I social non sono mezzi pubblici, sono utilities private. Lo sostiene Andrew Keen, attualmente in Italia per presentare il suo ultimo libro 'Vertigine digitale. Fragilità e disorientamento da social media'.
Il saggio è stato tradotto per Egea/Bocconi da Bernardo Parrella, che ha appena annunciato ai suoi "amici" la chiusura definitiva del suo account su Facebook. Sottolineando come non siano certo gli utenti il focus di quest'ultimo, e citando, appunto, Keen: «In realtà è uno scambio iniquo: dietro i social network ci sono dei tecnocrati che si servono dei nostri dati, ottenuti con il nostro consenso, per rivenderli e far soldi a palate».
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Abbandonare Facebook ?
1 maggio 2013 Tag:Andrew Keen, Bernardo Parrella, Editoria, Facebook, internet, Media e potere, social media, twitter
I social non sono mezzi pubblici, sono utilities private. Lo sostiene Andrew Keen, attualmente in Italia per presentare il suo ultimo libro 'Vertigine digitale. Fragilità e disorientamento da social media'.
Il saggio è stato tradotto per Egea/Bocconi da Bernardo Parrella, che ha appena annunciato ai suoi "amici" la chiusura definitiva del suo account su Facebook. Sottolineando come non siano certo gli utenti il focus di quest'ultimo, e citando, appunto, Keen: «In realtà è uno scambio iniquo: dietro i social network ci sono dei tecnocrati che si servono dei nostri dati, ottenuti con il nostro consenso, per rivenderli e far soldi a palate».
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Social network: chi fabbrica falsi account danneggia anche te, digli di smettere
30 aprile 2013 Tag:Dan Brown, Editoria, Giornali, giornalismo, internet, Media e potere, professione, twitter, Umverto Eco
La diffusione di notizie false o inaccurate con i social network avviene in poco tempo. E può diventare una valanga. Come è accaduto su Twitter con la falsa notizia della morte di Dan Brown lanciata da un falso profilo di Umberto Eco o con falso un messaggio che prometteva voli gratis per il personale sanitario che voleva raggiungere Haiti in occasione del terremoto l’isola. Tutto falso. Ma molti hanno inoltrato il testo.
Due lezioni: il numero di citazioni di un messaggio è soltanto uno degli indicatori per capirne il valore. Chi scopre un errore fa bene a segnalarlo”.
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Internet e i giornalisti del futuro: tutti sui social, tramontano i blog
3 aprile 2013 Tag:Blog, Ducato, Facebook, giornalismo, internet, Ordine giornalisti, professione, qualinfo, Scuole giornalismo, social network, twitter, Urbino
Le nuove leve di giornalisti hanno un profilo tecnologico analogo a quello dei più anziani: se per questi ultimi si poteva dire ‘’non geek ma neppure tecnofobi’’, per i praticanti delle scuole di giornalismo si potrebbe titolare: ‘’non tecnofobi ma nemmeno geek’’.
E’ quello che emerge da un sondaggio tra gli aspiranti giornalisti delle scuole italiane condotto da Urbino. Pur essendo nativi digitali, la differenza non è così evidente: i giovani sono grandi conoscitori dei social network, ma su alcune cose sembrano più cauti dei colleghi ‘’anziani’’.
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Gusti e avversioni dei giornalisti: un sondaggio in 4 paesi
15 marzo 2013 Tag:10 Yetis, Editoria, Faceboo, Giornali, giornalismo, internet, professione, relazioni pubbliche, twitter, Wikipedia
Il 91% dei giornalisti dei media nazionali tedeschi e l’ 82% di quelli analoghi inglesi utilizzano Wikipedia per compiere ricerche sugli argomenti dei loro articoli. Il 75% dei giornalisti inglesi utilizzano Twitter per trovare degli spunti di possibili servizi, mentre più dell’ 80% dei loro colleghi tedeschi, al contrario, evitano di farlo sostenendo in maggioranza di non fidarsi della veridicità delle informazioni diffuse da quel social network.
Sono alcuni dei dati emersi da un Sondaggio condotto dall’ Agenzia di relazioni pubbliche 10 Yetis su un campione di 2.600 giornalisti in Francia, Germania, UK e Usa. La maggioranza del campione lavorava per i media principali del loro paese.
