rivoluzione digitale

La verità non sta dentro le gabbie

22 maggio 2017 Tag:, , , , , , , , , ,
Il gran parlare che si fa oggi  sulla verità, sull’aggettivo diventato improvvisamente sostantivo “post-verità”, e sulle fake news di Trumpiano esempio, ha creato, a nostro modestissimo avviso, prima una lieve distorsione fra la natura del dibattito e il suo significato. In seguito e a stretto giro di posta la distorsione si è andata via via ampliando,  e ora sta assumendo sempre più le dimensioni di una voragine, enorme, cosmica.     Come spesso accade, soprattutto nel BelPaese, ci siamo subito dimenticati del significato e del motivo della contesa, e ci siamo suddivisi in mille rivoli sparsi che commentano ad ogni piè sospinto questa o quella posizione più o meno autorevole, più o meno politicamente schierata, più o meno utile alla soluzione del problema.     Come dire: tanto rumore per nulla, ma anche, alla toscana: " Tanto tonò  che piovve! ". Alla fine infatti “dibatti che ti dibatti”, qualcuno ha pensato bene di alzare il tono e dalla sua privilegiata e potente posizione, legittimata peraltro da pubbliche elezioni e quindi da un voto popolare democraticamente espresso, di presentare un disegno di legge -  addirittura di respiro internazionale - per imporre nuove norme alla libertà di espressione.

Il metodo Bezos

13 giugno 2016 Tag:, , , , , , , , , , , ,

washington-postA circa vent'anni dall'avvento della rivoluzione digitale il mondo dell'editoria è ancora alla ricerca del cosiddetto modello di business. I giornali, gli editori, in tutto il mondo, continuano a perdere copie vendute, cartacee, e nonostante un progressivo e costante aumento dei lettori delle edizioni digitali dei loro prodotti, non riescono a costruire un sistema che generi profitti in ambito digitale, simile o anche più efficiente del precedente modello industriale. Uno degli imprenditori più noti del mondo digitale, Jeff Bezos, proprietario del colosso Amazon, circa tre anni fa ha deciso di entrare nel mondo dell'editoria dalla porta principale rilevando per 250 milioni di dollari uno dei quotidiani più importanti degli Stati Uniti e di tutto il mondo anglosassone: Il Washinghton Post. Bezos, per sua stessa ammissione, non ha comprato il prestigioso quotidiano per un suo sfizio personale, ma in prima battuta per salvaguardare una istituzione importante del mondo della stampa e poi  per provare a costruire un'efficace macchina da profitto nell'ambito del giornalismo moderno e renderla anche giornalisticamente più forte.

Siamo dentro la civiltà digitale

12 aprile 2016 Tag:, , , , , , ,
UnknownEstratti dall’ incontro-lezione di Carlo Verdelli, Direttore editoriale per l'Offerta Informativa della Rai, tenutasi  il 26 febbraio scorso all’Università di Padova a conclusione del corso di “Linguaggio giornalistico” dell’anno accademico 2015-2016 di Raffaele Fiengo.  Il tema dibattuto : “Giornalismo un check up”. Assieme a Verdelli e Fiengo nel video anche Vincenzo Milanesi, direttore del dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISSPA). Nel corso del suo intervento Verdelli, che è stato fra le altre cose vice direttore del Corriere della Sera e direttore della Gazzetta dello Sport, ha parlato a lungo della transizione digitale, sottolineando più volte e con grande vigore e precisione che la vera  novità della  rivoluzione che sta vivendo il mondo dell'informazione non sta (solo) nelle nuove tecnologie ma nell'approccio culturale che deve forzatamente essere diverso. (altro…)