La redazione di Rue 89, noto sito di giornalismo partecipativo, e una trentina di studenti del CFJ (Centro di formazione dei giornalisti), una delle principali scuole di giornalismo francesi, hanno ripreso tutti gli argomenti al centro di queste teorie, interrogando testimoni oculari e specialisti, ma la conclusione è netta: i portatori di queste teorie non sono stati in grado di offrire nessuna prova razionale e consistente dell’ esistenza di un qualche reale complotto
(disegno di Hervé Fell)
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La redazione di Rue 89, noto sito di giornalismo partecipativo, e gli studenti del CFJ (Centro di formazione dei giornalisti), una delle principali scuole di giornalismo francesi, hanno realizzato una grande inchiesta sulle teorie del complotto fiorite in abbondanza dopo gli attentati dell’ 11 settembre.

Limitarsi a screditare quelli che difendono, spesso con passione, le tantissime ipotesi complottiste, senza mai contestarle punto per punto, è un grave errore. Piuttosto – spiega fra gli altri Narvic in una sua nota – bisogna rispondere ai complottisti, punto per punto, pazientemente. Con serietà, raziocinio e metodo. E’ il


Agoravox, Mediapart e Rue 89: tre interviste pubblicate da “Le Mensuel de l’ Université” (un magazine interuniversitario online) delineano tre modelli mediatici diversi, tre modelli economici distinti, tre filosofie originali – Tutte e tre le testate però danno grande risalto al carattere partecipativo della loro esperienza e puntano a difendere e a sviluppare il giornalismo investigativo
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Michel Levy-Provençal ha annunciato che rivenderà le sue azioni perché non è d’ accordo con la linea editoriale del sito francese, una iniziativa di grande successo nel campo del giornalismo partecipativo – Secondo l’ ex fondatore del sito, di partecipativo nel sito sarebbe rimasto solo il nome
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