valore

Giornalismo dei blog – una rilettura dal 2006

11 Agosto 2021 Tag:, , , , , ,
Per la serie anche qui cerchiamo di riposarci un pochino d'estate, ecco a Voi: tre articoli tre, ripescati dal nostro archivio e riproposti. Non si tratta solo di una doverosa sosta per  permetterci di ricaricare le pile, ma anche di tre vere chicche rispolverate dai nostri scaffali elettronici, e ancora parecchio attuali per non dire, quasi "moderne".  A partire da oggi e per le prossime settimane,  ri-pubblicheremo, dunque, tre "nostri" vecchi articoli, dedicati ad argomenti ancora molto presenti nelle cronache del quotidiano.  Iniziamo con un pezzo del 2006. Un'analisi, all'epoca d'avanguardia, su un fenomeno che aveva letteralmente invaso il mondo del giornalismo - proprio in quei momenti - e che si stava espandendo a macchia d'olio con una forza e una potenza davvero impressionante. I blog. Il fenomeno dei diari online - weblog, come erano stati definiti alla loro prima apparizione - in pochissimo tempo si era affacciato sul panorama dell'informazione mondiale,  e già quindici anni fa, come leggeremo di seguito, aveva letteralmente rivoluzionato il rapporto fra giornalismo e lettori. In particolare,  i blog d'opinione, molto potenti sul fronte della politica, arrivavano o stavano arrivando in America,  e poi nel resto del mondo, 

Basta ‘’pagine viste’’, il vero valore è nell’ attenzione e nel coinvolgimento

18 Maggio 2013 Tag:, , , , , , , , , ,
Santoro0Una serie di dati emersi in questi giorni ha spinto Pier Luca Santoro, il nostro Giornalaio, a tornare in alcuni suoi post su un tema chiave dell’ attuale fase di transizione nel campo dell’ editoria giornalistica, quello della sostituzione, come metrica di valore, delle pagine viste  (del tutto inaffidabile) con i dati relativi invece al tempo speso, e quindi all’ attenzione e al coinvolgimento dei cittadini-lettori.   La misura delle pagine viste è tra l’ altro, secondo Santoro, alla base anche della scarsa qualità di molti prodotti online. Lo illustra bene un breve video di Epipheo, con una intervista a Ryan Holiday, autore di “Trust Me, I’m Lying”.   (altro…)

L’ informazione molecolare, ovvero come i media potrebbero risalire nella catena del valore

1 Gennaio 2011 Tag:
Molecolare Il valore del lavoro di decostruzione (in ‘’atomi’’) e ricostruzione (in ‘’molecole’’ significative) dell’ enorme massa di informazioni prodotte compiuto da programmi sempre più sofisticati sfugge in gran parte ai media e va a finire nelle mani di aziende commerciali o finanziarie che sanno sfruttarne i risultati – Un articolo di Marc Mentre sulle riflessioni di Reginald Chua, ex redattore del Wall Street Journal e direttore del South China Mornig Post – ‘’Persone intelligenti dispiegano tecnologie sempre più potenti per analizzare e comprendere le parole che scriviamo e trasformarle in qualcosa di più comprensibile e valorizzabile grazie agli aggregatori; e noi, le persone che scrivono quelle parole, abbiamo la possibilità di scriverle in dei format più strutturati e più facilmente aggregabili. In questo modo le nostre parole avrebbe un valore maggiore e i nostri lettori vivrebbero meglio. Ma non lo facciamo’’ -------- Alcune aziende come Bloomberg, Thomson-Reuters, Dow Jones hanno realizzato dei programmi che ‘’aspirano’’ ogni tipo di informazione (notizie, commenti, tweet, ecc.) per analizzarle e determinare quello che il mercato ‘’sente’’ oppure ‘’dice’’. Dow Jones ha compilato un vocabolario di circa 3700 parole che possono segnalare dei cambiamenti nel ‘’sentimento’’: i

Informazione: una crisi di valore senza precedenti

23 Settembre 2008 Tag:, , ,
Giornali Il giornalismo crede che l’ informazione abbia un valore in sé, ma sbaglia: il valore nasce dall’ uso che se ne può fare – Un intervento di Jeff Mignon e le analisi di Robert Picard – “Da sempre i media di informazione sono stati 'giornalistico-centrici' e questa è una delle cause di fondo della crisi che ora attraversano – Per uscire dalla crisi invece bisogna dare nuovo valore d’ uso all’ informazione (quello che spesso fanno i blogger) e andare al di là della notizia bruta per costruire senso, diffonderlo e discuterne  ----------  di Jeff Mignon
(mediachroniques.ning.com)

 

Contrariamente a quello che pensano molti giornalisti, l’ informazione non ha un valore in sé stessa. Il suo valore dipende dall’ uso che se ne può fare (valore d’ uso). E questo è vero per la grande maggioranza degli attori del mondo dei media: il lettore/consumatore, l’ annunciatore, l’ investitore e la società/cittadino.

Robert Picard (uno dei più noti analisti e studiosi dei meccanismi economici del mondo dei media, ndr) scrive:

E’ importante capire