Su “Fotografia&informazione” i dubbi di due fotogiornalisti sui criteri con cui le testate online dei tre maggiori quotidiani italiani gestiscono le immagini inviate dai lettori – Qualche vantaggio economico, ma anche molti limiti: scarsa qualità, dubbi sulla correttezza e sulla credibilità, didascalie incerte o incomplete – Operazioni che possono giovare ai lettori-fotografi, ai partecipanti alle manifestazioni, ai manager dei siti…, ma che “non servono certo a raccontare meglio e più in profondità la realtà” e, soprattutto, non giovano “alla qualità del giornalismo”
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Il citizen journalism può essere una grande opportunità, ma può diventare anche soltanto uno ”specchietto per le allodole”.
Fotografia&informazione”, in un articolo di Matteo Bergamini e Chiara Ceolin - mette sotto accusa il modo con cui “l’ ultima moda, le fotogallery con le foto dei lettori”, viene gestita nelle redazioni di Repubblica.it, Corriere della Sera.it e La Stampa.it. Che, approfittando dei movimenti di protesta che hanno occupato strade e piazze d’ Italia in queste settimane,”hanno scoperto il citizen journalism, stanno facendo esperienza di social networking e si sono lanciati in operazioni

Le promesse della Nuova Rete – l’ UGC come una miniera d’ oro, la partecipazione come base di una nuova democrazia – si sarebbero rivelate soltanto dei miraggi secondo Narvic, che osserva: "Per un solo contenuto originale e interessante, eventualmente ripreso dai grandi media (qualche foto degli attentati di Londra, dei video dello tsunami del sud est asiatico girati da qualche turista, ecc.) , quanti milioni di foto di gatti e di video di marmotte…" - Gli apostoli del WEB 2.0 non sarebbero dunque altro che dei "campioni del marketing, che hanno ormai venduto i loro prodotti" ?
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Si tratta di Budget Travel, che per il numero di giugno si è affidata interamente ad articoli e foto di lettori: 324 i collaboratori che hanno realizzato il giornale – “Ma non è stato né facile né economico”, racconta il direttore, “pensate a quanto ci è costato mandare ad Hong Kong una famiglia di quattro persone!”
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Il tema dell’ UGC (User-generated content), i cosiddetti “contenuti generati dagli utenti”, è stato dibattuto nei circoli giornalistici per alcuni anni, ma i direttori dei giornali, salvo pochissimi, sono stati sempre riluttanti nel concedere troppe pagine ai loro lettori. Ora invece una rivista ha portato all’ estremo questa scelta, con un numero del giornale fatto al 100% di UGC.