‘’Non ci piace essere ricordati per quello che subiamo, ma per quello che facciamo, o meglio, proviamo a fare». E’ così che Carlo Russo, uno degli animatori di ‘’Radio Siani’’, spiega la missione dell’ emittente web di Ercolano che dal 2009 lavora per il risveglio delle coscienze; perché, è lo slogan della radio dedicata al giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra, “le idee non si fermano con la paura” – Una ricostruzione della storia e dei progetti di una emittente in prima linea nella lotta contro la cultura indotta dalla criminalità organizzata
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I cento passi di Radio Siani, contro la cultura della camorra
‘’Non ci piace essere ricordati per quello che subiamo, ma per quello che facciamo, o meglio, proviamo a fare». E’ così che Carlo Russo, uno degli animatori di ‘’Radio Siani’’, spiega la missione dell’ emittente web di Ercolano che dal 2009 lavora per il risveglio delle coscienze; perché, è lo slogan della radio dedicata al giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra, “le idee non si fermano con la paura” – Una ricostruzione della storia e dei progetti di una emittente in prima linea nella lotta contro la cultura indotta dalla criminalità organizzata
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Un Gr dal carcere di Bollate
Un giornale radio realizzato interamente nel carcere di Bollate. Nell’ ultimo numero di carteBollate, la rivista nata all’ interno del carcere milanese, un dossier fa il punto sulla nuova esperienza, iniziata a gennaio di quest' anno.
Diventati radiocronisti per caso i detenuti-redattori di carteBollate hanno condotto un GR che è andato in onda tutte le domeniche sulle frequenze di Radiopopolare e che è stato ripreso da Rai Uno.
Maria Itri, giornalista radiofonica che ha coordinato questa attività, collaboratrice di Lsdi, spiega le emozioni di questa lunga avventura: ‘’per raccontare un mondo come quello del carcere non c’è uno strumento migliore della radio’’
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Radio Ambulante, un progetto di giornalismo narrativo per l’ America Latina
L’ America latina ha una lunga tradizione di racconto radiofonico e per decenni le radionovelas hanno avuto un ampio seguito nella regione, anche se con l’ avvento della televisione questa popolarità è andata leggermente calando. La radio – osserva Antonio Jiménez su NiemanLab – continua ad essere molto importante in vari paesi di lingua spagnola, ma la sua programmazione è dominata da programmi dal vivo e dalla musica.
Radio Ambulante sta cercando di far rivevere i vecchi tempi, captando l’ attenzione della gente ma con il giornalismo narrativo piuttosto che con la fiction.
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Ungheria: il parlamento liquida anche l’ ultima voce di opposizione
Il panorama dell’ informazione in Ungheria diventa sempre più cupo. Il parlamento di Budapest, dominato da una maggioranza fortemente conservatrice, ha approvato venerdì scorso una legge che porterà alla chiusura dell’ ultima voce di opposizione ancora in vita, Klubradio.
La norma – spiega Lettera43 - cancella l’ obbligo di assegnare le frequenze tramite concorso e azzera la sentenza con cui il tribunale aveva annullato un falso concorso con cui il Consiglio dei media aveva assegnato la licenza a una emittente fasulla pur di non concederla a Klubradio.
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Perugia/ Usa, 17% non si informano mai e 17% leggono un quotidiano ogni giorno
17%: è la percentuale di tutti gli americani che durante una intera giornata non si informano in nessun modo, ma anche quella degli americani che leggono almeno un giornale ogni giorno.
Curiosamente, ha commentato a Perugia Lee Rainie, direttore del Pew Research Center’s Internet & American Life Project, in un intervento sul tema News in a networked world.
Fra i non lettori assoluti, il 31% sono giovani fra i 18 e i 34 anni, mentre è del 22% la percentuale fra quelli di età 30-34 anni.
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Esperimento a Radio Firenze, una città in 140 caratteri per una emittente social
Quando un social network minimale incontra una radio privata è possibile che la tutt'altro che scontata commistione dia origine ad un ibrido denominabile social radio?
L' esperimento comunicativo è in corso di realizzazione a Firenze e si chiama Radio Firenze.
Un marchio prestigioso, addirittura storico, se si pensa che è proprio con questo nome che nel 1932, la Rai, all' epoca Eiar, iniziò a trasmettere dal capoluogo toscano.
