Dopo l’ Associated Press e Sky News, anche la BBC invita i suoi redattori a non dare ‘’buchi’’ alla testata pubblicando su Twitter notizie, anche importanti, prima di averle passate alla piattaforma dell’ emittente.
Le norme – spiega il Guardian – si applicano a tutti i corrispondenti, produttori e cronisti del broadcast, a cui viene vietato di pubblicare notizie o articoli su Twitter prima di aver avvertito i colleghi della redazione
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Twitter: anche BBC chiede ai suoi giornalisti di non dare ‘’buchi’’
Dopo l’ Associated Press e Sky News, anche la BBC invita i suoi redattori a non dare ‘’buchi’’ alla testata pubblicando su Twitter notizie, anche importanti, prima di averle passate alla piattaforma dell’ emittente.
Le norme – spiega il Guardian – si applicano a tutti i corrispondenti, produttori e cronisti del broadcast, a cui viene vietato di pubblicare notizie o articoli su Twitter prima di aver avvertito i colleghi della redazione
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Sanremo, appello a Rai per ‘’risarcimento d’ immagine’’ dopo il ‘’servizio umiliante’’ Tg1
Ha raccolto oltre 1500 firme l’ appello lanciato da una serie di associazioni e siti web , fra cui l’ Associazione Pulitzer e Agoravox Italia, in cui si invita il direttore generale della Rai Lorenza Lei a prendere pubblicamente posizione contro ‘’l’ umiliante servizio’’ del Tg1 delle 20 del 25 gennaio sul Festival di Sanremo.
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Un premio al giornalismo di strada
Seconda edizione del premio dedicato a Gio’ Kappa un giornalista televisivo aquilano morto precocemente che si batteva per una tv della realtà e non dei reality
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‘’Quando fai parlare il contadino con la sua faccia rugosa e magari in dialetto, o l’ambulante che vende la frutta nel mercato, ottieni già un effetto dirompente, è la realtà che appare finta, perché non è più rappresentata’’. Era questa la televisione – sideralmente lontana da quella che domina sul duopolio - di Gio’ Kappa, soprannome professionale di Giuseppe Massari (nella foto durante una intervista in piazza), un giornalista aquilano morto precocemente a cui e’ stato dedicato un omonimo premio giornalistico.
(continua...)2009 – 2010 gli anni decisivi per il futuro dei media tradizionali
Quando Philip Meyer pubblicò nel 2004 il suo “the vanishing newspaper” diventato famoso soprattutto per la profezia secondo cui l’ultima copia del New York Times sarebbe stata stampata nel 2040 non aveva probabilmente previsto che nella fine del 2008 in Usa sarebbero fallite molte fra le maggiori banche e che l’economia mondiale sarebbe arrivata con un grosso fiatone a fine anno.
Allo stesso modo non era conscio di quello che sarebbe successo negli ultimi mesi di quest’anno Arthur Sulzberger quando nel febbraio del 2007 dichiarò “Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo leader”
Il giorno dell’ultima copia del New York Times si sta drammaticamente avvicinando ? Probabilmente sì . I segnali di un processo inarrestabile sono piuttosto chiari. Ma non è quello il problema . Il definire e spostare le date dell’ultima copia cartacea del più ascoltato giornale statunitense è un indicatore dei segni dei tempi, un indice come potrebber essere il Dow Jones per Wall Street.
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Tv: istant fiction in forte crescita in Uk
Fra le varie tendenze interessanti che sembrano emergere nel movimentato panorama della produzione TV, c'è quello delle Instant Fiction. Si tratta di prodotti che incrociano la fiction e il factual e che vedono la produzione e poi la messa in onda, entro poche settimane, di film TV o serie su fatti appena accaduti che hanno generato grande interesse nell'opinione pubblica. In pratica, si tratta di una sorta di docu-fiction di attualità su temi scottanti.
Lo rileva nella sua ultima newsletter l' e-media institute, annunciando la prossima pubblicazione di un rapporto dettagliato sulla produzione televisiva in Europa. Il rapporto - spiega l' stituto - "analizza, Paese per Paese, i principali mercati-territori del vecchio continente mettendo in evidenza tendenze e valori economici di uno dei settori della filiera media oggi piú esposti a drastici cambiamenti".
(continua...)Tv: 380 milioni di famiglie nel mondo guardano la ‘digitale’
Dall’ inizio del secolo ad oggi il numero di famiglie dotate di TV digitale nel mondo è triplicato arrivando a rappresentare, nel 2008, circa il 25% delle “famiglie TV” del globo: appunto, 380 milioni.
Lo annuncia e-MediaInstitute, spiegando che quasi il 60% delle “famiglie digitali” vive oggi nelle “regioni televisive” maggiormente evolute quali Nord America ed Europa Occidentale.
Più bassa la diffusione della TV digitale nelle altre regioni, che si distinguono però per tassi di crescita particolarmente elevati registrati soprattutto in Asia.
Nel 2012, il numero complessivo delle "famiglie digitali" nel mondo potrebbe raggiungere un valore vicino ai 700 milioni.
