quarantena

Per favore non chiamiamolo Smart Working

29 Giugno 2020 Tag:, , , , , , , ,
Più che una definizione da vocabolario serve,  in questo caso a nostro avviso,  comprendere quanto sia complesso questo termine e quanto stratificato sia l'atto che sta alla base della realizzazione pratica della funzione operativa che sostiene il "lavorare agilmente". Non è successo -  ed è importante sottolinearlo -  che a causa della reclusione forzata in casa cui siamo stati tutti costretti dalla quarantena a causa dell'epidemia, ci siamo trasformati in "lavoratori agili". E' accaduto che non potendo andare al lavoro, siamo stati costretti ad utilizzare i nostri "portentosi" device tecnologici digitali, per provare a non smettere di lavorare, studiare, divertirci, comunicare, in una parola: vivere. Tornando allo smart working -  quello vero -  proviamo ad aggiungere notizie certe, estraendo informazioni, dalla definizione enciclopedica del termine o meglio della prassi in cui ci siamo forzatamente ritrovati:    
Smart working (lavoro ‘agile’): la possibilità di rompere grazie alla tecnologia e a una nuova mentalità l’unità di spazio e di tempo nel processo lavorativo. Orari flessibili e possibilità di lavorare in luoghi diversi sono esigenze che trovano attenzione non disinteressata delle aziende ma anche nella politica, posta di fronte al compito di dotare l’innovatività delle forme produttive di

Le parole che ti ho detto

12 Aprile 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Prosegue e si rafforza la nostra deriva. Storpiare un titolo per abbozzarne un altro. Pessimo esempio di cui dovremo pentirci o divertente esercizio di stile? Ai posteri o ai Vs commenti la sentenza. Questo titolo ci serve per introdurre un altro tipo di esercizio molto giornalistico che è quello dell'osservazione della realtà attraverso lo studio delle parole che la compongono. Avete mai fatto caso a come improvvisamente la nostra quotidianità fatta di termini noti e ripetuti,  improvvisamente sia squarciata e trasformata da vocaboli sconosciuti, mai usati, spesso appositamente costruiti; che condizionano forzatamente e completamente il nostro eloquio, i nostri scritti, i nostri dialoghi? Dunque in questo specifico periodo, ad esempio,  per colpa o per merito di chi non è dato sapere - ma poi chiederemo lumi ad una esperta del ramo - è tutto un florilegio di: "lockdown, distanziamento sociale, mascherine, quarantena, pandemia, tamponi, contenimento, soggetto asintomatico, smart working".   Vabbè che domanda, siamo nel bel mezzo di un'epidemia, anzi di una "pandemia", tanto per usare un'altra delle parole ricorrenti del periodo. Difficile non usare certi termini. Sì certamente, ma non del tutto. La risposta non è così scontata. Il ruolo dei termini in