poi così male e non è indietro come si potrebbe pensare nelle reti sociali. Del resto, come fa notare un blogger, se Grillo è in grado di trascinare così tanta gente in piazza evidentemente gli italiani sanno bene cosa sia un blog e cosa siano i contenuti generati dagli utenti e i più giovani o i più appassionati ne fanno anche un largo uso”.

Con il tool di Forrester si possono realizzare profili della penetrazione del web sociale con altri parametri. Con quello di genere, ad esempio, si scopre che c’ è “un atteggiamento un po’ più passivo da parte delle signore, le quali però non si discostano troppo dalla media nazionale. Sono invece di gran lunga differenti – prosegue Di Pasqua – le percentuali che si riferiscono alla fascia d’età dai 18 ai 24 anni. A conferma di quanto la rete sociale sia complessivamente molto giovane troviamo un 41 per cento di Inactives, un 57 per cento di Spectators, un 17 per cento di Joiners, un poderoso 50 per cento di Collectors, un 36 per cento di Critics e un 19 per cento di Creators.

Sbizzarrendosi nel costruire tabelle secondo gli indicatori di preferenza, stupiscono soprattutto i dati relativi alla categoria dei Creator. In Sud Corea sono il 38 per cento, in Giappone il 23 per cento e negli Usa il 19 per cento, ma la media europea è del 10 per cento. L’Italia dunque supera la media del Vecchio Continente e si aggiudica il primo posto, prima della Gran Bretagna, della Francia e della Germania. E nonostante i pregiudizi”.