riforma

La libera circolazione delle informazioni non è garantita

15 Ottobre 2018 Tag:, , , , , , , , ,
La libera circolazione delle informazioni non è garantita, soprattutto online, sul web, in rete, dove invece, pare, stiano riponendo tutte le speranze  le attuali forze di governo del nostro Paese che intendono sbarazzarsi in pochi semplici passaggi delle istituzioni che sovraintendono all'attività del comparto e dei finanziamenti pubblici che sostengono il medesimo comparto. Niente di male, intendiamoci, a voler metter mano ad un necessario riassetto del settore. Ma esercitare una opzione politica sulla libertà di espressione e informazione delle persone non crediamo possa essere in nessun modo la scelta corretta.  La rete non è libera, purtroppo, e non ci riferiamo alle ultime riforme della privacy europea recentemente entrate in vigore con l'applicazione del GDPR, e nemmeno alla recente approvazione delle nuove norme europee sul Copyright. Certo l'applicazione del  GDPR come chiunque può facilmente constatare di persona, ha portato all'oscuramento volontario di una serie di siti che hanno pensato bene di non adeguarsi alla normativa per mancanza di interesse verso un mercato, quello europeo, dove evidentemente non ritengono di poter fare "affari". Certo se e quando dovesse essere reso operativo il decreto europeo sul Copyright scatteranno limitazioni molto evidenti

Riformare l’Ordine

24 Febbraio 2016 Tag:, , , , , , , , ,
quotidianoRiceviamo e pubblichiamo questo pezzo da parte del collega giornalista Stefano Tesi e invitiamo chiunque fosse interessato a scrivere sulla materia a partecipare al dibattito pubblicamente sulle nostre pagine inviandoci sue riflessioni sul tema. Dal canto nostro vorremmo precisare di essere stati chiamati a partecipare al processo di realizzazione della legge  per l'assegnazione di fondi pubblici a sostegno dell’editoria, proposta di legge che molto presto comincerà il suo percorso parlamentare per essere approvata. Nel testo della legge è contenuta anche una, davvero molto poco edificante e decisamente riduttiva << riforma >> dell'Ordine dei giornalisti dalla quale noi di Lsdi ci siamo pubblicamente dissociati in sede di audizione presso la Commissione Cultura della Camera. (altro…)

Ordine dei giornalisti: rompere le righe?

10 Ottobre 2014 Tag:, ,
Ordine-1Rompere le righe? Abbandonare un Ordine che “non è riformabile da dentro”' e battersi per un nuovo istituto in grado di adeguarsi alle profonde trasformazioni della professione? È lo scenario - un orizzonte del tutto nuovo - apertosi dopo le dimissioni dal Consiglio nazionale di tre giornalisti romani dell'area progressista di “Liberiamo l’informazione”: Carlo Bonini, Pietro Suber e Anna Bandettini. Alle loro dimissioni e alle motivazioni che le hanno determinate è stata dedicata una parte del dibattito al Consiglio nazionale che si è tenuto in questi giorni nel salone risorgimentale dell’Hotel D’Azeglio, a Roma. (altro…)

Ordine dei giornalisti, ‘’facciamo cominciare il futuro’’

14 Marzo 2014 Tag:, , , , ,
ordine Il numero dei pubblicisti cresce in maniera costante. Ma al loro interno sono sempre di più i giovani giornalisti precari e indifesi, ingabbiati nel recinto di uno status – il pubblicismo – che consente agli editori di utilizzarli come forza lavoro a costi bassissimi. Chiuse le porte delle redazioni, il pubblicismo è ormai diventato un canale di accesso alla professione: ma è un accesso a condizioni sempre più umilianti, sia sul piano dei redditi che su quello dei diritti e della identità professionale. E’ una delle principali questioni alla base della proposta di riforma dell’ Ordine (un albo/un elenco dei ‘’giornalisti abilitati alla professione’’) messa a punto da ‘’Liberiamo l’ informazione’’, l’ area di opposizione alla gestione del Cnog da parte di Enzo Iacopino e dei suoi alleati.  Da Art21 riprendiamo un intervento  in risposta a una nuova proposta di Carlo Verna.   (altro…)

Riforma dell’Ordine dei giornalisti: la vittoria dei ‘fantasmi’

25 Gennaio 2014 Tag:,
Fantasmi I fantasmi dei giornalisti ‘invisibili’, quei 50.000 pubblicisti di cui nessuno conosce bene la fisionomia, sono riusciti a vincere la partita dell’ultimo Consiglio nazionale dell’Ordine, facendo prevalere una proposta di riforma che si illude di togliere agli editori il potere formale di decidere chi sarà giornalista –  attraverso l’accesso universitario alla professione - ma che, confermando la distinzione fra professionisti e pubblicisti, lascia loro campo libero su  quello che è diventato il bacino principale di reclutamento della forza lavoro, il pubblicismo. Sancendo così la prevalenza della via pubblicistica alla professione. E la condanna dei pubblicisti professionali a una inesorabile condizione di precariato a vita.   (altro…)