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“Stati generali della stampa” in Francia all’ insegna del Sarkozismo

Alla base della kermesse convocata dal presidente francese il Rapporto Giazzi, un’ analisi di taglio conservator-pragmatico che usa nei confronti dei nuovi media il metodo del bastone (ampliare le prerogative dei giornalisti tradizionali) e della carota (estendere le agevolazioni alla stampa on-line) – Sussidi record alla stampa per 282 milioni di euro per il solo 2008, ma “come razionalizzarli?”

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di Adriano Farano

282 milioni di euro per il solo 2008. In Francia l’ammontare dei sussidi alla stampa è da guinness dei primati. Un record in Europa, contrariamente a quanto affermato dall’ International Herald Tribune nel 2006 che riteneva l’Italia al primo posto. Ma come razionalizzare questi aiuti? E’ questa la domanda che sottende I media e il digitale, il Rapporto* elaborato da Danièle Giazzi, segretaria nazionale dell’UMP, il partito del presidente.

Commissionato da Sarkozy, lo studio ha fatto da base di discussione per gli Stati Generali della Stampa scritta, lanciati il 2 ottobre all’Eliseo.

Le innovazioni preconizzate per la stampa online sono essenzialmente due.


Estensione degli aiuti sussidi “ai nuovi supporti come la free press ma anche i giornali unicamente online per i quali si raccomanda l’estensione del regime di IVA ridotta”. Attualmente questo regime prevede, per i supporti cartacei, un’IVA al 2,10% sui proventi delle vendite, del 5,5% sulla fornitura di contenuti mentre le vendite pubblicitarie non godono di riduzioni. Eppure sarebbe proprio quest’ultimo punto di grande interesse per i pure player. Ma il rapporto non è più preciso. E poi aggiunge: “Ormai i web giornali godono del ruolo di principale mezzo d’informazione per una parte crescente del pubblico”.

Professionalizzazione dei siti d’informazione tramite l’impiego di “veri” giornalisti. “Nell’ambito di un panorama in piena mutazione”, scrive la Giazzi, “la presenza di autentici giornalisti è indispensabile”. Ma cos’è un autentico giornalista? “Essere giornalista”, precisa ancora il rapporto, “vuol dire esercitare un mestiere che necessita una formazione preventiva, padroneggiare un savoir faire. Vuol dire anche disporre di uno status professionale che permetta questa libertà d’informare che non hanno la maggior parte di altri stipendiati”. Il rapporto si schiera nettamente su posizioni conservatrici: “A nostro avviso l’informazione deve continuare ad esser trattata da professionisti la cui missione consiste nel verificare, organizzare su base gerarchica e ordinare le informazioni di cui dispongono”.

L’impostazione del Rapporto Giazzi potrebbe pertanto essere definita conservatrice-pragmatica. Il punto di partenza è chiaro: basta anacronismi, i media digitali rappresentano il futuro. Ma, ove possibile – sembra dire l’autrice del rapporto – vogliamo che questo futuro assomigli il più possibile al… passato glorioso. Vogliamo conservare ed estendere le prerogative dei giornalisti (il bastone) ed estendere le agevolazioni alla stampa on-line (la carota). Allo stesso tempo il rapporto è intriso di una punta di scetticismo nei confronti di quelli che la Giazzi definisce dei “pericoli”: “l’informazione Cocoon incentrata sugli interessi personali di ogni individuo; dei cittadini che si prendono per giornalisti; non rispetto dei creatori e della proprietà intellettuale”.

Al tempo stesso si parte da lontano. E la semplice inclusione concettuale di un’estensione degli aiuti alla stampa online vuol dire tanto. Ma come si è arrivati a questo punto? Di sicuro va considerata, dal punto di vista immagine e lobbying, la “migrazione” di celebri firme del giornalismo d’Oltralpe dalla carta stampata all’affascinante mondo del web. Una migrazione che, a detta degli interessati, è stata una “seconda giovinezza”. Pensiamo a Edwy Plenel, ex direttore della redazione di Le Monde e fondatore di Mediapart, quotidiano online a pagamento. Ma anche al gruppo di ex giornalisti di Libération guidati dal carismatico Pierre Haski, ex corrispondente a Pechino, che hanno fondato, un anno e mezzo fa, il sito d’informazione gratuito Rue89. Tra questi anche Pascal Riché, responsabile della redazione, che ci ha dichiarato: “Non siamo dei militanti dei sussidi all’editoria. Ma se questi sussidi vanno solo ai siti dei media cartacei, nostri concorrenti, allora bisogna pensare a un’estensione a tutti i siti d’informazione generale. E’ una questione di equilibrio. E di concorrenza non falsata”.

Opinione assolutamente condivisibile. Che, però – lo ricordiamo – dovrà essere convalidata, come tutte le raccomandazioni del Rapporto Giazzi, dallo stesso Sarkozy al termine degli Stati Generali della Stampa che, da qui a due mesi, dovranno pervenire a una serie di raccomandazioni concrete. A capo del gruppo di lavoro sui media elettronici siederà Bruno Patino, ex patron di LeMonde.fr  e ora a capo di Radio France Culture.

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– Articolo IHT
http://www.iht.com/articles/2006/08/20/business/papers21.php

– Rapporto Giazzi
http://www.etatsgenerauxdelapresseecrite.fr/documents/?mode=download&id=22

– Pure player in Francia
https://www.lsdi.it/2008/04/20/giornalismo-partecipativo-tre-esperienze-francesi-a-confronto/

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