terrorismo

Cosa fare se a Christchurch va in onda un massacro

24 Marzo 2019 Tag:, , , , , , ,
Ci si interroga spesso, sul perché della crisi del giornalismo negli anni della rivoluzione digitale e su quale debba essere o sia diventato  il ruolo della professione giornalistica in questi anni di cambiamento rapido e inarrestabile. Poi accadono episodi come quello della strage nelle moschee della Nuova Zelanda e tutti i buoni propositi vengono meno in un istante e qualunque riflessione saggia e lungimirante sul ruolo del giornalismo dentro alla nostra società liquida e in perenne mutamento vengono meno. Approfittiamo di un ottimo lavoro realizzato dal nostro collega e associato Angelo Cimarosti, fondatore fra le altre cose di un soggetto chiamato You Reporter, - uno strumento che ha definito in modo chiaro e preciso l'esistenza e il ruolo del citizen journalism anche in Italia - per accostarci con molta umiltà al problema del giornalismo dal basso, in questo caso, la narrazione in prima persona del fatto da parte del suo stesso autore; per provare a capire cosa sia successo mentre  il massacro delle moschee veniva trasmesso in diretta online,  dentro al mondo dei mass media e  dentro il mondo in cui oramai tutti siamo immersi costantemente, il mondo digitale.   Il

Autorità, web, diritti e Google

18 Marzo 2015 Tag:, , , , , ,
rimozione contenuti googleUn pò di numeri e considerazioni del ns. Andrea Fama dall'ultimo rapporto semestrale di Google sulla trasparenza. Sono state in tutto 313.698 le richieste da parte dei governi e dei tribunali di tutto il mondo relative alla consegna dei dati di 48.615 utenti.   Fra i paesi con il più alto tasso di istanze di richiesta dati con esito positivo ci sono gli Stati Uniti e l'Inghilterra rispettivamente con l'84 per cento su 12.539 richieste e il 72 per cento su 11.535. Maglia nera la Turchia con nessuna richiesta accettata sulle 224 depositate. Nel rapporto di Google una voce molto importante spetta alle richieste di oblio , ovvero la cancellazione da parte del motore di ricerca di contenuti diffamanti, illegali o che mettono a rischio la sicurezza. E' la diffamazione il motivo principale dele richieste di cancellazione dei dati inviate da privati e governi al motore di ricerca, il 38 per cento del totale. La paura dell'escalation del  terrorismo dopo la strage di Charlie Hebdo ha portato anche online ad un  ampliamento dei poteri di ingerenza e indagine in Rete, sia in termini di accesso alle informazioni degli

Rapporto sulle torture della CIA: una pubblicazione tribolata (la timeline di Pro Publica)

12 Dicembre 2014 Tag:, , , ,
obama-brennan-white-house-540“Il Senato americano ha avviato un’indagine sul programma della CIA per i detenuti quasi 6 anni fa. Una bozza del rapporto è stata redatta 2 anni fa. Oggi [8 aprile 2014, NdR], il Senate Intelligence Committee ne ha finalmente divulgato una scottante sintesi. (L’intero rapporto è tuttora classificato) Perché ci è voluto così tanto tempo? Si tratta di una vicenda che riguarda l’indecisione della Casa Bianca, l’opposizione repubblicana, e la ficcanasaggine della CIA”.   Così scriveva Pro Publica in un post di 8 mesi fa, in cui una timeline ricostruiva le tappe che hanno portato alla pubblicazione, il 9 dicembre, del rapporto del Senato statunitense sulle torture praticate dalla CIA ai detenuti sospettati di terrorismo. Un bell’esempio di come il giornalismo possa aiutare a fare chiarezza e mettere in fila i fatti, accompagnando il lettore-cittadino alla comprensione degli stessi e alla formazione autonoma di un'opinione consapevole.   Qui la timeline aggiornata di Pro Publica.