servizio pubblico

Social politica e dintorni, una interessante analisi sul portale web della Tgr

21 Ottobre 2013 Tag:, , , , , , , ,
Social0Quanto sono social gli amministratori locali italiani e in particolare quanto twittano e arringano i propri elettori su Facebook  i presidenti di regione detti anche governatori? Un bel lavoro giornalistico in  tal senso è stato realizzato dalla Rai, in particolare dai giornalisti che operano sul portale web della Tgr, la testata regionale del servizio pubblico.   (altro…)

Proposte per rafforzare libertà e indipendenza del sistema italiano dei media

7 Dicembre 2012 Tag:, , , , ,
Rafforzare l' indipendenza dell'Autorità Garante delle Comunicazioni; salvaguardare l' autonomia del servizio pubblico radiotelevisivo; migliorare la chiarezza del quadro normativo per il pluralismo dei mezzi di comunicazione; salvaguardare la libertà di espressione nei confronti del diritto d’autore; aggiornare la legislazione sulla professione giornalistica e migliorare le condizioni di lavoro dei giornalisti.  

Sono le principali raccomandazioni proposte per l’ Italia nell’ ambito del progetto europeo Mediadem*, che saranno al centro di un Workshop organizzato dall’ Istituto Universitario europeo per il 13 dicembre, giovedì prossimo, (Villa La Fonte, San Domenico di Fiesole) dal titolo ‘’Libertà ed indipendenza nel sistema italiano dei media – Risultati della ricerca e prospettive di intervento’’.

  (altro…)

Le opinioni/
Mentre in UK si guarda al futuro, in Italia ci si copre gli occhi di fronte al presente

23 Maggio 2008 Tag:,
Gordon Brown In Gran Bretagna, terra pionieristica per quanto riguarda l’abbattimento della “verticalizzazione” dei rapporti tra istituzioni e cittadini, è stata lanciata in questi giorni l’ennesima iniziativa di stampo democraticamente “orizzontale”: il question time on-line ---------- di Andrea Fama Il seppur zoppicante Premier inglese Gordon Brown ha appena annunciato il lancio di quella che è una trasposizione multimediale del question time ordinario, che si tiene alla Camera dei Comuni e durante il quale i deputati pongono domande alle quali il Primo Ministro è obbligato a rispondere. La grande novità è che in questo caso le domande saranno poste direttamente dai cittadini, che le caricheranno sotto forma di video clip collegandosi alla sessione Ask the PM (“Chiedi al Primo Ministro”) del sito YouTube, e saranno poi gli stessi utenti a votare le domande più interessanti da girare al Premier. I temi caldi di questo nuovo forum on-line, ha annunciato Brown, spazieranno dalla globalizzazione ai servizi pubblici locali, dal cambiamento climatico all’occupazione, e se da un lato si parla di una “democrazia diretta” per la prima volta promossa da un Premier - mentre dai banchi dell’opposizione si grida all’appropriazione indebita di un’idea già avanzata dal leader dei conservatori, poco importa,

Servizio pubblico: in UK l’ Authority usa un blog per avviare un dibattito

30 Aprile 2008 Tag:, ,
Il logo dell' Ofcom L’ Autorità per le Comunicazioni del Regno Unito (l’ Ofcom) ha affidato anche a un blog l’ avvio di una discussione sul futuro assetto del servizio pubblico. Perché – si chiede Luca Conti sul suo sito, pandemia - non si ha il coraggio di fare una cosa analoga in Italia con la Rai?.

La situazione la conosciamo tutti benissimo
– spiega Conti -. RAI è una azienda completamente pubblica in mano ai partiti. Il consiglio d'amministrazione è nominato dal parlamento, tra maggioranza ed opposizione, e governa la RAI insieme ad un Direttore generale di nomina ministeriale.

Da tempo si discute di come riformare la RAI per renderla più efficiente e più rispondente ai bisogni del servizio pubblico ma non succede nulla di concreto. Per ora c'è la Legge Gasparri e probabilmente nessuno la cambierà a breve. Fine.

Nel Regno Unito Ofcom, l'autorità delle comunicazioni, ha aperto un dibattito pubblico sul futuro del sistema radiotelevisivo inglese. Come? Con l'uso dei social media e in particolare con un blog e con

“Salviamo la tv pubblica!”, una petizione contro il progetto Sarkozy

20 Febbraio 2008 Tag:,
Il logo della campagna I giornalisti di France2 hanno aperto un sito online lanciando una raccolta di firme per contrastare l’ ipotesi di togliere pubblicità al servizio pubblico – Un “colpo di mano" a favore della tv privata – TF1, il principale canale privato, raggiungerebbe il 70% del mercato ----------

Una petizione contro il progetto di soppressione della pubblicità per la tv pubblica previsto dal presidente Sarkozy e dal suo governo sta raccogliendo in Francia amplissime adesioni. La petizione è stata lanciata dalla Société des journalistes (SDJ, una sorta di Comitato di redazione allargato) di “France 2”, la principale rete pubblica di Oltralpe, su un sito online chiamato “Sauvons la télévision publique” (Salviamo la tv pubblica).

Lo annuncia un articolo di Agoravox.

Si tratta di un sito molto ampio e ricco di materiali e d prese di posizione contro l’ ipotesi di cancellare la pubblicità per le emittenti pubbliche, una misura che viene considerata da molti in Francia un “colpo di mano” a favore della televisione privata e di quei settori editoriali in particolare, come Martin Bouygues – il proprietario di TF1,