storia

Giornalismo dei dati, la storia del 2011 secondo il Guardian

31 dicembre 2011 Tag:, , , ,
Il Datablog del Guardian riprende in un post molto interessante numeri, dati e infografiche che hanno scandito i momenti più rilevanti della storia del 2011 così come il blog del quotidiano li aveva riportati, dal movimento di Occupy alle tensioni nell’ eurozona, dalle sommosse in Inghilterra a Fukushima. La rassegna mostra il grosso impegno e la fantasia che il giornale dedica al mondo dei dati e alla loro visualizzazione, sottolineando come, se i Fatti sono sacri (Facts are sacred, è il sottotitolo del blog), i dati sono l’ anima dei fatti. 30 – operai colpiti dalle radiazioni a Fukushima 48% - il tasso di disoccupazione giovanile in Spagna 52% - la crescita dei tassi di interesse dei bot in Italia Ecc. L’ articolo è qui.

Internet senza miti: un’ altra storia della Rete

11 gennaio 2011 Tag:, , , ,
Crisi Il tempo dei media non è quello della democrazia, ma è quello del commercio e dello spettacolo: la storia di internet, la storia vera, non la mitologia che si continua a diffondere a piene mani, lo sta dimostrando – In una lunga confessione su Novision, Narvic ricostruisce l’ evoluzione della Rete e il fallimento delle narrazioni che la vedevano come una ''seconda possibilità'' per il giornalismo – Internet non ha aperto affatto una ''nuova era dell' informazione'' e non è stata la chiave per rovesciare l' ''ordine mediatico'': alla fine, non offre niente che possa aiutare realmente a comprendere come va il mondo e a contribuire all' emancipazione del cittadino quando è il momento del voto – Per i giornalisti tutto è perduto: non vedo per loro altro futuro che quello di ‘’addetti al trattamento editoriale in contesto commerciale’’ – Ma per l' informazione non è detto che sia suonata la campana... – Fra gli interstizi della rete, dove  i media non vanno, si intravedono delle cose che accadono, dei piccoli avvenimenti che si producono, dei pezzi di realtà che appaiono e che potrebbero forse diventare importanti, o forse lo