Sarkozy

Sarkozy promette uno status giuridico specifico all’ editore online

23 Gennaio 2009 Tag:, ,
sarko.jpg Che dovrà però assumere giornalisti professionisti e assicurare un trattamento giornalistico dell' informazione – In cambio lo stesso regime fiscale per le società editoriali su carta, con una detassazione degli investimenti e, “se i nostri partner europei ce lo permetteranno, un' Iva ridotta” ----------

di Adriano Farano

Parigi, 23 gennaio - C’ era tutto il gotha parigino stamane all’Eliseo per ascoltare il discorso di Nicolas Sarkozy in occasione della consegna del libro verde degli Stati Generali della stampa scritta. Fortissimamente voluti dal presidente francese, gli Stati generali sono stati l’ occasione di una riflessione approfondita degli addetti ai lavori del mondo editoriale d’ Oltralpe.

"Con gli Stati Generali della Stampa lo Stato si impegna su un piano d' investimenti triennale in cambio di una ristrutturazione di un settore, quello della stampa, che, è bene ricordarlo, è in crisi ben prima della Crisi”, ha detto Sarkozy. Che ha poi minimizzato le critiche di quelli che hanno snobbato gli Stati generali in nome dell’indipendenza editoriale come il giornale online Médiapart, fondato dall’ex direttore della redazione di Le Monde, Edwy Plenel. “Sono gli stessi che

Il SNJ-CGT lascia gli Stati generali della stampa, giudicati solo una “ode al capitalismo mediatico”

7 Dicembre 2008 Tag:, ,
stati-generali.jpg Il sindacato dei giornalisti francesi, uno dei maggiori, giudica solo “una parodia di concertazione” la kermesse organizzata da Nicolas Sarkozy, mentre per Acrimed il documento Giazzi, che è alla base dell’ iniziativa, "punta soltanto a favorire mercificazione e concentrazioni" ----------

Il Sindacato Nazionale dei Giornalisti francesi (Snj, aderente alla CGT) ha abbandonato gli  Stati generali della stampa scritta, la grande kermesse organizzata dal presidente Nicolas Sarkozy per fare il punto sulla crisi della stampa francese, sostenendo che i primi risultati dei lavori delle commissioni avrebbero confermato le loro forti perplessità inziali.

Sin dal lancio degli Stati generali, spiega un documento della Snj-Cgt (uno dei quattro sindacati dei giornalisti francesi), “avevamo denunciato la parodia di concertazione messa in campo dall’ Eliseo e le minacce che questa strategia fa pesare sul diritto all’ informazione e sull’ integrità morale e professionale dei giornalisti”.

E’ chiaro a questo punto, secondo la Snj, che questi Stati generali “hanno un solo scopo: organizzare il mercato e la redditività di un nuovo modello

“Stati generali della stampa” in Francia all’ insegna del Sarkozismo

10 Ottobre 2008 Tag:, ,
Sarkozy Alla base della kermesse convocata dal presidente francese il Rapporto Giazzi, un’ analisi di taglio conservator-pragmatico che usa nei confronti dei nuovi media il metodo del bastone (ampliare le prerogative dei giornalisti tradizionali) e della carota (estendere le agevolazioni alla stampa on-line) – Sussidi record alla stampa per 282 milioni di euro per il solo 2008, ma “come razionalizzarli?” ----------

di Adriano Farano

282 milioni di euro per il solo 2008. In Francia l’ammontare dei sussidi alla stampa è da guinness dei primati. Un record in Europa, contrariamente a quanto affermato dall’ International Herald Tribune nel 2006 che riteneva l’Italia al primo posto. Ma come razionalizzare questi aiuti? E’ questa la domanda che sottende I media e il digitale, il Rapporto* elaborato da Danièle Giazzi, segretaria nazionale dell'UMP, il partito del presidente.

Commissionato da Sarkozy, lo studio ha fatto da base di discussione per gli Stati Generali della Stampa scritta, lanciati il 2 ottobre all’Eliseo.

Le innovazioni preconizzate per la stampa online sono essenzialmente due.
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Riparte a Sarkolandia il movimento per gli Stati generali dell’ informazione

29 Febbraio 2008 Tag:
Sarkozy e la stampa Nel paese dove potere politico e potere mediatico si tengono per mano nella maniera più evidente, è stato lanciato un appello per una seconda sessione degli Stati generali per il pluralismo dei media ----------

A Sarkolandia il potere politico e il potere mediatico si tengono per mano. Raramente, da decenni, l’ interdipendenza fra i due poteri ha raggiunto un tale grado.

Su questo sfondo è stato lanciato in Francia alcuni giorni fa un appello per una seconda sessione degli Stati generali per una informazione e dei media pluralisti.

« L’information, c’est notre affaire » è il titolo dell’ iniziativa, che si terrà a Parigi il 17 maggio prossimo.

Il movimento per gli Stati generali dell’ informazione era partito ufficialmente il 3 ottobre 2005, con un primo appello , a cui era seguito un incontro nazionale dei media associativi tenuto a Marsiglia nel maggio 2006 e una prima sessione degli Stati generali, il 30 septembre 2006 (qui il testo della Dichiarazione finale).

“L’informazione è un bene pubblico – afferma ora il nuovo appello

“Salviamo la tv pubblica!”, una petizione contro il progetto Sarkozy

20 Febbraio 2008 Tag:,
Il logo della campagna I giornalisti di France2 hanno aperto un sito online lanciando una raccolta di firme per contrastare l’ ipotesi di togliere pubblicità al servizio pubblico – Un “colpo di mano" a favore della tv privata – TF1, il principale canale privato, raggiungerebbe il 70% del mercato ----------

Una petizione contro il progetto di soppressione della pubblicità per la tv pubblica previsto dal presidente Sarkozy e dal suo governo sta raccogliendo in Francia amplissime adesioni. La petizione è stata lanciata dalla Société des journalistes (SDJ, una sorta di Comitato di redazione allargato) di “France 2”, la principale rete pubblica di Oltralpe, su un sito online chiamato “Sauvons la télévision publique” (Salviamo la tv pubblica).

Lo annuncia un articolo di Agoravox.

Si tratta di un sito molto ampio e ricco di materiali e d prese di posizione contro l’ ipotesi di cancellare la pubblicità per le emittenti pubbliche, una misura che viene considerata da molti in Francia un “colpo di mano” a favore della televisione privata e di quei settori editoriali in particolare, come Martin Bouygues – il proprietario di TF1,