AL JAZEERA DEDICA UN MEMORIALE AI GIORNALISTI MORTI SUL LAVORO

| 28 Ottobre 2006 |

Il primo novembre , nel decimo anniversario della sua nascita, l’ emittente qatariota inaugura un grande muro di colore nero, con i nomi di 630 giornalisti e operatori uccisi in guerra o vittime di delitti politici

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Doha, Qatar – The Wall of Freedom Memorial, un memoriale destinato ad onorare il ricordo dei giornalisti e degli operatori dei media di tutto il mondo caduti sul campo, sarà inaugurato il 1° novembre a Doha, nel Qatar, nella sede centrale di Al Jazeera, in occasione del decimo anniversario della nascita della rete televisiva ( qui la storia dell’ emittente).

Il muro – spiega una nota – rappresenta un riconoscimento dei rischi che a molti giornalisti viene chiesto di affrontare per svolgere la loro professione.

I giornalisti oggi sono al centro di situazioni molto pericolose quando ‘’coprono’’ i conflitti o danno voce a opinioni condannate dai regimi politici. Molti dei reporter e operatori ricordati dal memoriale sono stati uccisi in situazioni di guerra oppure vittime di delitti politici a cause delle loro opinioni.

Oltre 630 i nomi scolpiti sul monumento, realizzato da Mahmud Al Obaidi, un artista Irako-canadese che ha presentato I suoi lavori in molte mostre, fra l’ altro in Tunisia, India, Usa (New York) e Francia. “Ho scelto il muro come forma perché mostra quello che volevo esprimere molto meglio di alter forme. Il muro è nero, perché è un colore sacro ed è simbolo della tenacia’’.

Il direttore generale di Al Jazeera, Wadah Khanfar, ha dichiarato: ‘’Vogliamo riconoscere il coraggio e il mostrato da tutti quei giornalisti e operatori che hanno sacrificato la loro vita. Fare questo lavoro è diventato molto pericoloso in molte parti del mondo e c’ è acora molto da fare per assicurare la protezione dei reporter e la libertà di espressione. Questo memoriale è stato costruito per ricordare al mondo quanto sia costoso a volte dire a verità. Vogliamo onorare quanti hanno sacrificato la loro vita per la professione, sperando che un giorno possamo vedere la fine di questi sacrifici’’.

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