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2009 – 2010 gli anni decisivi per il futuro dei media tradizionali
Quando Philip Meyer pubblicò nel 2004 il suo “the vanishing newspaper” diventato famoso soprattutto per la profezia secondo cui l’ultima copia del New York Times sarebbe stata stampata nel 2040 non aveva probabilmente previsto che nella fine del 2008 in Usa sarebbero fallite molte fra le maggiori banche e che l’economia mondiale sarebbe arrivata con un grosso fiatone a fine anno.
Allo stesso modo non era conscio di quello che sarebbe successo negli ultimi mesi di quest’anno Arthur Sulzberger quando nel febbraio del 2007 dichiarò “Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo leader”
Il giorno dell’ultima copia del New York Times si sta drammaticamente avvicinando ? Probabilmente sì . I segnali di un processo inarrestabile sono piuttosto chiari. Ma non è quello il problema . Il definire e spostare le date dell’ultima copia cartacea del più ascoltato giornale statunitense è un indicatore dei segni dei tempi, un indice come potrebber essere il Dow Jones per Wall Street.
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B92: la radio è diventata tv e web
B92, la radio di Belgrado famosa per le sue posizioni indipendenti e la sua dura opposizione al regime di Milosevic, è diventata anche una Tv a diffusione nazionale e un sito Internet d’ informazione. Dando vita a un buon esempio di fusione di tre fra i principali mezzi di comunicazione.
Ne racconta la storia un ampio articolo su CaféBabel.com , in occasione della la giornata Onu per la televisione.CaféBabel ha dedicato a questa celebrazione un Dossier dal titolo La tv che non c’è , dichiarando di voler celebrare, appunto, “ una tv che sia strumento di dialogo tra le culture. Un’utopia di fronte a un mezzo in crisi – di valori e di contenuti – e sorpassato da Internet". Fuori e dentro il mainstream, però, secondo CaféBabel, la tv può ancora funzionare. Come? Facendo informazione.
Nel dossier:
B92: radio, televisione e Internet in Serbia , di Marina Lalovic / Francesca Barca
Telejato: una televisione antimafia , di Mattia Bergamini
Il futuro della televisione è Internet? ,
Russia: i media sotto la pressione del nazionalismo
La vicenda di Echo Moskvy (nella foto il logo), una radio storica di Mosca, dove una frase formalmente neutra ha invece scatenato un putiferio, che ha portato all’ allontanamento di una nota collaboratrice – Le accuse di "antipatriottismo" - Una intervista di Izvestjia ad Aleksej Venediktov, direttore dell’ emittente
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di Valentina Barbieri
La guerra tra Georgia e Russia ha il tiro lungo, e colpisce anche fuori dagli stretti confini dello spazio e del tempo.
In tempi di guerra, si sa, il giornalismo si trova ad affrontare uno stato perenne di tensione, dato dal pericolo per la vita dei giornalisti e i rischi di censura.
Quella che subiscono invece i media russi è una pressione che dal patriottismo si spinge verso il nazionalismo e che parte da una società che da anni incamera il solito ritornello “grandezza russa, patriottismo, ruolo internazionale”.
Scendendo in termini concreti, se un mezzo di comunicazione russo parla in termini critici dell’intervento russo in Georgia può essere accusato di tenere un atteggiamento antipatriottico.
Le parole qui fanno la differenza, e la vicenda della stazione radio «Echo Moskvy» prova che il termine “nemico” può
Sei radio “più uguali” delle altre
In un articolo su infodem.it Beppe Lopez denuncia la vicenda di alcune emittenti private finanziate dallo Stato “con trucchi e sotterfugi grotteschi e scandalosi, ai danni di tutte le altre radio. Con tanti saluti alla promozione del pluralismo e della libera concorrenza di mercato” - Ma chi ha sentito parlare di "movimenti politici" come 'Roma idee' o 'A viva voce'?
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“Si facciano pure i tagli dei fondi per l’editoria – anzi si debbono fare! – ma lo si faccia con un minimo di dignità e di logica, eliminando le costose, indebite rendite parassitarie e i numerosi e imbrogli e raggiri tuttora consentiti”. E’ così che Beppe Lopez, giornalista e scrittore, autore del libro “La casta dei giornali” (ed. Stampa alternativa), conclude su infodem.it – il sito da lui diretto – una nuova denuncia contro una delle tante storture delle norme sul finanziamento pubblico delle testate giornalistiche.
Questa volta al centro della sua analisi sono alcune radio, in particolare “quelle sei radio più uguali delle altre”, finanziate in quanto sedicenti “organi di partiti politici rappresentati in Parlamento”. Finanziate – spiega Lopez nella sua analisi – “con trucchi e sotterfugi grotteschi e scandalosi, ai