Ruta

Una sentenza shock per la libertà sul web

3 Settembre 2008 Tag:
Carlo Ruta Le motivazioni della condanna dello storico Carlo Ruta, diffuse in questi giorni, acuiscono le preoccupazioni per una sentenza fortemente antidemocratica - Secondo il giudice, il blog Accadeinsicilia era da considerarsi addirittura un giornale quotidiano – Allarme e mobilitazione per l’informazione in rete ---------- Lontana dai motivi di una vera democrazia, ma prossima alle logiche che vigono a Teheran e a Pechino”, la sentenza sulla vicenda dello storico Carlo Ruta (vedi Lsdi, Storico condannato per un blog ritenuto ‘stampa clandestina’),  di cui è stata ora depositata la motivazione, “apre di fatto un varco pericolosissimo, offrendo ai potentati italiani, sempre più timorosi della libertà sul web, un precedente per poter colpire i blogger scomodi, i siti che fanno informazione libera, documentazione, inchiesta. E’ quindi importante che la risposta a tale atto, già imponente in rete e significativa in altri ambiti, si estenda ulteriormente”. In una nota diffusa anche sul web, alcuni amici di Ruta commentano con giusta asprezza il taglio della motivazione della sentenza che aveva equiparato un blog di analisi e di ricerca storica a una “pubblicazione clandestina” (dove quel termine originariamente non poteva che richiamare il concetto di “eversione”).

Storico condannato per un blog ritenuto “stampa clandestina”

14 Giugno 2008 Tag:, ,
Giovanni Spampinato Lo studioso siciliano Carlo Ruta è stato ritenuto colpevole del reato di stampa clandestina - Si trattava in realtà un normale sito internet di documentazione storica e sociale, Accaddeinsicilia, già oscurato d’ autorità – Ruta era stato denunciato da un magistrato ragusano al centro di durissime critiche per la gestione dell’ inchiesta sull’ uccisione del giornalista Giovanni Spampinato (nella foto) – “Un attacco frontale al mondo del web e alla democrazia nel nostro paese” ----------

Condannato da un tribunale della Repubblica lo storico Carlo Ruta per il reato di “stampa clandestina”, per aver curato il sito internet di documentazione storica e sociale “accadeinsicilia”, già oscurato d’ autorità.

La condanna ha suscitato forti reazioni e viene considerata in un documento “un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia.

La sentenza è stata emessa da Patricia Di Marco, giudice presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell’Antimafia Francesco Forgione, in relazione