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I blog? Non sono più quelli di una volta
11 marzo 2013 Tag:Blog, Facebook, giornalismo, internet, Media e potere, twitter
Un dibattito, un po’ fiacco per la verità, sulla ennesima dichiarazione di ‘’morte’’ presunta dei blog ha fornito però l’ occasione per mettere a fuoco le trasformazioni del blogging.
’Non è che le persone smettono di produrre contenuti’’, osserva Benoit Raphael, ‘’lo fanno solo in modo diverso. Il contenuto viene prodotto sulle piattaforme media, blog e video. La conversazione, invece, si è spostata sulle reti sociali’’ . Twitter insomma ‘’non ha ucciso i blog ma ha solo cambiato il loro modo di funzionare’’
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La memoria storica dei giornali per fare comunità sui social network
7 marzo 2013 Tag:archivi, comunità, Editoria, engagement, Facebook, Giornali, internet, social media, twitter
Utilizzare vecchi contenuti può essere un’ idea per animare in modo intelligente e diverso gli account ufficiali di Facebook o Twitter. Ad esempio riproponendo articoli di grandi autori: come curiosità storica, o meglio ancora, per la sua capacità anche a distanza di anni, di parlarci su un tema tornato di attualità. Mentre può essere utilizzata una timeline di Facebook per ricostruire tutto “lo storico” di una vicenda: ad esempio come ha fatto il Wall Street Journal per aggregare in un unico “luogo” tutti gli articoli che hanno seguito la quotazione in borsa della creatura di Mark Zuckerberg.
Sono alcune idee per utilizzare le enormi quantità di dati, documenti, immagini, notizie che si sono stratificate negli archivi dei quotidiani e che possono raccontare una parte essenziale di una comunità.
Ne parla Lelio Simi in un articolo sul suo blog, Senzamegafono, riprendendo gli spunti offerti da un pezzo del Poynter, 5 ways journalists can
Con #twitantonio il candidato a portata di tweet
29 gennaio 2013 Tag:#Votantonio, Elezioni, Media e potere, twitter
Si scrive civic hacking, si legge #twitantonio, cioè i candidati a Senato e Camera a portata di tweet. Semplice e rivoluzionario, perché al politico piace twittare ma non “essere twittato”, avere followers ma non diventare follower dei comuni mortali.
E invece #twitantonio te li mette a portata di tastiera, uno ad uno, senza mediazioni di sorta. Che poi rispondano ai tweet dei cittadini è un altro discorso, ma intanto lo strumento è stato messo a disposizione dalla comunità Spaghetti Open Data (SOD).
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Il 75% dei capi di stato o di governo mondiali usano Twitter (ma non quelli italiani)
5 gennaio 2013 Tag:internet, Media e potere, social network, twitter
A dicembre 2012 il 75% dei capi di stato e di governo mondiali usavano Twitter come strumento di comunicazione politica, ma fra di essi non c’ era nessun italiano, visto che Mario Monti ha aperto un suo account - @SenatoreMonti – solo il 23 dicembre, dopo le dimissioni da presidente del consiglio.
Lo annuncia Digital Policy Council, un istituto di ricerca politica, in uno studio sulla presenza dei leader mondiali sul social network, che vede il presidente Usa, Barack Obama, saldamente in testa alla classifica, con 24,6 milioni di follower.
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Appunti, spunti e riflessioni da Glocal12
19 novembre 2012 Tag:Editoria, Facebook, Giornali, giornalismo, Glocal12, informazione, internet, professione, twitter, VareseNews
- Pier Luca Santoro: l’ organizzazione del lavoro è un nodo cruciale
- Mario Tedeschini Lalli: niente paura, i giornalisti continueranno ad avere un mercato
- Twitter e le ciambelle
- Alessandro Bergonzoni racconta il suo Glocal
- Carlo Felice Dalla Pasqua: Strumenti gratuiti (o quasi) per il giornalista digitale
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Twitter come strumento di guerra
18 novembre 2012 Tag:Gaza, internet, Israele, Media e potere, twitter
L' esercito israeliano ha reso pubbliche le sue ultime operazioni militari utilizzando Twitter invece di organizzare la consueta conferenza stampa. Ma anche la popolazione della striscia di Gaza lo usa per i propri obiettivi, facendo circolare le informazioni.
‘’Sia l'esercito palestinese sia quello israeliano -, commenta Al Jazeera - postano continui aggiornamenti sui loro attacchi in tempo reale. E israeliani e palestinesi stanno duellando a colpi di hashtag per controllare la narrazione del conflitto sui social media’’.
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