redazioni

Lotta di classe (d’ età) in redazione

25 Settembre 2008 Tag:, ,
Redazione La frattura culturale, sempre più evidente, che si va diffondendo nel mondo del giornalismo nasconde una frattura generazionale – Un intervento del giornalista e blogger francese Narvic e i dati dell’ evoluzione demografica del giornalismo professionale in Francia - In un quadro di spettacolare ringiovanimento, l’ innalzamento del livello di formazione dei giornalisti si accompagna a una progressiva precarizzazione della professione, mentre la nuova generazione non vede mai « venire il proprio turno » ----------

L’ argomento è venuto a galla già diverse volte in queste settimane (vedi Lsdi, Twitter, un secondo funerale, no! e Giornalismo online, i conti continuano a non tornare), anche se in maniera obliqua. Questa volta invece Narvic su Novovision lo affronta invece in maniera esplicita in un intervento intitolato “Crisi generazionale nel giornalismo”).

Il giornalismo contemporaneo – secondo Narvic – è segnato da una profonda frattura culturale, che ricalca ampiamente una frattura generazionale che si legge facilmente nella demografia professionale dei giornalisti.

Di fonte alla evidente incapacità della vecchia generazione, oggi al comando nelle redazioni, di

Ma è davvero necessario che i giornalisti abbiano una redazione fissa dove lavorare?

4 Luglio 2008 Tag:, , , , ,
out-121.jpg Un editore del New Jersey sta sgomberando la sede del giornale (risparmierà così 2,4 milioni di dollari l’ anno di gestione) e “immagina” i giornalisti come degli sciami di api che lavorano a tempo pieno ‘sulla strada’ oppure delle redazioni che condividono a tempo lo stesso desk ----------

Ma è davvero necessario che i giornalisti abbiano una redazione fissa dove lavorare? Se lo chiede Philip M. Stone in un articolo su FollowTheMedia (Ftm), raccontando come l’ editore di un giornale del New Jersey,  The Record in Hackensack, stia svuotando la sede principale del giornale e come i giornalisti siano preoccupati (“pensiamo che questo significhi toglierci di mezzo”). Ma lui, l’ editore, immagina dei giornalisti che lavorano a tempo pieno fuori dalla redazione.

Stephen A. Borg dice che chiudendo la sede e trasferendo la redazione in un altro giornale che controlla, The Herald News (West Paterson), l’ azienda potrebbe risparmiare 2,4 milioni di dollari lp’ anno, eliminando l’ energia elettrica, le pulizie e tutti quei servizi necessari per far andare avanti un palazzo. Ma è la sua idea su

Della dignità del giornalismo digitale

30 Giugno 2008 Tag:, , ,
out-91.jpg Dopo il nostro articolo dal titolo “Il giornalismo dopo internet: un mestiere al ribasso?” , Vittorio Pasteris, della redazione di lastampa.it, sollecita con questo intervento un dibattito sulla “dignità intrinseca del giornalismo on-line non come forma residuale di giornalismo, ma come espressione completa del fare l’ informazione” – Riservando una esplicita testimonianza sulla situazione relativa alla redazione online del quotidiano a quando “gli organismi preposti concluderanno le loro indagini analizzando, verificando e deliberando sul passato, presente e futuro della stessa” ----------

di Vittorio Pasteris (lastampa.it)

 

Un recente scritto da Lsdi ripreso dal Barbiere della Sera, molti fatti vissuti in prima persona o letti in rete, sono segni dei tempi e richiamano a una riflessione importante su quello che in senso esteso potremmo chiamare dignità del giornalismo digitale.

Il post Il giornalismo dopo internet: un mestiere al ribasso? tratto da Ldsi (Libertà di Stampa Diritto all'informazione) e poi rilanciato dal Barbiere della Sera, presenta riflessioni a partire dal libro Le journalisme après internet , del ricercatore francese Yannick Estienne, sul futuro stesso del giornalismo ai tempi della rete o per meglio

Il giornalista? In fondo serve ancora a qualcosa

29 Maggio 2008 Tag:, , ,
A che serve un giornalista? Alle Assise internazionali del giornalismo di Lille Benoit Raphael ha trovato un clima cupo sulla situazione della professione, un’ atmosfera di vera e propria “angoscia esistenziale” – Ma anche se alcune funzioni del giornalista stanno scomparendo, internet ne sta portando altre – Non ha più il monopolio della mediazione informativa, perde il ruolo di testimone della notizia e di analista, ma conserva ad esempio il ruolo di verifica e contestualizzazione, quello di investigazione e, soprattutto, la funzione di rendere accessibile a tutti il flusso di informazioni che la rete diffonde ----------

Di ritorno dagli incontri di Lille, dove ha tenuto un intervento sul giornalismo partecipativo, Benoit Raphael ricostruisce sul suo blog l’ atmosfera – piuttosto cupa – che aleggia sul mondo del giornalismo.

Dominano la confusione e la tentazione della ritirata, dice, parlando anche di vera e propria “angoscia esistenziale” che caratterizzerebbe questo nostro tempo ora che si è capito “che i soldi non arrivano più” e che “stanno per cominciare i primi pesanti colpi sulle redazioni”.
Le Assise di Lille si

I media online nell’ era della distruzione creativa

18 Maggio 2008 Tag:, ,
Elettrofotografia L’ analisi del futuro dei nuovi media attraverso sei domande chiave in un ampio articolo su Agoravox - Come si può guadagnare del danaro? C’ è un modello economico possibile? - Che cosa ci si può attendere dall’ evoluzione della pubblicità e degli inserzionisti? – Ancora: chi produrrà l’ informazione ? - E così via fino alla domanda ovvia: ma allora, che devono fare i media online? – Il dibattito è aperto e non ci sono risposte definitive, ma almeno una direzione è chiara: investire, innovare, fare evolvere le pratiche e la cultura delle redazioni – Tenendo conto comunque che il valore dell’ informazione “bruta” comincia a tendere verso lo zero. Nella foto: Elettrografia della serie “Energie!” di Thorsten Fleisch (http://fleischfilm.com/). ----------

Si parla tanto dell’ avvenire della carta stampata, ma c’ è un’ altra questione importante: quella del futuro dei media online.
E’ da questa premessa che parte Francois Guillot  (33 anni, consulente in Comunicazione, associato al Gruppo i&e, dove è incaricato delle strategie Internet) in un ampio articolo su Agoravox, per analizzare la situazione di quelle testate giornalistiche professionali che – dice –