Sette miliardi di euro la “spesa per guardare” in Italia nel 2008
Fra il 2003 e il 2007 una crescita annua del 9% nel settore TV, cinema, Home Video, videogiochi, dovuta soprattutto, secondo e-Media Institute, allo sviluppo impetuoso della pay-tv
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La spesa delle famiglie italiane “per guardare” (TV, cinema, Home Video, videogiochi) potrebbe raggiungere a fine 2008 i 7 miliardi di euro.E’ uno dei dati elaborati da e-MediaInstitute, secondo cui tra il 2003, quando la spesa, a valori correnti, valeva circa 4,5 miliardi di euro, e il 2007, la crescita media annua sarebbe stata del 9%, soprattutto grazie al forte sviluppo della televisione a pagamento.
Nel corso degli ultimi 10 anni - rileva e-MediaInstitute - la Pay-TV ha dimostrato di non soffrire dei cicli recessivi e dovrebbe dunque continuare a crescere anche nel 2009.
Gli operatori – aggiunge - si preparano intanto alla "sfida di Natale" con sconti e promozioni che dovrebbero permettere di raggiungere i target previsti agli inizi dell'anno. Da gennaio, invece, comincera' la sfida per il contenimento del ‘churn rate’, il tasso di disdetta degli abbonamenti. In Europa, è Premiere la Pay-TV
Usa: la Tv resta un mezzo potente, ma la pubblicità è in frenata
Le stime di eMarketer parlano di un calo nella crescita degli investimenti pubblicitari del 4,2% nel 2009 e di una piccola ripresa nel 2010 – Crescerà la spesa nel settore dei video online, ma la previsione parla ancora di un 1,7% appena di tutti i ricavi pubblicitari del settore tv
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La televisione resta un media dominante e nei prossimi tre anni gli investimenti pubblicitari nel settore, negli Stati Uniti, resteranno elevati, anche se la crescita registrerà una frenata. Lo prevede una stima di eMarketer, secondo cui nel 2008 gli investimenti pubblicitari complessivi ammonteranno a 284,8 miliardi di dollari, il 25% dei quali (69,8 miliardi di dollari, più 2,9% rispetto al 2007) andranno alla TV. Mentre nel 2009, invece, l’ ammontare della spesa televisiva scenderà del 4,2%, a 66,9 miliardi. Per poi risalire – come mostra il grafico qui sotto – nel 2010 a 67,2 miliardi (più 0,5%).
“Questo calo riflette non solo le critiche condizioni economiche del paese, ma i cambiamenti di fondo nel modo con cui la pubblicità televisiva viene ora
Tv e cronaca: quando il crimine “invoca” l’ audience
L’ intreccio perverso fra cronaca e spettacolo trova negli schermi televisivi un perfetto bacino di coltura, tanto da determinare in parte anche i gesti di alcuni “mostri” - Gira intorno a queste tematiche il libro di Alvaro Fiorucci, “Il cacciatore di bambini – biografia non autorizzata del Mostro di Foligno”, appena edito da Morlacchi
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Sono i primi anni ’90 e la televisione comincia a scoprire la dirompente potenzialità commerciale dell’ audience crescente che si forma davanti al crimine raccontato per immagini e per suggestioni verbali. E’ in questi anni che il plastico della villetta di Cogne e il modellino dell’appartamento di Perugia dove è stata uccisa la studentessa inglese Meredith Kercher entrano a far parte del futuribile dell’intrattenimento del ventennio che verrà. E che si tessono le prime trame di quell’intreccio perverso tra cronaca e spettacolo che ci ha portato al difficile discernimento della realtà con il quale tutti facciamo i conti quando percorriamo certi canali navigando con il telecomando.
Interpretano bene questo momento anche Luigi Chiatti,protagonista principale, e Stefano Spilotros, personaggio incidentale de “Il Cacciatore di Bambini- biografia non autorizzata
TV: in Russia “una seria carenza di idee “
Nonostante tutte le migliori tecnologie, pesa sui giornalisti televisivi una marcata mancanza di cultura – E’ anche questo motivo, secondo Ašot Džazojan, segretario dell’ Unione dei giornalisti russi, che ha spinto alla creazione di una Facoltà di Studi Superiori sulla televisione presso l’ Università Statale di Mosca – Džazojan, che ne è primo vice-decano, ne parla in una
intervista a «Novye Izvestija» rilasciata anche in occasione dell’ annuale festival dei media
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di Valentina Barbieri
In un’intervista a «Novye Izvestija», il segretario dell’Unione dei giornalisti russi Ašot Džazojan propone alcune riflessioni sulla televisione russa e sulla necessità di formare dei giornalisti specializzati nel settore.
L’intervista è stata rilasciata in occasione della nascita della Facoltà di Studi Superiori sulla televisione dell’Università Statale di Mosca, di cui Džazojan è primo vice del decano, e dell’annuale festival dei media organizzato dall’Unione dei giornalisti russi.
Per quest’anno gli organizzatori prevedono la presenza di oltre 2 mila giornalisti provenienti da tutte le regioni della Russia, più di 200 giornalisti dai paesi dell’ex Unione Sovietica, colleghi da Europa ed Asia, rappresentanti di ONU ed Unesco.
Per il giornalismo russo si tratta di un interessante