A un calendario che nasce come regalo per il 58° compleanno di Putin e in cui 12 aspiranti giornaliste in lingerie inneggiano spudoratamente al premier, altre sei studentesse hanno risposto con un altro calendario facendosi fotografare con la bocca chiusa da un cerotto e ponendo al premier sei domande scottanti sulla libertà di informazione, il terrorismo, i diritti umani e ricordandogli che sono passati 4 anni dall’ uccisione di Anna Politkovaskaja
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di Valentina Barbieri
Parlare di "guerra dei calendari" in questo periodo dell'anno è quasi scontato. La portata della notizia cambia, e di molto, se i due calendari in questione sono entrambi dedicati al premier russo Putin e se ad essere protagoniste del calendario non sono le soubrettes di turno ma le studentesse di giornalismo dell'università statale di Mosca (MGU).
Due calendari molto diversi tra di loro per stile e scopo.
Da una parte, 12 studentesse dell'MGU che posano in completo intimo inneggiando a Vladimir Vladimirovic. Dall'altra, altre 6 studentesse vestite di nero che pongono domande dolorose sulla Russia di oggi.
(continua...)
Guerra di calendari alla facoltà di giornalismo di Mosca
A un calendario che nasce come regalo per il 58° compleanno di Putin e in cui 12 aspiranti giornaliste in lingerie inneggiano spudoratamente al premier, altre sei studentesse hanno risposto con un altro calendario facendosi fotografare con la bocca chiusa da un cerotto e ponendo al premier sei domande scottanti sulla libertà di informazione, il terrorismo, i diritti umani e ricordandogli che sono passati 4 anni dall’ uccisione di Anna Politkovaskaja
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di Valentina Barbieri
Parlare di "guerra dei calendari" in questo periodo dell'anno è quasi scontato. La portata della notizia cambia, e di molto, se i due calendari in questione sono entrambi dedicati al premier russo Putin e se ad essere protagoniste del calendario non sono le soubrettes di turno ma le studentesse di giornalismo dell'università statale di Mosca (MGU).
Due calendari molto diversi tra di loro per stile e scopo.
Da una parte, 12 studentesse dell'MGU che posano in completo intimo inneggiando a Vladimir Vladimirovic. Dall'altra, altre 6 studentesse vestite di nero che pongono domande dolorose sulla Russia di oggi.
(continua...)
Censura: Russia, riaprirà a settembre (ma come settimanale) il Moskovsky Korrespondent
(v. b.) -Il Moskovsky Korrespondent - il giornale moscovita a tiratura nazionale che nell’ aprile scorso era stato costretto a chiudere per aver pubblicato l'indiscrezione secondo cui l'ex presidente russo Vladimir Putin, dopo la separazione dalla moglie, avrebbe sposato Alina Kabaeva, campionessa del mondo di ginnastica artistica nonché neo-deputata della Duma – riprenderà le pubblicazioni a settembre.
Il giornale però, il cui sito online è già tornato in funzione, non sarà più quotidiano ma uscirà settimanalmente. Lo annuncia il giornale russo in lingua inglese St. Petersburg Times.
Dopo la pubblicazione di quelle voci, come si ricorderà, Moskovsky Korrespondent era stato costretto a cessare le pubblicazioni e il sito era stato temporaneamente chiuso.
Questo stato di stand-by si è concluso alcuni giorni fa, quando il sito online del giornale è ripartito. Ora, stanto alle recenti dichiarazioni del direttore, Artyom Artyomov, sembrerebbe che anche la versione stampata sia destinata a tornare presto sul mercato. Con una modifica significativa però: il passaggio da quotidiano a settimanale.
(continua...)Russia: come ti smaterializzo l’ opposizione (in tv)
di Andrea Fama
È successo lo scorso autunno, ma la notizia è stata raccolta dai media internazionali solo in questi giorni: l’analista politico Mikhail Delyagin è stato fisicamente cancellato da un programma televisivo russo. Durante la registrazione Delyagin aveva criticato il Presidente Putin, tanto che nella messa in onda del programma gli zelanti tecnici russi non si sono limitati a tagliare i commenti dell’ avventato analista, ma ne hanno digitalmente rimosso l’immagine dallo studio televisivo - ad eccezione di un paio di gambe prive di corpo accidentalmente comparse in un fotogramma.
Forse proprio
Russia: come nasce una grande holding dei media
Jurij Kovalčuk, comproprietario della banca “Rossija” e amico di Putin, crea un grande ruppo mediatico attraverso la fusione fra REN TV, che controlla 864 stazioni in Russia, Csi e Paesi Baltici, e “Pjatyj Kanal” (Canale5, Pietroburgo) che ora si onderanno – Secondo una dei dirigenti la holding è interessata anche “a stampa e Internet” – Nella holding confluisce anche una parte delle azioni delle “Izvestija” - Un articolo del “Kommersant”
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(a cura di Valentina Barbieri)
La nascita di una nuova holding russa della comunicazione - "Mediagroup nazionale" – è al centro di un articolo del quotidiano «Kommersant» uscito qualche settimana fa, ma che riteniamo utile presentare in traduzione italiana perché aiuta a capire l’ atmosfera e i parametri con cui nascono i grandi gruppi mediatici a Mosca.
La creazione di imponenti società dei media in Russia non è affatto un evento straordinario. Da metà degli anni '90 il possesso di un mezzo di comunicazione è diventato un elemento strategico fondamentale per i grandi gruppi economico-finanziari.
Ciò che è cambiato