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Consegnato il Premio Pestelli 2015 per la miglior tesi di laurea sul giornalismo, vincitore una ricerca sull’informazione in Sardegna

12 Febbraio 2016 Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,
premio-pestelliGiovedì 11 febbraio è stato conseganto a Torino il Premio Perstelli 2015 per la miglior tesi di laurea sul giornalismo. E' la prima volta che il Centro Studi e Ricerche sul giornalismo Gino Pestelli organizza il premio a cui hanno concorso tesi arrivate da ogni parte d'Italia.  Il Pestelli è un centro di studio e ricerca sul giornalismo in Itali, nato 50 anni fa da un'idea di Giovanni Giovannini, allora presidente dell'Associazione Stampa Subalpina (altro…)

Worlds of Journalim Study: ricerca internazionale sul giornalismo

4 Marzo 2015 Tag:, , , , , , , , ,
20120131-giornali-onlineIn 79 paesi del mondo è in corso una ricerca comparata sui temi più importanti legati alla professione giornalistica: dall’autonomia decisionale alle continue sfide poste dalla tecnologia. La ricerca si basa su un questionario riservato ai giornalisti e disponibile a questo indirizzo. (altro…)

La pietra tombale sul giornalismo freelance (e altre segnalazioni)

16 Marzo 2014 Tag:, , , , , , ,
rassegna - La pietra tombale sul giornalismo freelance (e altre segnalazioni) - La precarietà distrugge la libertà d'informazione -Si avvicina l’era del digital only? -Le fiamme di Euromaidan, i social media e il dolore degli altri -Joseph Stiglitz e i limiti dell’ innovazione -Derrick De Kerckhove *La Creatività nel Tempo delle Reti ( I ) -Alla guerra con i troll -Facebook introduce le video-pubblicità (altro…)

Calano i contributi su Facebook, segni di progressiva passività sul web

30 Agosto 2011 Tag:, , , , , , , ,
Facebook-trash I dati di una ricerca di GlobalWebIndex su 100.000 internauti in vari paesi del mondo mostrano in generale una tendenza al calo nella scrittura di articoli e nella riproduzione di contenuti originali sulle reti di microblogging (come Twitter) - Meno consumo di contenuti generati dagli utenti e crescita della tendenza a preferire i media tradizionali come fonti di informazione - I contenuti professionali restano le principali fonti di in formazioni, in particolare siti giornalistici e tv, anche se le reti sociali non sono molto staccate - Ma questi contenuti sono sempre più filtrati dalle reti sociali, che sono diventati gli attori principali della loro diffusione verso dei buoni destinatari ---------- Un massiccio declino dei contributi su Facebook – che mette in forse la convinzione di un futuro glorioso per il principale social network – nell’ ambito di un marcato declino della produzione di contenuti in generale: meno scrittura di articoli e meno riproduzione di contenuti originali sulle reti di microblogging (come Twitter). Meno consumo di contenuti generati dagli utenti e crescita della tendenza a preferire i media tradizionali come fonti di informazione. E’ quanto emerge, fra l’ altro, da

Pubblicità: le alchimie di Audipress sui lettori dei quotidiani cartacei deprimono gli investimenti sul web ?

7 Giugno 2011 Tag:, , , , , , , , , ,
Edicola Le maggiori testate intercettano flussi sempre più vistosi di lettori online, anche se ‘’il numero di lettori complessivi della carta stampata è comunque e sempre superiore’’ -  Quanto ai giornali locali, essi ‘’hanno investito poco nell’ online e sono  ancora saldamente ancorati al business cartaceo. D’altra parte se la pubblicità tende ancora a dare credito ai dati Audipress, come dar loro torto?’’ – Un articolo di Enzo Macrì sull’ Osservatorio europeo di giornalismo ---------- I dati sul numero di lettori delle edizioni online dei quotidiani italiani continuano a crescere ma il sistema  di calcolo dei lettori delle edizioni cartacee utilizzato da Audipress continua a fornire dei dati probabilmente sovrastimati,  rafforzando in questo modo  la scelta della carta come principale settore di investimento per gli inserzionisti. Una tendenza che finisce per penalizzare ulteriormente il flusso di risorse pubblicitarie sulle edizioni digitali dei quotidiani, soprattutto quelli regionali e locali, dove – contrariamente a quanto accade nelle grandi testate generaliste - il numero dei lettori online è nettamente inferiore al numero delle copie vendute e dove continua a pesare un forte ritardo nello sviluppo di nuovi modelli giornalistici per il digitale. Sono alcune